Lasciate ogni tristezza voi che entrate

elfo-pucciniUn’incontenibile ondata di comicità travolge il pubblico del Teatro Elfo Puccini. Le rime incatenate di Maurizio Lastrico conquistano gli spettatori che, ammaliati dagli esilaranti endecasillabi del cabarettista ligure, accolgono con entusiasmo il debutto milanese di Facciamo che io ero io.

Qualche libro posato qua e là, una tavola apparecchiata, degli scaffali colorati, un materasso e uno stendibiancheria compongono la scenografia dello spettacolo. Saranno questi oggetti ad aiutare l’interprete nell’avvincente compito di ricreare sul palco quell’atmosfera intrisa di quotidianità che ispira la sua inarrestabile forza comica. Lastrico, poeta scanzonato della normalità, riesce a rievocare – semplicemente – i suoi ricordi d’infanzia e a raccontare – con altrettanta naturalezza – la biografia di Gesù. Le voci degli anziani che giocano a carte nel bar del paese si fondono con quelle di Dio e Abramo – protagoniste dell’episodio biblico che narra il sacrificio d’Isacco. La cronaca di una serata al ristorante giapponese si mescola al racconto dell’Ultima Cena. Non si tratta di banalizzare, demistificare o ridicolizzare. La lingua dantesca permette all’attore genovese di muoversi agevolmente da un’interpretazione all’altra, senza mai essere scontato, volgare o banale. Questa particolare scelta stilistica gli consente di tornare su luoghi comici già frequentati per riproporli in modo ancora più accattivante, ironico ed efficace.

Sul palco dell’Elfo Puccini, d’altra parte, lo show man sorprende con una notevole prova d’attore. Smessi i panni del comico televisivo, l’artista si mostra incredibilmente a proprio agio anche in quelli teatrali. A divertire, infatti, non sono solo le spassose trovate del testo: ad accrescere lo humour della performance contribuisce, infatti, la sua considerevole abilità mimetica che la regia, curata da Gioele Dix, esalta perfettamente. Variando di continuo il suo tono di voce e saltellando con energia da una parte all’altra del palco, l’interprete può regalare allo spettacolo una straordinaria forza dinamica che, minuto dopo minuto, rende sempre più incalzante il ritmo dello stesso. A colpire, inoltre, è la sua sete di novità: senza adagiarsi sui successi ottenuti, il comico sperimenta nuovi sketch, costantemente alla ricerca di quell’originalità che l’ha reso famoso.

Una risata liberatoria si leva in platea a ogni rima. La parete trasparente che separa ciò che accade sulla scena dagli spettatori è definitivamente abbattuta: Maurizio Lastrico interagisce con loro, li coinvolge e, alla fine, li invita addirittura a salire sul palco. Il suo umorismo, schietto e spontaneo, porta a teatro un’atmosfera rilassata, complice ed estremamente piacevole. Alla fine, dopo circa un’ora e mezza di contagiosa allegria, il pubblico, rinvigorito nello spirito, torna nuovamente “a riveder le stelle”.

 

Lo spettacolo continua: 
Teatro Elfo Puccini  
corso Buenos Aires, 33 – Milano
fino a domenica 12 maggio
orari: da martedì a sabato, ore 21.00 – domenica, ore 17.00
 
Facciamo che io ero io
di e con Maurizio Lastrico
regia di Gioele Dix
produzione: Bananas
(durata 90 minuti)

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