Pagliai al Globe

Sul palco del Silvano Toti Globe Theatre le allegre comari sono pronte a impartire lezioni di morale a suon di risate.

Il cartellone in programma quest’anno al Globe Theatre nostrano, la frazione elisabettiana in Villa Borghese, indugia sulla commedia. Sarà per cercare un antidoto alla crisi onnipotente o un robusto sollievo alle preoccupazioni vacanziere che fluttuano nella calura estiva romana, a ogni modo, la direzione artistica capitanata dallo storico patron Gigi Proietti sembra voler regalare al pubblico divertimento a palate (con l’unica parentesi di un Giulio Cesare doveroso, nell’anno dell’Orso d’oro ai Taviani). Appena concluso con successo il Sogno di una notte…, da giovedì 19 luglio debutta il nuovo allestimento della commedia buffonesca più inglese tra quelle del Bardo, con un protagonista d’eccezione, Ugo Pagliai.
Leggenda racconta che William Shakespeare, già attore affermato e celebre drammaturgo di opere quali Romeo e Giulietta e Riccardo III, verso la fine del secolo XVI riceve esplicita richiesta da parte della regina Elisabetta I, niente di meno, per un testo sulle beghe amorose che abbia come protagonista il personaggio di sir John Falstaff, molto apprezzato nell’Enrico IV. Shakespeare si mette subito al lavoro e in soli quattordici giorni termina Le allegre comari di Windsor, presentato presumibilmente nel corso della cerimonia di investitura dell’ordine cavalleresco della Giarrettiera, che aveva sede proprio nel Berkshire, a Windsor. Scritta quasi interamente in prosa, l’opera si snoda attorno alle tre burle architettate da Alice Ford e Meg Page, oneste mogli di provincia, importunate dalle sconce missive a loro inviate dal rubicondo Falstaff, in cerca di sollazzo e compagnia. In parallelo, le vicende della giovane Anne Page, vessata da tre spasimanti che se la contendono in matrimonio. Di amore, dunque, si parla sulla scena, ma anche di virtù e del suo contrario, di lealtà e liceità, di garbate punizioni all’irriverenza o alla scemenza in un’atmosfera da novella boccaccesca mai frivola, che lascia spazio (inevitabilmente) alla riflessione più sostenuta perché intima, lirica, riguardo al tempo che trascorre, alle occasioni. L’opera ebbe un esito grandioso e, ancora oggi, ottiene una presa sul pubblico immancabile a ogni nuovo allestimento, ovunque nel mondo. Merito di un intreccio costruito su una serie di brillanti trovate, ma soprattutto del fascino di un personaggio che è inesauribile fonte di ispirazione (basti citare l’opera di Verdi o il film di Orson Welles).
Falstaff, rubizzo marpione, torna al centro della scena al Silvano Globe Theatre di Roma e avrà lo sguardo glaciale e la voce inconfondibile di Ugo Pagliai, gloria del nostro teatro, prestato agli sceneggiati televisivi di qualche tempo fa, quando le fiction erano lontane a venire. Pagliai si affida all’estro del giovane regista Roberto Cavallo e nello scenario unico del Globe, insieme alla compagnia di quindici attori, farà rivivere le vicende di questo irresistibile personaggio in una nuova traduzione a firma Filippo Ottoni. Shakespeare, Pagliai, Globe, Falstaff, le parole messe in fila suonano bene, trillano come campanelli che annunciano una bella serata di mezza estate.

Lo spettacolo continua:
Silvano Toti Globe Theatre
Largo Aqua Felix (piazza di Siena), Villa Borghese – Roma
fino a domenica 5 agosto, ore 21.15 (lunedì riposo)

Politeama Srl presenta
Falstaff e le allegre comari di Windsor
di William Shakespeare
regia Riccardo Cavallo
traduzione Filippo Ottoni
con Ugo Pagliai, Valentina Marziali, Daniele Grassetti, Franca D’Amato, Claudia Balboni, Stefano Patti, Gerolamo Alchieri
aiuto regia Mario Schittzer, Elisa Pavolini, Annalisa Biancofiore, Francesca De Berardis
disegno luci Umile Vainieri
costumi Susanna Proietti
disegno audio Franco Patimo

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