Donne contro uomini


Al Teatro de’ Servi la scena è delle donne

Mimì è la promessa sposa di Rodolfo, ma inspiegabilmente, il giorno del matrimonio non si presenta all’altare. C’è chi immagina un ripensamento tardivo, chi all’irreparabile. In realtà Mimì ha conosciuto un uomo durante un viaggio in Kenya, l’ha sposato e al rientro in Italia rischia un processo per bigamia. È il divertente e surreale intreccio che si snoda attorno alla vicenda di quattro amiche in Due mariti e un matrimonio, commedia fresca e frizzante diretta da Roberto Marafante e interpretata da un gruppo di attrici in gran forma. È uno spettacolo che trova nel cast il suo punto di forza. È vero che i dialoghi sono divertenti e furbi (solo apparentemente impastati di luoghi comuni), così come è vero che i riferimenti “colti” alla Bohème pucciniana (richiamata tanto nei nomi dei due protagonisti, Mimì e Rodolfo, quanto nella citazione diretta di alcune arie dell’opera) conferiscono un carattere aulico a una commedia leggera e spassosa. Ma il fattore decisivo che rende Due mariti e un matrimonio uno spettacolo riuscito sta nell’abilità del regista di aver riunito un cast di donne che riesce nel compito di abbattere le pareti invisibili ma invalicabili che separano il teatro e la vita. Siamo in presenza di una di quelle rare volte in cui le due cose tendono a coincidere, dove la realtà umana di personaggi comuni in situazioni non convenzionali è talmente vera da far dimenticare la finzione drammaturgica. È il mondo femminile a essere al centro della visione di Marafante, in cui “l’amore al tempo della crisi” sembra aver perso ogni significato perché in crisi sono tutti i valori, a partire dal matrimonio, un’istituzione convenzionale senza valore affettivo (non a caso Mimì si sposa in Kenya decisa a lasciarsi il matrimonio alle spalle una volta tornata in Italia). In questa storia di donne l’unico personaggio maschile appare come vittima della capacità femminile di rinnovarsi e adattarsi a ogni occasione, con l’abilità che solo le donne possiedono di passare da una situazione tragica a un’osservazione superflua. È la leggerezza della donna a vincere sulla rigidità dell’uomo. Questa in sintesi la “morale” di Due mariti e un matrimonio. Non manca un tema difficile, affrontato con ironia e sensibilità: il diverso, rappresentato dal marito keniota di Mimì, e da un transessuale che ha il merito di mettere in discussione le convinzioni morali dei protagonisti. Tra luoghi comuni che si sfaldano e pregiudizi che si confrontano con la realtà dell’altro, vengono alla luce le ipocrisie di un interno borghese solo in apparenza realizzato, in realtà preda di frustrazioni e fallimenti personali. Tutto questo in una commedia piena di brio e comicità, scritta con intelligenza e interpretata da un gruppo di attrici irresistibili.

Lo spettacolo continua:
Teatro de’ Servi
via del Mortaro, 22 (angolo Via del Tritone) – Roma
fino a domenica 12 febbraio
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, sabato ore 17.30 e 21.00, domenica ore 17.30 (lunedì riposo)
biglietti: platea 20 Euro, galleria 17 Euro

Due mariti e un matrimonio
di Roberto Marafante
regia Roberto Marafante
con Ussi alzati, Pia Engleberth, Alice Mangione, Alessandra Ierse, Federico Bonaconza
scene Andrea dell’Orto
costumi Simona De Castro, Annalisa Barcella
musiche Paolo Censi
luci Nicolò Leoni
aiuto regia Giuliana Kossuth

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