Scacco al re

Al Teatro Sala Uno di Roma la cronaca si fa spettacolo. Uno dei numerosi casi di violenza domestica sulle donne diventa una pièce teatrale per non dimenticare che una donna su tre è vittima di maltrattamenti

È l’autopsia di un’ossessione lo spettacolo Difesa di Dama al Teatro Sala Uno, un’ossessione che assume l’aspetto dei gesti ripetuti e meccanici della vita quotidiana. Sul palco, in una scenografia che ricostruisce l’interno di una cucina qualsiasi in una periferia cittadina qualsiasi, si consumano i malsani rapporti uomo-donna, padre-figlia, marito-moglie, in un intreccio tra amore e odio, fino alla scioglimento finale della vicenda, alla liberazione della protagonista dai legacci di una sudditanza psicologica.
Maria (Daniela Giordano), disoccupata, vive grazie alla pensione del padre (Arnaldo Ninchi) ammalato, con cui è costretta a dividere l’appartamento. Le insistenti attenzioni sessuali che la donna ha subito da parte del padre durante l’adolescenza, l’hanno condotta a sposare un uomo rude e violento. Dopo l’ennesimo pestaggio che la riduce in fin di vita, Maria decide di denunciare il marito (Lorenzo Gioielli) che, dopo tre anni di carcere, esce per ritornare a casa. In scena l’incubo della donna, incapace di ribellarsi psicologicamente, finché non mette in atto un lucido piano che la libera finalmente dalla sudditanza. Ad anni di violenze domestiche risponde con un banale e plausibile incidente domestico: una ben architettata fuga di gas scioglie Maria dal vincolo coniugale. La notizia del peggioramento della malattia del padre, ormai in fase terminale, è per la protagonista la promessa di una vita nuova e l’opportunità di plasmare il proprio futuro a suo piacimento. Nel gioco degli scacchi è la “difesa di dama” la mossa che salva la regina, sacrificando le altre pedine. Per scelta e per destino, quindi, si giunge a un amaro lieto fine. Amaro perché i soprusi, il dolore, le aspirazioni spezzate non possono essere cancellati.
Un argomento di cronaca, quindi, si fa spettacolo per sensibilizzare l’opinione pubblica, per non dimenticare che una donna ogni tre nel mondo è stata vittima di violenze domestiche, per far discutere di un argomento così delicato e intimo: il male che può fare chi dice di amare.
Lo spettacolo si ispira all’omonimo libro scritto nel 2001 da Isabel Carmona e Joaquin Hinojosa, frutto di un’inchiesta su alcuni casi di maltrattamenti e violenze contro le donne, minacciate di morte dai loro stessi compagni. Quando, l’anno successivo alla pubblicazione del libro, l’inchiesta debuttò al Teatro de La Abadìa a Madrid, dodici tra le donne sentite durante il processo di documentazione erano state aggredite, cinque erano state uccise e una aveva subito danni permanenti alla spina dorsale e costretta su una sedia a rotelle.

Lo spettacolo continua:
Teatro Sala Uno
piazza di Porta San Giovanni, 10 – Roma
fino a domenica 29 aprile
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00 (lunedì riposo)

CRT Scenamadre e Parole Rivelate presentano
Difesa di Dama
di Isabel Carmona e Joaquin Hinojosa
traduzione di Mariella Fenoglio
regia Tullio Pecora
con Daniela Giordano, Arnaldo Ninchi, Lorenzo Gioielli
scene e costumi Marco Nateri
musiche Roberto Fia

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