Mitologia, radici e mistero

Nella sala della Pelanda al Macro di Roma prende forma il mito della Dea Madre, in un’atmosfera intrisa di pathos.

Il 3 giugno ha preso il via il festival Divinamente Roma che, giunto alla sua quinta edizione, quest’anno affronta il tema del femminile nella vita così come nelle religioni. Trova quindi la sua giusta collocazione il mito della Dea Madre con lo spettacolo E’leos – Tracce intorno alle origini del mito portato in scena da Argostudio – Compagnia Ilaria Drago.
L’interessante ricostruzione del mito della dea sumera Inanna – assimilata alla dea babilonese Ishtar – parte dal testo curato da Sylvia Brinton Perera La Grande Dea – Il viaggio di Inanna regina dei mondi.
In breve, il poema sumero che racchiude il mito di Inanna narra della sua decisione di discendere nel mondo degli inferi per giungere al cospetto di Ereshkigal, regina del Gran Luogo Inferiore e sorella di Inanna. Per fare questo però dovrà prima attraversare le sette porte attraverso le quali verrà via via spogliata fino a che non si presenterà al cospetto di Ereshkigal «nuda e china a terra».
È interessante e decisamente apprezzabile la trasversalità con cui vengono fatti riferimenti a miti analoghi presenti in altre culture e religioni tramite i giochi di luci, i disegni proiettati sullo sfondo e la costruzione di quelli che possiamo definire dei veri e propri ambienti sonori.
Quello che si nota subito è l’essenzialità sia del costume di scena che della scenografia ma tutto è costruito in maniera tale da creare un intreccio altamente coinvolgente e un’atmosfera che rende bene l’alone di mistero che è solito circondare i miti antichi.
Sulla scena la sola e bravissima Ilaria Drago si cimenta nella difficile interpretazione delle due protagoniste di questa storia. Inanna non è solo la regina del cielo ma, in quanto dea, trova innumerevoli donne che vivono contemporaneamente dentro di sé, e ciò che vive in questo suo percorso di discesa e poi nuovamente di ascesa è un insieme di sentimenti contrastanti, un tormento che a poco a poco la divora fino a che non raggiunge la verità.
Come in tutti i miti, anche in quello di Inanna i riferimenti simbolici e le interpretazioni sono numerose, ed è sempre difficile trovare una risposta che sia definitiva. Non è questo infatti – e giustamente – che lo spettacolo si propone di fare, ma di riportare alla luce una figura complessa e multiforme come quella della Dea Madre.
Con l’immagine iniziale di un insieme di cerchi concentrici e pulsanti lo spettacolo inizia e finisce, riconducendoci alle origini della vita.

Lo spettacolo è andato in scena:
Macro – La Pelanda
piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma
sabato 9 giugno, ore 20.45

Argostudio – Compagnia Ilaria Drago presenta
E’leos – Tracce intorno alle origini del mito
di Tiziano Panici, Ilaria Drago
regia Tiziano Panici
con Ilaria Drago
progetto visivo Andrea Giansanti
musiche e ambienti sonori Marco Guidi

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