Rito teatrale cannibalico per una civiltà sconsacrata

teatro-contraddizione-milano-80x80Dopo una pausa di qualche giorno, torna al Teatro della Contraddizione di Milano Digerseltz, uno spettacolo sulle mitologie contemporanee del mangiare e sull’attore.

L’inizio dello spettacolo è decisamente di grande impatto. Il pubblico si ritrova in sala immerso nel buio più totale alle prese con qualcuno – umano o animale non si potrebbe dire – che sta decisamente sbranando qualcosa: cibo – carne animale o umana?

Il rumore della masticazione è forte, la sensazione è strana, quasi fastidiosa, e l’interrogativo di ciò che sta per succedere è sempre più grande, quasi claustrofobico. Il momento si prolunga, i rumori diventano sempre più concreti, la masticazione appare ormai quasi soggettiva, la sensazione è di avere in bocca quel qualcosa di cui non abbiamo certezza.

Poi, finalmente, la luce si accende e, con essa, Elvira Frosini e il cibo – la vera ossessione del nostro tempo e di noi stessi che ne facciamo un uso spropositato o, al contrario, lo rifiutiamo con sdegno – assurgono a protagonisti.

La Frosini, interprete e autrice dello spettacolo, passa in rassegna, uno dopo l’altro e con ritmo febbrile, i momenti in cui la bocca e il mangiare posso dirsi “momenti chiave” della nostra vita, a partire dagli episodi più intimi dell’individuo – come quando la mamma, da piccoli, ci costringeva a mangiare anche quando non ne avevamo voglia – fino ad arrivare a un pelo dalla blasfemia con la messa in scena dell’Ultima Cena, in cui il Corpo e il Sangue di Cristo diventano il pane e il vino dei suoi Discepoli e dell’intera Comunità Cristiana.

Un solo corpo in scena, quello dell’attrice, che si mette a nudo e si offre come vittima sacrificale al proprio pubblico – così come tutti noi siamo, potenzialmente, vittime e carnefici l’uno dell’altro. Perché tutto è bocca, tutto è un continuo sbranarsi: di baci, di morsi, vicendevolmente, con le parole, con i gesti, con le carezze, sbranare un agnellino, un banchetto o addirittura il prossimo.

Uno spettacolo a tratti divertente, a tratti lievemente cruento, che ci spinge a riflettere sull’abuso di cibo nella nostra società ma, allo stesso tempo, ci pone di fronte ai rapporti interpersonali che ci contraddistinguono: troppo spesso violenti, quasi al limite del cannibalismo.

Molto brava Elvira Frosini, sia dal punto di vista autorale che attorale. Dispiace solo che il pubblico abbia reagito tiepidamente a uno spettacolo di grande impatto. Un buon punto di partenza per una riflessione su risvolti di tipo mitologico, sociale e politico attraverso la metafora del cibo.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro della Contraddizione
via della Braida, 6 – Milano
fino a domenica 17 febbraio
Digerseltz
di e con Elvira Frosini
collaborazione artistica Daniele Timpano
regia Elvira Frosini
assistente alla regia Alessio Pala
musiche originali Marco Maurizi
disegno luci Dario Aggioli
materiali di scena Antonello Santarelli
produzione Kataklisma

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