La speranza oltre la memoria e il dolore

teatro-elettra-romaAl Teatro Elettra di Roma, va in scena Dopo via Rasella, spettacolo che racconta con struggente efficacia quella che è «forse la pagina più nera dell’occupazione tedesca in Italia».

Memoria e presente, dolore e senso: sono termini spesso accostati per la capacità l’uno di richiamare – idealmente e/o concretamente – l’altro. Senza memoria non c’è presente e il dolore non ha esistenza per sé, ma solo in funzione del superamento, di un senso posto oltre. Paradossalmente solo negandolo attraverso la sua accettazione, possiamo creare un virtuoso legame tra ieri, oggi e domani.

L’episodio di via Rasella del 1944, l’attentato dei Gruppi di Azione Patriottica contro il battaglione tedesco-altoatesino Polizeiregiment Bozen, rappresenta nell’immaginario nazionale uno degli episodi più significativi del passato di questo Paese. Un passato rispetto al quale sembra oggi farsi sempre più incerta la netta distinzione tra il bene e male di un popolo allora lacerato tra collaborazionisti e partigiani.

Molte obiezioni sono state mosse all’azione dei GAP, alcune riproposte sul raccolto palco del Teatro Elettra: era davvero necessario provocare l’occupante nazista, per lo più con le forze alleate alle porte di Roma? Erano davvero nemici quelli rimasti uccisi dall’esplosivo? Non sarebbe stato meglio aspettare? É stata un’azione legata più a influenzare i futuri equilibri politici che di reale resistenza partigiana?

Dopo via Rasella decide di non mostrare il fianco ad alcun moralismo, attraverso un allestimento semplice e circolare, splendidamente impreziosito da un incedere sempre lucido e mai didascalico. La regia sceglie una ambientazione intima, quella che sembra una taverna, per raccontare attraverso una atmosfera surreale, il dolore di carne e sangue vissuto dai tre protagonisti.

Eviteremo di anticipare una trama capace di mantenere alta l’attenzione e la suspense senza mai patire la propria linearità, grazie alla scelta di intensi intramezzi (i flashback di una splendida Olivia Cordsen) e, soprattutto, a interpretazioni spesse e materiche, potenti e crescenti all’interno di quadri visivi e narrativi che si succedono senza soluzione di continuità.

L’affresco storico, sociale e umano – edificato senza alcuna pedanteria attraverso rimandi sonori dell’epoca, inflessioni dialettali (giustamente edulcorate per lasciare intatta la comprensione), costumi semplicemente perfetti e accurate descrizioni geografiche – è disegnato sussumendo nei drammi individuali quelli di una intera nazione, allora divisa tra chi viveva nella speranza e chi nello sconforto, ma tutta unita dalla possibilità concreta della morte.

I meriti di de Mejo sono, allora, figli di una limpida intuizione drammaturgica: complicare l’identificazione dei personaggi per non cadere nel rischio della distinzione morale manichea, lasciando allo spettatore – travolto da un racconto dei fatti poetico e crudo – la responsabilità di prendere la propria posizione.

Un allestimento magnetico e felicemente riuscito, a quale auguriamo davvero di avere gambe lunghe.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro elettra

dal 6 al 30 novembre
ore 21, domenica ore 17.00

Dopo via Rasella
scritto e diretto da Pierpaolo de Mejo
con Olivia Cordsen, Pierpaolo de Mejo, Antonio Pisu
aiuto regia Francesca Pausilli
luci e fonìa Francesca Corso
progetto sonoro Armando Valletta

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