Più attuale che mai l’Edipo Re, in scena al Teatro Sala Uno di Roma, si scaglia contro l’impudenza degli uomini e li sottomette al potere di un Fato tanto doloroso quanto implacabile.

Recuperare il teatro classico coniugandolo a linguaggi contemporanei e sperimentali è una scelta rischiosa, ma mai quanto quella si rappresentarlo nel pieno rispetto delle forme antiche, senza pretese moderniste, anzi con il preciso intento di riesumarne lo spirito di arcaica sacralità.

Alessandro Vantini può ben dire di aver scampato il pericolo. Il bellissimo allestimento di cui è regista e magistrale interprete non presenta debolezze: intensa e mai affettata la recitazione, puntuali e suggestivi gli effetti luce, perfetti i costumi e l’essenziale scenografia. Ciò nondimeno uno dei maggiori punti di forza dello spettacolo è indubbiamente l’elemento musicale: il bravissimo Carlo Cossu accompagna i cori – alcuni eseguiti in greco – con numerosi strumenti, dal violino al didjeridoo, consegnando all’opera una forza rituale ed un potere evocativo indicibili.

Se da un punto di vista tecnico e formale la messa in scena risulta impeccabile, l’ottimo esito che le si riconosce va imputato anche e soprattutto all’impatto tematico dell’opera stessa. Lungi dall’apparire ridondante o anacronistico, l’Edipo attraversa incolume venticinque secoli di storia per riemergere nel terzo millennio più vigoroso e paradigmatico che mai. Il potente che, pur virtuoso e illuminato, cade dalle altitudini della sovranità e precipita nell’infamia del rifiuto dei suoi simili e degli dei; l’uomo che vive nella cecità ma crede di vedere, di conoscere, ignorando come inesistente ciò che sfugge al raggio del suo pensiero; la fortuna, infine, che muta in maiuscola l’iniziale e assume l’accezione disgraziata di Sorte, e che nessun vivente, suo malgrado, può aggirare o riscrivere; l’uomo moderno non può che rispecchiarsi in queste immagini di cruda verità, abbracciare e far propria la lezione di Sofocle, ingannandosi, ma solo per il tempo della rappresentazione, che sia morale obsoleta e inapplicabile, ma riscoprendone poi tutta l’urgenza e la necessità.

Lo spettacolo continua:
Teatro Sala Uno

piazza di Porta San Giovanni, 10 – Roma
fino a domenica 30 gennaio
orari: i giorni 21, 25, 27 e 28 gennaio, ore 21.00; i giorni 23 e 30 gennaio ore 18.00; i giorni 22, 26 e 29 gennaio ore 18.30
(durata 1 ora e 40 senza intervallo)

Edipo Re
di Sofocle
regia Alessandro Vantini
con Alessandro Vantini, Patrizia Bettini, Achille D’Aniello, Mirko Soldano, Franco Heera Carola, Marco Fumarola
musiche Tito Rinesi
costumi Marina Sciarelli
scene Pino Genovese
musiche dal vivo Carlo Cossu
aiuto regia Giorgia Filanti

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