La follia del talento

Roberto Herlitzka è il protagonista di Enrico IV, capolavoro di Pirandello adattato da Antonio Calenda al Teatro Basilica di Roma. In scena fino a domenica 8 marzo.

Mai tragedia come Enrico IV fu appropriata in questo momento storico, di smarrimento, in cui in molti sono costretti a indossare una mascherina e nei teatri, come lo stesso Basilica, dove è attualmente in scena questa grande tragedia di Pirandello, è meglio specificare che tutti i locali sono stati igienizzati.

Fortunatamente, considerando tutti i posti esauriti anche dopo le prime rappresentazioni, il pubblico non si è lasciato contagiare dalle notizie sul virus, che ha bloccato anche l’arte in molte città del nord Italia e calorosamente ha accolto lo straordinario lavoro che Antonio Calenda ha messo in scena.

Un lavoro minuzioso quello del noto regista teatrale, tra i più prolifici in Italia, molto legato a quest’opera pirandelliana, che già nel 1980 ha diretto con la complicità di Giorgio Albertazzi protagonista sul palcoscenico.

Questa volta l’Enrico IV lo ha affidato a un altro gigante del Teatro e non solo, Roberto Herlitzka, che incanta con la sua interpretazione impeccabile, tanto che ogni frase pronunciata sembra giungere come una freccia diretta a ogni singolo spettatore, catturato dalla professionalità dell’attore e di tutti gli altri presenti su quelle tavole.

È proprio una compagnia di attori, intenta a scegliere i costumi per una rappresentazione, quella che si presenta subito agli occhi incuriositi del pubblico, che pian piano prende posto sulle sedute a gradoni. Un’invenzione scenica moderna, che abbatte tutti i riferimenti agli anni ’20 del secolo scorso e che gioca addirittura sul titolo della tragedia, essendo l’Enrico IV anche un’opera di Shakespeare, che per errore uno degli attori ha preparato.

Dopo questo preambolo, in cui si ha modo di conoscere tutti i bravissimi interpreti prende forma la storia di questo nobile del primo ‘900 (di cui non si conosce il nome), che viene disarcionato da cavallo durante una “cavalcata in costume” in cui interpretava proprio Enrico IV.

Battendo la testa l’uomo si convince di essere proprio il personaggio che interpreta e questa follia viene assecondata dai quattro valletti messi a disposizione per alleviare le sue sofferenze. Gli serviranno dodici anni per riprendersi e capire che Belcredi, volontariamente, l’ha fatto cadere da cavallo per sottrargli l’amore di Matilde. Decide così di continuare a fingersi pazzo, soprattutto quando vent’anni dopo gli faranno visita proprio Matilde, ora con la figlia Frida, Belcredi, Di Nolli suo nipote e uno psichiatra; proprio quest’ultimo decide di ripetere la scena fatidica, che ha portato l’uomo a credersi Enrico IV. È qui che l’uomo avrà modo di vendicarsi, rimanendo però imbrigliato per sempre in quel personaggio.

Uno dei molti ritratti della follia, tema tanto caro a Luigi Pirandello, che rivive nelle pieghe del volto del suo sublime interprete, che conquista la scena all’interno di quella che è una cornice perfetta. Il Teatro Basilica, infatti, con le sue mura, che tanto ricordano gli antichi palazzi medievali, ben si sposa con il dramma di un uomo a cui «il mondo appare come lui lo percepisce». Magistrale anche l’interpretazione di Daniela Giovanetti, una Matilde d’altri tempi che incarna in modo eccellente, con classe, all’interno di quegli abiti semplici, ma allo stesso modo ricercati della costumista Laura Giannisi, e in cui l’eleganza dei movimenti, complici anche gli anni di danza, trovano perfetto equilibrio nell’impostazione della voce. Lei, che come Herlitzka, non è nuova alla regia di Calenda, dona al pubblico una pagina di vero teatro, sempre più rara ai nostri giorni. Impeccabile anche l’interpretazione di Armando De Ceccon e degli altri più giovani “vassalli” di questa bellissima pièce.

Enrico IV, indosserà la sua maschera al Teatro Basilica fino a domenica 8 marzo, un’occasione straordinaria, da non perdere, per vivere questo dramma senza tempo. Del resto in tanti al mondo d’oggi usano la pazzia come arma di difesa contro la vita, e in questa vicenda, che sembra inizialmente così tanto lontana, ognuno può ritrovare frammenti di vissuto dai quali poter ricostruire il futuro.

Lo spettacolo continua:
Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 – Roma
fino a domenica 8 marzo
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.45
(durata 1 h e 30 minuti senza intervallo)

Enrico IV
di Luigi Pirandello
regia Antonio Calenda
con Roberto Herlitzka, Daniela Giovanetti, Armando De Ceccon, Sergio Mancinelli, Giorgia Battistoni, Lorenzo Guadalapi, Alessio Esposito, Stefano Bramini, Lorenzo Garufo, Dino Lopardo
regista assistente Alessandro Di Murro
scene e costumi Laura Giannisi
luci Matteo Ziglio
organizzazione Bruna Sdao
ufficio stampa Maya Amenduni

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