La filosofia di coppia

Raoul Bova e Chiara Francini al Teatro Ambra Jovinelli sono i protagonisti di Due, uno spettacolo scritto da Miniero e Smeriglia, che vede un uomo e una donna a un passo dal condividere la propria vita tra innumerevoli dubbi esistenziali. In scena fino al 26 marzo.

Luca Miniero, che ha iniziato la sua carriera firmando noti spot pubblicitari e ha ottenuto un clamoroso successo al botteghino con film come Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, a cinquant’anni da poco compiuti esordisce con una regia teatrale il cui testo, scritto insieme a Smeriglia, coinvolge due volti noti al pubblico soprattutto televisivo: Raoul Bova e Chiara Francini.
Due è appunto il titolo dello spettacolo, che giunge a Roma, all’Ambra Jovinelli fino al 26 marzo, dopo un rodaggio in diverse città italiane e continuerà il suo tour fino al 7 maggio.

Vedendo lo spettacolo e quindi la locandina s’intuisce il perché i protagonisti siano rappresentati con quel trucco spaziale sulla foto. Miniero ha voluto proiettare Due nel futuro, quindi seppur nella pièce gli attori siano vestiti in modo normale, casual, le sagome che vanno a interrogare sono la proiezione di loro stessi tra vent’anni. Marco e Paola si ameranno ancora? È questo l’interrogativo che pervade soprattutto la donna e in generale chiunque stia per compiere un passo così importante. Se Paola, infatti, riesce a contare i passi che separano la nuova abitazione dai punti di riferimento della zona in cui andrà ad abitare con la sua metà dopo sette anni di fidanzamento, non sa però quanto possa contare sull’amore di quell’uomo intento a montare il letto senza leggere le istruzioni.

Noi di Persinsala, a poche ore dalla prima, abbiamo proprio chiesto ai due protagonisti quali fossero le somiglianze con i loro personaggi.
Raoul Bova dal suo Marco ha detto di essere «distante in tante cose. La somiglianza sta nel fatto che entrambi montino le cose senza le istruzioni». Afferma di essere questa «una metafora della vita» in quanto anche lui, spesso, si ritrova con dei pezzi che avanzano e deve ricominciare ogni volta daccapo. Il suo personaggio preferisce vederlo dal di fuori. «Mi piace la sua bontà, la sua innocenza, la sua pulizia, non ha un doppio scopo, un doppio fine, si trova colpito all’angolo dalla propria compagnia e fa molto ridere».
Chiara Francini, invece, con Paola ha molte affinità come «La voglia di fare domande, la voglia di avere delle certezze, il fatto di essere comunque innamorata e attratta da un compagno che è diverso da lei e che inevitabilmente la completa e senza il quale non potrebbe essere quello che è».
La simpaticissima attrice toscana, che ha lasciato Pippo Baudo solo alla conduzione di Domenica in per dedicarsi a questo lavoro teatrale, fa sue le parole del “padre” televisivo. «La cosa più importante è il pubblico», è questo l’insegnamento più forte che Chiara ha fatto suo. «Far sì che il pubblico capisca, si diverta, e per far ciò bisogna sempre essere comunicativi ma farlo in maniera semplice e diretta».
E dal consenso ricevuto in sala, il pubblico si è ampiamente divertito e ha avuto modo di riflettere su questioni ben note a chiunque condivida con un’altra persona la propria vita.

La scena essenzialmente è vuota, al centro, in fase di montaggio, c’è dunque questo letto che è il fulcro in ogni casa, intorno a esso, attraverso un gioco di luci, si manifestano dei cartonati, che rappresentano quelle persone di ieri e soprattutto di domani che inevitabilmente si insinueranno nella vita di Marco e Paola, come nella vita di ciascuno. Bova, che torna a teatro dopo ben diciassette anni, è a suo agio sul palco, e tra uno scambio di battute e l’altro con la sua compagna di scena, si esercita a fare gli addominali e la ruota esaltando anche il suo ruolo di sex simbol che soprattutto il cinema gli ha attribuito. La Francini è diretta, spontanea e sprizza simpatia da ogni poro.

La storia ha il pregio di essere stata costruita proprio per il teatro, dimostrando come Miniero sappia dirigere alla perfezione i suoi attori nei diversi ambienti dell’arte, tanto che su quelle tavole, a fine spettacolo, sembra di aver visto recitare un coro di attori e non semplicemente Due.

Lo spettacolo continua:
Teatro Ambra Jovinelli

via Guglielmo Pepe, 43 /47- Roma
fino a domenica 26 marzo
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 1 h e 20 minuti senza intervallo)

Compagnia Enfi Teatro presenta
Due
di Miniero e Smeriglia
regia Luca Miniero
con Raoul Bova e Chiara Francini
aiuto regia Paola Rota
disegno luci Daniele Ciprì
scenografia Roberto Crea
costumi Eleonora Rella

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