Un libertino alla corte di Milano

La Stagione 2011-2012 del Teatro alla Scala si inaugura con Don Giovanni, l’opera più seducente della coppia Mozart-Da Ponte, sotto la direzione di Daniel Barenboim e per la regia di Robert Carsen.

Daniel Barenboim, dal 1° dicembre, sarà ufficialmente direttore musicale della Scala – fino a fine 2016 – e per dare immediatamente forza alle dichiarazioni dell’istituzione milanese e del suo sovrintendente, Stephane Lissner, di “rilanciare un progetto europeo di vasto respiro”, eccolo sul podio a dirigere Don Giovanni, uno tra i più amati capolavori di Mozart.
Della canonica soirée più attesa della Stagione, parleranno le cronache. Noi facciamo, al contrario, un passo indietro.
Siamo nel Settecento, epoca di virtuosi: al Regio Ducale Teatro di Milano il pubblico aristocratico gozzoviglia giocando a carte in ridotti e ridottini, almeno fino alla notte del 25 febbraio 1776, quando – durante i festeggiamenti per il Carnevale – le fiamme divorano la struttura costringendo i nobili milanesi a mercanteggiare con l’imperatrice Maria Teresa l’edificazione della Scala.

Dieci anni dopo – per l’esattezza il 1° maggio 1786 – Mozart e Da Ponte presentano al pubblico della capitale austriaca Le nozze di Figaro – prima opera di quella trilogia che decreterà il genio dell’artista salisburghese, per nulla intimorito dai gusti dei contemporanei e perfettamente in grado di imprimere alla sua musica la forza per dialogare col cosiddetto bel canto.
Nel volgere di pochi decenni il modo di intendere l’opera lirica e la partecipazione del pubblico a teatro – da protagonista di bagordi a silenzioso spettatore – muta radicalmente.

Presentato al Teatro Nazionale di Praga il 29 ottobre 1787, Don Giovanni pone subito nuovi dilemmi alla critica del tempo – e a quella posteriore. “Per quale ragione dovremmo continuare a tormentarci per trovare una soluzione più esauriente al problema?” dirà persino Albert Einstein sull’essenza di quest’opera buffa, che è impossibile circoscrivere sia nell’ambito del comico sia in quello dell’opera seria. Del resto, se è vero che Da Ponte saccheggiò a piene mani il libretto di Giovanni Bertati per Il Convitato di pietra – musicato da Giuseppe Gazzaniga e che debuttò a Venezia il 5 febbraio 1787, qualche giorno prima che Mozart ricevesse l’incarico di scrivere la sua nuova opera – altrettanto vero è che, accanto al genio mozartiano, spiccano la capacità di introspezione psicologica e la felice vena poetica di Da Ponte che crea, come scrive Paolo Lecaldano: “dei personaggi centrati impeccabilmente, e che non si esauriscono negli episodi della vicenda, ma che assurgono al valore di entità universali”.

Allo stesso modo, Haydn si complimenterà con il padre di Mozart: “Egli ha gusto, ed inoltre la scienza più grande della composizione”; mentre Goethe, che coglie nel segno intuendo l’ambiguità sottesa al giocoso, confida: “Il piacere sfiora soltanto la superficie, ma nel profondo domina la serietà”. Il perturbante freudiano entra nell’universo comico e i sottesi chiaro-scuri del genio salisburghese trasformano temi contingenti in “a priori” – come capita solo a Molière, fustigatore di costumi, e a Shakespeare o Dostoevskij, profondi conoscitori delle passioni e dei vizi di questa umanità – mutante eppure immutabile.
Il 7 dicembre, alla Scala, riflettori accesi ancora una volta su Don Giovanni, quindi, con la direzione di Daniel Barenboim e la regia di Robert Carsen – che incuriosisce proprio perché ci si chiede se, ancora una volta, saprà attualizzare l’opera di un genio del passato per restituirne la freschezza autentica, rispettandone il dettato universale. Ossimorica sfida che Carsen, in un’intervista recente, afferma di poter vincere perché, a chi lo rimprovera per le sue scelte stilistiche, risponde: “Il migliore esempio è quello di Verdi, il quale scelse come soggetto La Traviata perché attratto da un tema contemporaneo. Voleva battersi contro la società ipocrita del suo tempo […] ma la censura lo obbligò ad ambientare l’opera nel periodo di Luigi XIV° […]. Non vide mai il suo lavoro interpretato nel modo in cui avrebbe voluto – con i cantanti vestiti come il pubblico. Quindi, La Traviata ha senso solo se si rispetta il volere dell’Autore” e, ancora (proprio per un’opera del genio salisburghese): “Per me è assurdo mettere in scena Le nozze di Figaro con personaggi in abiti settecenteschi. Mozart voleva che gli spettatori si riconoscessero negli interpreti sul palco […]. Siamo chiamati a riportare in vita questi lavori […]. Non sono pezzi da museo: sono fatti per essere interpretati”.

E la curiosità è proprio questa: riusciranno Barenboim e Carsen a restituire l’ambiguità universale del sottotesto e la freschezza sfrontata, la lucida indipendenza di giudizio del philosophe?

Lo spettacolo andrà in scena:
Teatro alla Scala
piazza della Scala – Milano
(biglietteria: via dei Filodrammatici, 2)
4 dicembre (anteprima dedicata ai Giovani)
7 dicembre, ore 18.00 (inaugurazione della Stagione)
10, 13, 16, 20, 23, 28 dicembre 2011
4, 8, 12, 14 gennaio 2012

Nuova produzione Teatro alla Scala
Don Giovanni
dramma giocoso in due atti
libretto di Lorenzo Da Ponte
musica di Wolfgang Amadeus Mozart
direttore Daniel Barenboim
direttore Karl-Heinz Steffens (gennaio 2012)
regia Robert Carsen
scene Michael Levine
costumi Brigitte Reiffenstuel
luci Robert Carsen e Peter Van Praet
coreografia Philippe Giraudeau
orchestra e coro del Teatro alla Scala
maestro del moro Bruno Casoni

Personaggi e interpreti:
Don Giovanni
Peter Mattei (7, 10, 13, 23, 28 dicembre; 4, 8, 12, 14 gennaio)
Ildebrando D’Arcangelo (16, 20 dicembre)
Il Commendatore
Kwangchul Youn (7, 10, 13, 16, 20, 23, 28 dicembre)
Alexander Tsymbalyuk (4, 8, 12, 14 gennaio)
Donna Anna
Anna Netrebko (7, 10, 13, 16, 20, 23 dicembre)
Tamar Iveri (28 dic.; 4, 8, 12, 14 gennaio)
Don Ottavio
Giuseppe Filianoti (7, 10, 13, 16, 20, 23, 28 dicembre)
John Osborn (4, 8, 12, 14 gennaio)
Donna Elvira
Barbara Frittoli (7, 10, 13, 16, 20, 23, 28 dicembre)
Maria Agresta (4, 8, 12, 14 gennaio)
Leporello
Bryn Terfel (7, 10, 13, 16, 20 dicembre)
Ildebrando D’Arcangelo (23, 28 dic.; 4, 8, 12, 14 gennaio)
Zerlina
Anna Prohaska (7, 10, 13, 16, 20, 23, 28 dicembre)
Ekaterina Sadovnikova (4, 8, 12, 14 gennaio)
Masetto
Štefan Kocán (7, 10, 13, 16, 20, 23, 28 dicembre)
Kostas Smoriginas (4, 8, 12, 14 gennaio)

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