Indignez-vous!

In scena il poemetto di indignazione civile di Marco Onofrio. Tra arte e denuncia il teatro si fa testimonianza.

Il testo di Marco Onofrio, poliedrico e prolifico autore, è la risposta italiana dell’esplosivo pamphlet Indignatevi! di Stéfane Hessel. Emporium, come recita il sottotitolo, è un poemetto di civile indignazione, un’invettiva contro un sistema capitalistico che spazza via la dignità umana.

Un’opera necessaria al panorama italiano, in cui si racconta la difficile condizione dei lavoratori precari, partendo dal dato oggettivo per arrivare alle esperienze personali di ciascuno degli intervistati. Che cosa succede nella vita di precari e disoccupati al confronto con un mondo che si basa quasi esclusivamente sul profitto e sulla soddisfazione professionale? Quali sono le conseguenze soggettive della crisi?

Emporium è indignazione che si sublima in poesia, con l’obiettivo di circolare tra la gente come polline in primavera. La messa in scena del poemetto è un docu-reading per la regia di Barbara Frascà; uno spettacolo che merita di essere visto per due motivi.

Il primo perché l’arte quando parla di società ha un valore maggiore dell’art pour l’art e in secondo luogo perché oltre a essere una lettura è un documentario che include interviste a disoccupati e precari. Le parole di Onofri sono forti, generano indignazione, ma le immagini sanno esserlo di più. Dovere del teatro e delle arti visive è dare un volto a queste parole. Opera multimediale quindi, introdotta da un allarme che prefigura lo stato di allerta e di attenzione in cui gli spettatori-cittadini devono porsi davanti alla realtà.

È infatti il quotidiano a essere entrato in uno stato ed esige di essere percepito come tale. Occorre che la voce e le parole provochino un incendio che bruci una società capace di sfornare privilegi per i privilegiati e angosce per una working class sempre più estesa. Non è retorica e nemmeno ideologia. Esiste e si allarga sempre di più il divario tra l’élite e la maggioranza dei cittadini. Deve partire da quest’ultima la reazione a cambiare un ingiusto dislivello.

Emporium è anche arte nell’arte. Un’arte che si interroga sul patrimonio storico-artistico italiano. Un repertorio importante, ingombrante per un presente incapace di sostenerlo. Un’opera civile per non perdere la speranza e lottare per un futuro dignitoso, degno di confronto con un illustre passato remoto. Le immagini accompagnano il ritmo serrato del testo, un testo che percuote il senso critico per chi ha la fortuna di ascoltarlo.

Lo spettacolo andrà in scena:
Brancaleone
via Levanna, 13 – Roma
sabato 31 marzo, ore 21.30

Emporium – Poemetto di civile indignazione
di Marco Onofrio
regia Barbara Frascà
voci narranti Maria Enrica Prignani, Ernesto D’Argenio, Barbara Frascà
riprese video Andrea Gagliardi
sonorizzazioni MinimalRome
video proiezioni Gianluca Faberi
luci Valerio Gagliardi

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