Tutti beffati, tutto beffati

teatro-del-giglio-lucca1Falstaff va in scena al Teatro del Giglio di Lucca per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. Un eccellente spettacolo al quale sono mancati, purtroppo, i sovratitoli.

Teatro del Giglio, Lucca, domenica 15 dicembre.
Potevamo concludere il 2013 senza un omaggio a Verdi? Impossibile. Ecco allora, brillare in cartellone, Falstaff.
Nulla si smentisce, sotto le nappe del sipario: opera e rappresentazione di alto livello – sebbene non facilmente comprensibili. Allo spettatore, infatti, è negata la possibilità di seguire agevolmente lo svolgersi dell’azione, dato che non è stato inserito il pannello per lo scorrimento testuale. Probabilmente per cause economiche il pubblico medio – ossia chiunque non nutra l’edificante, ma non particolarmente diffuso, hobby di imparare a memoria i libretti lirici – ha patito, per tre atti consecutivi, nel tentativo di decifrare parola per parola le battute degli artisti. Un elogio doppio va quindi ai cantanti, così bravi da venirci incontro scandendo bene ogni parola – considerata anche la difficoltà di mantenere il giusto equilibrio tra intonazione canora e sillabazione.
Continuiamo. Falstaff, il sedicente seduttore, l’ingannatore beffato, è la voce principe di una rappresentazione che figura nella ristretta cerchia di opere liriche che non culminano con la tragedia finale. Una creazione ispirata al clima folklorico, provinciale e ridanciano delle Allegre Comari di Windsor – felice commedia shakespeariana. Perché il Bardo, seppure gli italiani siano poco avvezzi a questo suo côté – preferendo da sempre la tragedia e considerando solo questo genere quale sommo – è stato anche, e soprattutto in patria, un eccellente commediografo che ha saputo divertire il suo pubblico e le generazioni seguenti. Non a caso, quindi, la beffa è il perno dell’opera. Fatta e ricevuta come necessario scambio sociale, trascorre di uomo in uomo come il flusso nelle arterie e i toni sono così scanzonati, così densi di chiacchiericcio
In una situazione scenica in cui la chiave di volta è la furbizia muliebre, taluni personaggi femminili sono immediatamente eletti quali favoriti. Un esempio è lei: espressiva, buffa, irrefrenabile. La maniera migliore per definirla è dire, semplicemente, che è ovunque. Ovviamente, descriviamo Mrs. Quickly, interpretata da Isabel De Paoli – che campeggia di fronte a una scena essenziale, dove le immagini proiettate, a volte, evocano e, altre, confondono l’occhio dello spettatore.
Infatti, sebbene alcuni colori e accostamenti quasi astratti lascino perplessi, nell’ultima scena, con il suggestivo gioco di luci e carta, volto a ricreare l’oniricità della vecchia foresta (non a caso, ci sembra di avvertire i vapori e gli schiamazzi di A Midsummer Night’s Dream), la scenografia acquista una corposità e aderenza alla mano registica che incanta. La regia di Cristina Mazzavillani Muti dirige, inoltre, sia i cantanti sia i danzatori in un’interpretazione invidiabile. Non sfugge, altresì, l’omaggio a Verdi sullo sfondo del terzo atto (quando si proietta un busto del Maestro sulla strada che porta alla taverna), molto più esauriente di quanto non possa sembrare alla prima occhiata: “esauriente” perché fa sorgere nella mente dello spettatore ragionamenti e concetti.
In sintesi, un Falstaff ad alte potenzialità, che è riuscito negli intenti – ma forse si sarebbe voluto ancora di più.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro del Giglio – Lucca
venerdì 13 dicembre, ore 20.30
domenica 15 dicembre, ore 16.00

Falstaff
musica di Giuseppe Verdi
libretto Arrigo Boito
direttore Nicola Paszkovski
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti
light design Vincent Longuemare
scene Ezio Antonelli
costumi Alessandro Lai
visual design Davide Broccoli

Personaggi e interpreti
Sir John Falstaff: Kiril Manolov
Ford: Francesco Landolfi
Fenton: Alessandro Scotto di Luzio
Dott. Cajus: Giorgio Trucco
Bardolfo: Matteo Falcier
Pistola: Graziano Dallavalle
Mrs. Alice Ford: Elisabetta Balbo (13/12) – Eleonora Buratto (15/12)
Nannetta: Damiana Mizzi
Mrs. Quickly: Isabel De Paoli
Mrs. Meg Page: Anna Malavasi
L’Oste della Giarrettiera: Fabrizio Petrachi
Robin paggio di Falstaff: Michael D’Adamio

Orchestra giovanile Luigi Cherubini
Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati
DanzActori Trilogia d’autunno

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