Canzoni (e) note

Nella serata conclusiva della terza edizione di Autogestito, sul palco del Teatro Quirino a Roma un gruppo di “falegnami musicisti” rivisita in chiave moderna l’Amico Fragile.

Autogestito – Rassegna di Teatro Indipendente, Giovane, Curioso, Civile dedicata alla drammaturgia emergente e diretta da Marianella Bargilli si è conclusa con una cerimonia di premiazione informale durante la quale gli attori Alessandro Tedeschi e Luana Rondinelli, e lo spettacolo Idoli, scritto da Gabriele De Luca, vincitore all’unanimità, hanno ricevuto il premio 2012 dalle mani di un divertito e divertente presidente di giuria, Lello Arena. Poi, come togliendosi il cappello entrando in casa, il palco cede il passo alla musica inestinguibile di De André.
Inserito fra le attività a ricordo del cantautore genovese patrocinate dalla Provincia, il progetto Faber Musicae riunisce un collettivo di musicisti poliedrici che da anni, spinti da irrefrenabile passione, si confronta con brani ormai istituzionali. Sei artisti nati tra Napoli, Cosenza, Molfetta prendono a dialogare con Faber sulla creatività, con il proposito di traghettare nel tempo moderno canzoni senza tempo, o meglio, reinterpretarle. Lo spettacolo è un happening intorno alla sequenza di brani selezionati. Il compito di disciplinare la scaletta spetta all’eclettico Alessandro Castriota Scandeberg, attore talentuoso meno efficace come interprete di questi brani, il quale introduce lo spettacolo con un componimento in rima. Non è l’unico innesto teatrale, troveranno spazio racconti sull’infanzia di De André, il suo rapporto con il poeta vittima della tossicodipendenza Riccardo Mannerini, nonché i personaggi di Il bombarolo e di Don Raffaè, ma l’intero allestimento è lasciato principalmente all’improvvisazione. Anarchia musicale più che appropriata, visto l’argomento.
Non c’è e non ci può essere paragone con gli originali, se non per l’originalità manca tutta quell’epoca storica, ma, onestamente, una rivisitazione di “testi sacri” è prova difficile da superare evitando la ghigliottina del gusto personale rispetto a ognuna delle rielaborazioni. Eppure sul palco il livello tecnico dei musicisti è notevole, a cominciare dalle percussioni di Francesco Pallone, e la frequentazione di generi disparati dal jazz, al folk, alla musica popolare meridionale è travolgente. Il Testamento si muove al ritmo dello swing e così Marinella, Il Pescatore, Boccadirosa, acquistano nuove sonorità ibride che seguono le armonie e si evolvono in commenti eseguiti impeccabilmente, tecnica e cuore. Gli artisti si comprendono immediatamente, seguono il flusso della musica, si lasciano trasportare dalle emozioni che talvolta esplodono, a tratti restano acerbe, appena accennate, però, è chiaro, fa tutto parte del gioco. Il culmine lo raggiunge Massimo Garritano con la sua intima rielaborazione di Crêuza de Mä in un commovente assolo acustico.
Era il 1999 quando Fabrizio De André ha posato la chitarra a terra per andare altrove. Ha lasciato un’assenza, ci manca e ci mancano le sue canzoni. Faber Musicae non è però un’operazione nostalgica, né uno stravolgimento trasgressivo, piuttosto un omaggio partecipato, l’espressione di un senso di gratitudine verso un poeta che ha scelto di condividere i suoi pensieri ruvidi, gravi nonostante l’innata ritrosia. Le più belle cose vivono solo un giorno, scrive De André. Esistono, come al solito, le eccezioni.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Quirino
via delle Vergini, 7 – Roma
giovedì 31 maggio, ore 20.45
(durata 1 ora circa)

Faber Musicae – omaggio a Fabrizio De André
voce Alessandro Castriota Scanderberg
violino Piero Gallina
sassofoni Nicola Pisani
chitarra Massimo Garritano
chitarre, percussioni Francesco Pallone
contrabbasso Carlo Cimino

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