Ernesto Che Guevara racconta Eva Maria Duarte

teatro-goldoni-livornoAl teatro Goldoni di Livorno la compagnia genovese T&M Live e la Toscana Siparietto, dirette da Susy Tagliapietra, portano in scena l’ormai celeberrimo Evita.

Amata e odiata, Evita, seconda moglie del presidente Juan Domingo Perón, dal 1944 – data del loro incontro che la porterà in breve tempo a essere la First Lady argentina – non cessa di incantare e divedere gli animi delle persone.

Di estrazione popolare e figlia illegittima, odiata dal regime militare e dall’aristocrazia locale, inizia la carriera di attrice/cantante in giovane età, dimostrando un talento innato, emigrando a Buenos Aires da una cittadina di provincia.

Donna carismatica e fragile allo stesso tempo, forte della sua provenienza dagli strati più bassi del popolo, condurrà accanto al marito Presidente, una rivoluzione politica ed economica a favore dei descamisados, gli scamiciati, la fascia di popolazione più povera e sarà a fianco delle donne nella lotta di emancipazione. Amata dalla sua gente fino alla venerazione se ne andrà a soli 33 anni, stroncata da un cancro.

Sul palco, dentro una teca di cristallo, María Eva riceve gli onori solenni dal popolo argentino in silenziosa e comossa processione. Evita è una diva, ingiuriata come “prostituta” da chi la detesta e considerata “santa” da coloro che l’amano.

In scena, a ritroso, 30 artisti ripercorrono la vita di questa piccola grande donna, con un narratore d’eccezione, Ernesto Guevara, interpretato da Edoardo Pallanca. All’epoca giovane universitario di medicina a Buenos Aires, non ancora El Che, ma attento e già attivo politicamente in patria, Ernesto, presente ai funerali, con disincanto racconta Evita mettendo in antitesi i loro differenti stili di vita e l’opposto credo politico, criticandone ironicamente il suo discusso successo sociale.

Evita, l’opera di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, dal 1978, anno del debutto, non conosce sosta nelle repliche nei teatri di tutto il mondo. Susy Tagliapietra, la regista, afferma che è sempre rimasta affascinata dalla donna Eva Duarte, e da come Marco Savatteri, regista argentino che ha curato la versione in lingua italiana, amasse e conoscesse Evita – personaggio femminile ricco di sfaccettature. Un soggetto interessante da portare in scena e per un’indagine nella psicologia di una donna insieme moglie, sindacalista e leader politico.

La giovane orchestra, diretta dal maestro Matteo Bariani, accompagna le coreografie di Matteo Cirigliano – autore e performer – sulle note sensuali del tango argentino, intervallate a tratti da ballate di rock melodico e dai brani più famosi del capolavoro dei compositori inglesi, quali Another Suitcase in Another Hall, Oh What a Circus e High Flying Adored. Sullo sfondo, scorrono immagini in bianco e nero che, insieme ai costumi di Claudia Deserti e Deanna Biaggi, ricostruiscono l’atmosfera e rimandano al periodo storico.

Simona Angioloni è Eva Duarte e considera una sfida artistica e personale questa interpretazione: «Rendere credibile un personaggio così complesso, con la luce che emanava, è possibile solo dopo un lungo lavoro sui nostri difetti. Bisogna mettersi a nudo ed entrare in una nuova dimensione». La voce di Angioloni è potente e riempie il teatro dei pensieri, delle emozioni e degli interventi pubblici di Evita. Purtroppo, la resa sonora è la pecca dello spettacolo e, con rammarico, si perdono a tratti le battute dei diversi interpreti, le cui voci risultano spesso impastate e poco chiare.

Il 26 luglio 1952 termina la vita di Eva Duarte. Fino alla fine del regime peronista, ogni sera, i notiziari ricorderanno: «Sono le 20.25, l’ora in cui Eva Perón è passata all’immortalità». Don’t cry for me Argentina è la melodia universalmente famosa che ne diventerà l’emblema.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Goldoni – Livorno
sabato 11 Aprile

Evita
di Andrew L. Webber e T. Rice
regia di Susy Tagliapietra
coreografie di Matteo Cirigliano
traduzione e testi di Marco Savatteri
Personaggi e interpreti
Eva Duarte: Simona Angioloni
Che: Edoardo Pallanca
Juan Domingo Perón: Agostino Marafioti
Augustin Magaldi: Matteo Merli
Mistress: Simona Marrocco
Orchestra diretta dal Maestro Matteo Bariani
costumi Claudia Deserti e Deanna Biaggi
acconciature Ingrida Kunsmoniene
ideazione spunti di tango La Casona del Tango, Genova Tango

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