Storie da raccontare

Per la Stagione 2014-2015 sul palcoscenico del Teatro Cometa Off di Roma è tornato in scena lo spettacolo EVITA Y YO, storia di due argentine, scritto, diretto e interpretato dalla protagonista assoluta Sonia Belforte.

La memoria storica e il ricordo intimo di Eva Maria Duarte sembra scorrere su di un filo di seta che unisce il suo sguardo fiero e sorridente, impresso in una fotografia in bianco e nero, alla voce intensa ed appassionante di Sonia Belforte.

Due donne dominano la scena, le loro vite si intrecciano armonicamente e si incarnano in un monologo che si rivela dialogo. L’artista italo-argentina è riuscita a entrare nel cuore del pubblico, commosso e sorridente allo stesso tempo. Lo ha guidato con un ritmo trascinante in un’ora e mezza di storia e di vita argentina raccontata e cantata, ripercorrendo i momenti salienti e più emblematici della biografia di Evita Perón, dalla nascita, «figlia dell’adulterio», alla morte, lei «jefa espiritual» del descamisado popolo argentino.

Le immagini d’epoca, che scorrono sullo sfondo, arricchiscono la rievocazione di una donna di potere, forte, determinata e umana, di un’eroina sovvertitrice e capace di trasformare la rabbia e il rancore per le sue umili origini in seme e nutrimento di speranza e coraggio per il cambiamento sociale del proprio paese, per vincere la povertà e affermare i diritti delle donne. Non si tratta di una semplice apologia del mito di Eva Maria Duarte, ma di un gioco di luci e di ombre che, con incisiva ironia, ne tratteggia il profilo: pertanto, non manca la rievocazione di alcuni suoi comportamenti bizzarri e, a volte, pacchiani in occasioni di pubblica etichetta, o di alcune scelte di Stato ambigue, incerte, taciute. Ma, senza dubbio, è nella musica e nel canto il luogo della commovente osmosi tra Eva e Sonia, due attrici argentine, nate entrambe nel mese di maggio in un giorno di pioggia.
 La biografia di Sonia Belfort si insinua nella scena, soprattutto quando intona Gracias a la vida di Violeta Parra o Todo Cambia di Mercedes Sosa, portando con sé l’amore per l’Argentina, il dolore per una terra ferita e, forse, oggi non ancora guarita. Sì, perché la morte avvenuta a soli trentatré anni della Madona de América e la sparizione del suo cadavere imbalsamato (rinvenuto nel cimitero Maggiore di Milano solo dopo molti anni) sembrano essere stati il presagio della sparizione dei figli che le Madri della Plaza de Mayo ancora oggi ricordano, invocando giustizia e non vendetta. Sonia Belfort non grida contro gli orrori un tempo non riconosciuti, non compresi, non visti, da lei stessa come da gran parte del popolo argentino, ma canta in nome della giustizia sociale e della solidarietà, invita alla consapevolezza attraverso la conoscenza dei fatti storici, alla tenacia per lottare e vincere la paura, perché tutto può cambiare, perché è possibile rispondere a ogni domanda che si pone in nome della verità e in nome della pace.

L’interpretazione del monologo riesce pienamente nel suo intento comunicativo. L’implicita divulgazione del simbolo della bandiera della Pace, di cui la stessa Belfort è promotrice, trova nella sua voce una degna espressione. Una sola perplessità ha incrinato l’incanto di Evita, la recitazione più volte frammentata, probabilmente spezzata dalla grande emozione che ha travolto, a tratti, la stessa attrice sul palcoscenico.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Cometa Off
Via Luca della Robbia 47 Roma, Zona Testaccio
dal 15 fino al 18 gennaio

Evita y yo, storia di due argentine
di Sonia Belforte
regia di Sonia Belforte
con Sonia Belforte
musiche eseguite da Alejandro Duca, Lautaro Acosta e Miguel Angel Acosta
video di Gianfranco Crua e Marco Pejrolo
durata 90’ con intervallo

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