Dress code: croce

Reduce dalla tournée del suo Santo Genet, Armando Punzo torna a colpire con un’ulteriore e stimolante ricerca teatrale, concentrandosi questa volta – forte anche della congiunzione anagrafica – sull’opera omnia di Sir William Shakespeare.

Penne, martelli, grucce, ramoscelli, pezzi di Lego, cannucce. Gli spettatori al prologo dello spettacolo Dopo la Tempesta («che debutterà a luglio nel carcere di Volterra, nell’ambito del Festival VolterraTeatro»), andato in scena già nel luglio 2015 in forma ancora di studio presso la Fortezza Medicea di Volterra, non si sono certo tirati indietro davanti alla richiesta decisamente bislacca del regista campano: «portare una croce, di qualsiasi dimensione o materiale, anche costruita in modo artigianale».

Rimanendo all’interno del proprio mezzo drammaturgico, che prevede un coinvolgimento a tutto tondo dell’essere umano nella macchina scenica (reclusi e pubblico, senza alcuna distinzione, perché il teatro è anche annullamento di ruoli e condizioni sociali), Punzo mette en éspace una processione improvvisata, facendoci diventare, chissà, suoi personaggi. Muovendosi intorno a una scenografia minuziosamente studiata, gli astanti, imponendo il simbolo cristiano per eccellenza, vengono inclusi nel calvario di questo spirto in pena che «si aggira su un’isola-foresta, cercando di liberarsi dagli echi dei fantasmi spiaggiati dei personaggi di Shakespeare, che ripetutamente provano a riportarlo alla vita». L’argenteria, soggetta alle leggi della gravità, scandisce il passo corale del serpentone croce-munito, finché due donne dalle movenze ammalianti non danno il permesso di rompere le righe: lo spettacolo ha inizio.

La posta in gioco è alta: «creare uno spettacolo liquido, un’opera che stravolga il canone del teatro occidentale, il tempo, lo spazio, il ritmo, mettendo così in discussione l’uomo, la sua forma rigida che si immagina fissata per sempre nelle pieghe meravigliosamente complesse dei personaggi shakespeariani». Sarebbe inutile cercare di definire quello che avviene dopo la tempesta. Esseri ormai piegati dal fato si avvicinano all’orecchio di Punzo e gli rivelano la loro natura un tempo gloriosa. Amleto, Calibano, Re Lear, Pericle, Apemanto, Riccardo III… goccia dopo goccia l’anima si riempie di parole destrutturate e ricostruite in maniera a prima vista arbitraria, così come sembra esserla la prima declamazione del prologo bolognese – Invictus di William Ernest Henley. Una cosa però è certa: questo spettacolo, già nella sua versione non ancora definitiva (se si può raggiungere un telos nella ricerca), ha tutte le carte in regola per lasciare un segno prossimo all’indelebile nelle menti di chi sarà disposto a guardare nello specchio e a osservare ciò che di noi stessi non conosciamo.

Appuntamento a Volterra, dal 25 al 31 luglio.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno della rassegna Dei Teatri, della Memoria:
Spazio antistante il Museo per la Memoria di Ustica

Parco della Zucca – via di Saliceto 3/22, Bologna
martedì 5 luglio
ore 19.30

Dopo la Tempesta – Scene da Shakespeare. Know well
drammaturgia e regia Armando Punzo
musiche originali eseguite dal vivo e sound design Andrea Salvadori
con Armando Punzo e gli attori della Compagnia della Fortezza
produzione VolterraTeatro/Carte Blanche
con il sostegno di MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Volterra, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Ministero della Giustizia C.R. Volterra

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.