Teatro dell’Orologio
Via dei Filippini, 17/a – Roma

alluminio21:00 – 21.30, Sala Moretti
ALLUMIN-IO di Lara Russo
Regia di Alessia Lovreglio e Lara Russo
Performer Lara Russo, Helen Cerina
Disegno luci Franz Catacchio

Allumin-io è un progetto performativo incentrato sull’alternanza di presenza/assenza.
Lastre di alluminio sono scelte come punto di partenza per la nostra ricerca coreografica. Matericamente esprimono l’essenza del presente lavoro: risonanza, trasformazione, altro_ve.
A partire da installazioni scenografiche ideate dalle medesime performer e un’artista, si andrà a interagire con tali lastre a livello spaziale, corporeo, vocale.

legame21:30 – 22.00, Sala Moretti
LEGAME di Lara Russo
Coreografia Lara Russo
Assistente drammaturgico Paolo Gorgoni
Interpreti Samuel Moretti, Davide Tagliavini, Lidia Zanelli, Laura Gazzani, Francesca Lastella

Legame nasce dall’esigenza di esplorare il complesso universo delle relazioni umane, di far emergere, attraverso il corpo, dinamiche di comportamento essenziali – o forse semplicemente consuete- del rapporto con l’altro.
Legame vuole condurre un’ indagine sui possibili gradi di libertà e costrizione all’interno della condivisione, capirne i limiti e le potenzialità, individuarne un’ etica, ammesso che ce ne sia una, in questa contemporaneità individualista.

raku22:00 – 22.30, Sala Orfeo
RAKU di Silvia Mai
con Silvia Mai
voce Chiara Orefice
disegno luci Enrico Fabris
Vincitore Premio GD’A Veneto 2012
con il sostegno del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia

All’origine ci sono due domande: rispetto ad un atto performativo “cosa è lo spazio” e “cosa cambia lo spazio”. Intendo il luogo in cui entro ad agire come paesaggio fisico e sonoro. Ogni movimento ed ogni elemento (luce, suono, oggetto) si colloca dentro un contesto preciso già dato, lo informa e lo riedifica. Nella disposizione continua dei rapporti cambiano la percezione e la qualità dell’azione.

10:30, Sala Orfeo
(PRIMO STUDIO) di e con Silvia Mai e Valeria Mai

Ilavoro nasce nell’esperienza quotidiana del tempo, più precisamente, dentro la successione degli atti di un’azione semplice e consueta.
Non c’è la ricerca dell’eccezionale o dello straordinario, piuttosto un intromettersi dentro l’ordinario stesso verso qualcosa che si rivela.
Anche al principio della parola, se viene. Quando sorge la necessità del dire in mezzo a quello che non può essere detto, raccontato, esposto

Silvia Mai (Verona 1984) danzatrice. Studia con Raffaella, Ang Gey Pin, Maria Munoz, Cinzia Delorenzi, Silvia Rampelli, Dominique Dupuy.
E’ fondatrice insieme ad altri 10 artisti, del gruppo di ricerca sul movimento “FamigliaFuchè”.
Nel 2012 crea “Raku” (vincitore premio GD’A Veneto 2012) iniziando una sua personale riflessione sul movimento che si concretizza in laboratori e collaborazione con altri artisti.
Dal 2010 collabora con il Teatro della Valdoca.

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