Eigengrau

teatro-filodrammatici-milanoUn testo misogino scritto da una donna approda inspiegabilmente al Filodrammatici di Milano. E fa ridere il pubblico.

Proviamo a raccontarla così: c’è una stalker londinese, squattrinata, un po’ imbrogliona e molto superstiziosa, che perseguita un cretinetto-belloccio che, guarda caso, lavora nella pubblicità guadagnando un sacco di soldi (in quale era geologica?) e che è finito a letto con lei dopo averla imbambolata con tre frasucce romantiche.

C’è poi un disadattato quasi obeso che vive con il pubblicitario che lo tormenta perché si trovi un lavoro e vada in palestra. Il poveretto non riesce a riprendersi dalla morte della nonna e gira con la cassetta delle sue ceneri, che tiene inopportunamente sul tavolino del salotto.

C’è infine la coinquilina della stalker, che è una cavallona pelosa nelle parti intime (così scopriamo nel corso della pièce). Di mestiere fa la femminista-lobbista (fateci sapere dov’è possibile perché ci proponiamo subito), si batte contro la violenza sulle donne, ma a letto e nei suoi immediati dintorni vuol essere maltrattata. Caratteristica comune di questi quattro disgraziati: mentono.

Mentono sempre, inutilmente e spudoratamente come se dovessero salvare l’onore di una vergine medievale, provocando una catena di equivoci. Questa in sintesi la vicenda narrata in Eigengrau, testo di Penelope Skinner, drammaturga molto celebrata nel Regno Unito, con una mezza dozzina di testi alle spalle, il primo dei quali si intitola Fucked. Non è ovviamente una seduta di sesso orale a infastidire sulla scena.

Certo, non più di una sparata anti-maschi che non ha nulla di femminista ma molto di isterico. È tutto il testo che non si capisce dove vada a parare: la stalker si acceca come Edipo dopo aver saputo che il belloccio con cui ha fatto sesso quasi per caso (e dal quale vorrebbe un prestito per pagare l’affitto) ha un’altra (nemmeno in Sofocle una delusione del genere sarebbe motivo di un auto-accecamento).

La femminista non usa contraccettivi e resta incinta e non abortisce, limitandosi a sperare che sarà femmina, neanche fossimo in uno sperduto paesino del Sud. La stalker alla fine si trasferisce al mare col disadattato e le ceneri della nonna. Il pubblicitario… boh, ma in fondo chi se ne importa. Perché tutti i personaggi di questa pièce sono totalmente inutili, non riescono a dire neanche una frase intelligente e rovinano le loro vuote vite senza che a noi ne venga nulla.

Peccato perché gli attori sono bravissimi, la macchina scenica perfetta, il ritmo incalzante.
Il pubblico ride. Ma si sa: quando si portano in scena donne stupide il pubblico ride sempre, anche nel 2015. Mah.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Filodrammatici

Piazza Paolo Ferrari, 6 – Milano
fino al 6 dicembre

Eigengrau
testo di Penelope Skinner
traduzione di Marco Casazza
regia di Gabriele Di Luca e Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Valeria Barreca, Federica Castellini, Massimiliano Setti
tecnica di Andrea Diana ed Enrico Fiorentino
scene e costumi di Erika Carretta
produzione Teatro Filodrammatici e Carrozzeria Orfeo
(durata: un’ora e 30)

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