Come può un’esile figura di donna racchiudere tutta la paura e la forza del mondo

Sul palcoscenico del Teatro Parenti si consuma il dramma di un amore tradito, nato dalla penna della scrittrice Natalia Ginzburg.

«Dimmi la verità».
«Quale verità?»
Spezzano il silenzio le parole della protagonista del drammatico monologo È stato così, tratto dal romanzo di Natalia Ginzburg e diretto da Valerio Binasco. Sullo sfondo di un’anonima carta da parati a fiori, un’intensa Sabrina Impacciatore racconta con voce tesa ma ferma le vicende della sua vita, partendo dall’ultima, quella che l’ha cambiata irreparabilmente: l’omicidio di suo marito.
«Gli ho sparato negli occhi», racconta candidamente la donna, tra quegli occhi accesi e vivi che, lentamente, l’avevano fatta innamorare di lui.
Un’esistenza solitaria quella della giovane protagonista, di cui non ci è dato di conoscere il nome, trascorsa tra i banchi di scuola tra cui insegnava e le pareti spoglie della sua camera, nella piccola pensione in cui viveva. Una vita fatta di giorni sempre uguali, prima di incontrare quell’uomo più grande di lei, che l’aveva come illuminata di nuova luce, ritraendola sul suo taccuino per poi strapparne le pagine.
Ma quel piccolo uomo nel suo impermeabile bianco, con i riccioli grigi che gli incorniciano il viso, riempirà solo illusoriamente la vita della giovane donna. L’amore a senso unico della ragazza, infatti, non riuscirà a dare armonia e stabilità al loro matrimonio, fatto di segreti e porte chiuse a chiave, destinato inevitabilmente a naufragare a causa del continuo tradimento dell’uomo, innamorato suo malgrado di una donna sposata.
A squassare ulteriormente l’anima della giovane e infelice moglie, la morte prematura della figlioletta, l’unico barlume di gioia che avrebbe potuto, forse, salvarla dal baratro e ancorarla finalmente alla vita.
Così, la storia giunge inevitabilmente al suo tragico epilogo, di cui il pubblico è stato fin dall’inizio messo a parte e che, in qualche modo, riporterà ogni cosa al punto di partenza.
La scenografia spoglia che incornicia la commovente performance di Sabrina Impacciatore – che ha superato brillantemente la “prova” teatrale – fa da contrappunto all’estrema ricchezza del racconto, resa in modo vigoroso dall’attrice, a cui va il merito di aver dato concretezza e vita alle parole di Natalia Ginzburg, dipingendo le esistenze dei personaggi che popolano il romanzo come a renderli realmente visibili agli occhi degli spettatori.
Rannicchiata sulla sua sedia, a cui non può fare a meno di aggrapparsi, la protagonista dà fondo a tutto il suo coraggio, mettendo a nudo le sue paure e gli stati d’animo che hanno accompagnato la sua vita – da quelli euforici, quasi felici, a quelli più cupi e carichi di sconforto – e, per contro, rivelando tutta la sua forza.
Una parabola interiore discendente che, inesorabilmente, ha minato lo spirito e la mente della giovane donna, costretta a rivivere costantemente ogni tormento, ogni dolore già passato, ma mai lenito e destinato a tenerle compagnia per il resto dei suoi giorni.

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 18 marzo
orari: lun. – ven. 20.30, sab. ore 19.45, dom. ore 16.00

È stato così
dal romanzo di Natalia Ginzburg
regia Valerio Binasco
con Sabrina Impacciatore
luci e scene Laura Benzi
musiche originali Arturo Annecchino
Produzione Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti, Teatro della Tosse, Infinito srl

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