Un uragano di creatività

«Vedendo il temporale, ho pensato che Torino e io facciamo contatto!», ride Blanca Li mentre si scatena il diluvio fuori dal Teatro Astra. Dentro, l’energia liberata e liberatoria di Elektro Kif.

Per coloro che non fossero stati presenti, due anni fa, al castello di Aglié – prima della presentazione, funestata dal maltempo, di Le Jardin des Délices – l’affermazione della coreografa spagnola – da molti anni attiva in Francia – potrebbe suonare bizzarra: ma la verità è che a ogni debutto di Blanca Li sui palcoscenici del Festival Teatro a Corte, gli elementi si scatenano e l’elettricità sembra invadere la tranquilla atmosfera torinese.
Eppure, mai come in questa occasione, weather e time si sono trovati a battere all’unisono: sulla scena dell’Astra, Li ha portato infatti otto performer che, dalla banlieue francese, si sono tasferiti a Torino per raccontare, attraverso la danza, la loro quotidianità: sui banchi liceali, sul campo da basket, nella mensa scolastica, davanti al pc o all’ultimo videogioco.
Trasformando con intelligenza tic, nevrosi, luoghi comuni, gesti propri della ritualità dei giovani di periferia, in autentici passi e movimenti di danza, Blanca costruisce uno spettacolo che riesce in più intenti. Restituisce la complessità caratteriale di ciascun personaggio – godibilissima l’immedesimazione e, insieme, la parodia di Michael Jackson. Secondo, racconta una storia a più voci che, oltre a tracciare chiaramente le attività quotidiane dei liceali francesi, sa tingersi di emozioni quando descrive litigi e momenti di tensione e competitività, comuni all’interno dei e tra i diversi gruppi di appartenenza. E ancora, eleva il gesto comune a gesto puro, e il movimento del performer di elektro dance in passo a due, ensemble, perfetta diagonale disegnata in uno spazio artistico: estraendoli dal contesto e, contemporaneamente, facendo precipitare la danza in quel contesto – con un rimando diretto all’universo del balletto classico, che era sì sulle punte ma, soprattutto, voleva e riusciva a raccontare storie, personaggi ed emozioni umanissime.

Uno spettacolo divertente, a tratti autoironico, spesso emozionante, dove la carica degli interpreti arriva direttamente a un pubblico che fatica a rimanere seduto in poltrona.

Luci perfettamente rispondenti agli stati emozionali e al passare delle ore del giorno, costumi multicolori, tempi precisi e quadri ben ritmati. Musiche che si sposano al gesto e suggeriscono rimandi all’immaginario collettivo.

A fine spettacolo, party e dj set offerti dal Festival al suo pubblico, in un locale torinese in riva al Po: metà Bangkok e metà Berlino, la città sabauda appare sempre più europea e proiettata verso il mondo. Anche gli otto danzatori arrivano per godersi un po’ di riposo e una cena all’aperto – adesso che il cielo sembra essersi rasserenato. Qualche foto scattata col cellulare da inviare a parenti e amici, un po’ di confusione su dove sedersi – dentro o fuori, lungo il fiume – e tanta allegria: per il successo ottenuto e per un inizio di festival più effervescente che mai.

Lo spettacolo è andato in scena:
Festival Teatro a Corte

fino a domenica 22 luglio
varie location – Torino

Teatro Astra
venerdì 6 luglio, ore 21.00

Elektro Kif
messa in scena e coreografia Blanca Li
danzatori Khaled Abdulahi, Jeremy Alberge, Arnaud Bacharach, Roger Bepet, William Falla, Slate Hemedi, Alou Sidibe, Adrien Sissoko
musiche originali Tao Gutiérrez
luci Jacques Châtelet
assistente alla coreografia Geraldine Fournier
costumi Françoise Yapo

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