Un libertino sul palco del Met

La Stagione teatrale interrotta in autunno riprende, al Teatro Metastasio di Prato, con la nuova produzione di Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

Finalmente i teatri riaprono e il Met sceglie Aterballetto per accogliere il suo pubblico, che sale sul palco con una compagine di ben 16 danzatori – tanti da riempire lo spazio scenico durante gli ensemble.

È un gioco di luci e ombre quello al quale assistiamo, visivamente grazie al lavoro di Fabiana Piccioli, e psicologicamente; di fughe e di improvvisi incontri; di slanci libertini e di rimorsi intimi, che scandiscono i vari quadri in cui si compone la messinscena del Don Juan. I corpi si materializzano sul palcoscenico, proprio grazie a un sapiente light designing, tra monoliti che diventano, di volta in volta, letti di piacere, porte dalle quali fuggire, rocce su cui accasciarsi, nascondigli di fronte alla violenza del protagonista o dei suoi inseguitori, discesa agli inferi e venuta al mondo.

Ma ciò a cui assistiamo non è solamente lo snocciolarsi delle ben note avventure del libertino – tratteggiato dalla penna di Da Ponte o di Tirso de Molina – dato che ampio spazio è concesso dal coreografo, Johan Inger, anche ai retroscena, a quegli intrighi che suscitano dubbi soprattutto in Leporello, in privato, mentre in pubblico continuerà a sostenere il suo ‘padrone’ – il quale alterna incontri amorosi e scontri violenti, alternando passi a due a scene corali. Non a caso, forse, le feste paesane, in maschera o nuziali si ritagliano ampio spazio nell’economia complessiva dello spettacolo, mentre Leporello appare il personaggio più complesso e ambivalente, assurgendo – anche a livello di danza – a vero protagonista della scena.

Quella che è sembrata mancare, però, è la fluidità tra i diversi quadri, tra i passi a due e i momenti corali, quasi che la trama fosse una giustapposizione di racconti o squarci di racconto fini a se stessi – sensazione causata anche da una partitura musicale che sembra privilegiare gli ensemble, con motivi non troppo originali.

La trama stessa, fors’anche perché il dramaturg – Gregor Acuña-Poh – ha attinto a troppi filoni testuali, si fa spesso criptica o rischia di confondere lo spettatore: Don Giovanni, ad esempio, contraddistinto dal bianco, che nasce e poi corteggia Donna Anna, a un certo punto giace con una donna. La duchessa Isabela? E perché, poi, compare un altro Don Giovanni in abito nero che pare voler sedurre Zerlina e che ci accompagna fino al finale? Chi è l’uomo sui trampoli con le ali d’angelo? E la madre è anche Donna Elvira? E così via…

Il racconto si ingarbuglia e si perde il senso di ciò che si sta vedendo. Non riesce il confronto tra il libertino e l’uomo sui trampoli e anche le sfide tra maschi appaiono più siciliane che spagnole, troppo ruspanti o da Cavalleria Rusticana di maniera. Il finale che rimanda a un nuovo inizio del gioco della seduzione – che vedrà, però, protagonista una donna (adolescente) – sembra prevedere una replica dei meccanismi narcisistici di Don Giovanni, e non pare segnale di una rivoluzione di genere ma quasi il rifiuto delle rivendicazioni delle donne negli ultimi anni.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Metastasio

via B. Cairoli, 59 – Prato
domenica 9 maggio 2021, ore 18.00

Don Juan
coreografia Johan Inger
musica originale Marc Álvarez
dramaturg Gregor Acuña-Pohl
scene Curt Allen Wilmer (aapee) con estudiodeDos
costumi Bregje van Balen
luci Fabiana Piccioli
assistente alla coreografia Yvan Dubreuil
danzatori Saul Daniele Ardillo, Estelle Bovay, Adrien Delépine, Martina Forioso, Clément Haenen, Arianna Kob, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Ivana Mastroviti, Giulio Pighini, Sandra Salietti Aguilera, Roberto Tedesco, Hélias Tur-Dorvault, Thomas Franciscus Van De Ven, Minouche Van de Ven, Serena Vinzio
produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
coproduttori Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Regio di Parma, Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, Centro Teatrale Bresciano, Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Metastasio di Prato, Festspielhaus St. Poelten, Fondazione Cariverona – Circuito VivoTeatro (Teatro Ristori di Verona, Teatro Comunale di Belluno, Teatro Salieri di Legnago, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro delle Muse di Ancona), Associazione Sferisterio Macerata

Nella foto: FND Aterballetto, Don Juan, wedding scene. Foto di Viola Berlanda (gentilmente fornita dall’ufficio stampa del Teatro Metastasio).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.