Sul palcoscenico del Teatro Strehler, un’interpretazione della più celebre pièce di Brecht che sarebbe piaciuta allo stesso autore


Piccolo Teatro e Berthold Brecht sono un binomio vincente sin dal lontano 1956 quando Giorgio Strehler realizzò la prima regia de L’Opera da Tre Soldi. Il maestro allora scelse stelle del varietà, quali Milly e Mario Carotenuto, da affiancare a un mostro sacro come Tino Carraro, proprio perché gli interpreti del Piccolo si allontanassero da un’interpretazione naturalistica e assumessero quel distacco critico che Brecht imponeva agli attori nei confronti dei loro personaggi.

Lo scopo, allora come oggi, è quello di evitare che il pubblico si immedesimi nella vicende dei protagonisti e, al contrario, osservi e giudichi da una certa distanza quanto accade sul palcoscenico.

Nel corso degli anni Strehler ha proseguito su questa strada, dirigendo nel ’65 Poesie e canzoni e nel ’67 Io, Berthold Brecht n. 1, protagonista Milva la “rossa”. Mentre, nel ’73, il memorabile ri-allestimento de L’Opera da tre soldi vedeva accanto alla stessa cantante – nei panni di Jenny delle Spelonche – un imprevedibile Domenico Modugno nel ruolo di Mackie Messer.

Oggi, 54 anni dopo quella prima messinscena, Stefano Belisari, in arte Elio – il “cantante” delle Storie Tese – tenta un esperimento profano, ma non troppo. Fedele, infatti, a questo filone interpretativo, Elio – che non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori – propone uno spettacolo che rispetta l’intreccio ben calibrato di musica e prosa, vantando un’ottima presenza scenica, la padronanza della mimica oltre a un’indubbia capacità vocale.

Accompagnato da Enrico Intra e dal suo Ensamble, Elio ripercorre l’intera pièce – tra pezzi di jazz, poesie e momenti di improvvisazione – muovendosi all’interno di una scenografia composta da strumenti musicali e proiezioni video – che mostrano allo spettatore le parole dei testi e i quadri, ad esempio, di Otto Dix, esponente della Nuova Oggettività, che rappresentava la società a lui contemporanea con impietosa forza espressiva. Lo spettatore si trova così a confrontarsi con immagini e testi musicali – da La ballata di Mackie Messer a La canzone dei cannoni – che lo pongono, ancora una volta, di fronte alla denuncia sociale in puro stile brechtiano contro una società borghese, oggi come allora, avida di ricchezza e priva di valori morali.

Lo spettacolo continua:
Teatro Strehler
largo Greppi 2 – Milano
domenica 21 febbraio, ore 16

Elio e il Jazz da tre soldi
con Elio e l’Enrico Intra Ensemble
e con i musicisti Giulio Visibelli (flauto/sax), Humberto Amesquita (trombone),  Enrico Intra (pianoforte), Lucio Terzano (contrabasso), Tony Arco (batteria)
musiche di Kurt Weill
testi e poesie di Bertolt Brecht
introduzione al concerto di Maurizio Franco

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