Al Pim Off di Milano la coreografa Paola Bianchi va in scena senza colori, senza suoni, senza parole, accompagnata solo dalla sua ombra.

Lo spazio si fa vuoto, in bianco e nero. Il silenzio è rotto solamente da rumori indistinguibili che talvolta sono identificabili in suoni di passi o accenni di musica.

Il doppio corpo, quello della performer e della sua ombra, giocano con la luce che proviene da dietro un pannello nero per creare delle immagini, delle sensazioni, degli inganni percettivi: il corpo che diventa altissimo, la testa sproporzionata, la figura che si allontana e si avvicina, tutto con la sola suggestione della luce.

<<L’idea di partenza di Duplica è stata il desiderio di sperimentare il mondo dell’ombra e della luce utilizzando unicamente il corpo, il mio corpo>>, spiega Paola Bianchi, autrice e interprete, coreografa e danzatrice indipendente che, con la sua ricerca nell’ambito della danza contemporanea, ha partecipato a festival internazionali e laboratori di ricerca.

È straniante vedere un corpo danzare senza musica, si ha la sensazione che manchi qualcosa. Senza conoscere la biografia di Paola Bianchi e assistendo solamente a questo spettacolo, è difficile ricondurre il suo lavoro strettamente al mestiere di coreografa e danzatrice. I movimenti, più che essere una danza, sono uno studio sulle possibilità di movimento di un corpo e sul gioco delle ombre. Sì, la danza è anche tutto questo, ma senza l’accompagnamento musicale – di qualsiasi genere – si perde un po’ quell’energia che nasce vedendo un corpo seguire un ritmo, una melodia, un’idea.

È un tipo di performance che tocca il limite di molte arti: la danza e il teatro danza, ma anche il teatro di ombre e potrebbe trovare posto come istallazione in un museo di arte contemporanea. Anzi, questa è probabilmente la forma che più si addice a questo genere di lavoro, che, per quanto interessante, risulta ripetitivo e difficile da seguire, una volta colto il meccanismo.

L’assenza quasi totale di suono rende la performance innaturalmente silenziosa e quieta – anche se l’atmosfera, purtroppo, è stata disturbata dalla presenza di una spettatrice che ha scattato foto per l’intera durata dello spettacolo – senza togliere il suono all’apparecchio, creando così un continuo sottofondo distraente.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Pim Off

via Selvanesco 75, Milano
sabato 12 e domenica 13 febbraio

Duplica
di e con Paola Bianchi
elaborazione suono Paola Bianchi
luci Paolo Pollo Rodighiero e Chiara Girolomini
tecnica Chiara Girolomini
foto Valentina Bianchi
produzione Agar

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