La semantica di un bancario

teatro-duse-roma-80x80Nell’Italia dei politicaroli siamo pieni di parole usate senza conoscerne il significato o l’effetto che hanno nell’economia delle nostre esistenze.

C’è chi pondera ogni acquisto a seconda delle quotazioni di mercato più vantaggiose. Chi si sente incoraggiato alla procreazione solo dopo il parere del commercialista. Chi pensa che un F24 sia il pulsante di una tastiera lunghissima oppure il formato di un album Fabriano specifico per le mappe della battaglia navale. Alcune casalinghe hanno rivendicato la restituzione dell’IMU in contanti sventolando la lettera di invito alle elezioni firmata dall’esimio Cavalier Silvio. Qualcuno ripete ogni due per tre, «C’è crisi!». Chi trascorre notti insonni interrogandosi sul valore dello spread vaticano ora che il Papa villeggia a Castel Gandolfo. L’altro giorno una tipa ha preteso l’invio di reddito, CUD e 740 prima di incontrare un contatto facebook.

Un tempo per imparare a comprendere le persone servivano gli antropologi, oggi bisogna necessariamente chiamare un consulente finanziario con un master in marketing e un NBA certificati che prepari al volo un Power Point su trend e proiezioni. Abbiamo a che fare quotidianamente con la materia economica, sia domestica sia globale, reale o virtuale. Gli indici di borsa crollano e l’industria dove lavorano i genitori chiude i battenti, oppure impennano e allora avrò maggiori possibilità di trovare uno stage retribuito. Gli Stati non sostengono il debito e un’intera popolazione affamata è costretta a saccheggiare i supermercati mentre gli agricoltori mandano alle fiamme i raccolti. Bisogna raccomandarsi a qualche medico per non crepare in fila al pronto soccorso perché i Comuni hanno scommesso e perso la sanità pubblica con i derivati.

Per cercare di capire qualcosa in questo groviglio di informazioni un bizzarro professore d’economia da qualche anno impartisce lezioni di gruppo insieme esplicative e divertenti. Non frequenta aule universitarie, per trovarlo bisogna andare a teatro. Al Teatro Duse di Roma, il giovane attore Sandro Torella presenta Fanculo il PIL, monologo sui temi caldi della nostra società. Una spiegazione essenziale che sembra un manuale per la sopravvivenza tra gli squali bancari, ma anche una riflessione sul valore del denaro e il nostro atteggiamento nei suoi confronti. Si comincia dal manuale di Varian per capire cosa intendiamo con economia e, in sostanza, anche per definire che cosa sia il PIL e si arriva a un’interessante disquisizione sul signoraggio. Eppure non pensate alla scientificità di Mydral o alla complessità di un trattato di Solow, siamo lontani dall’accademismo.

Fanculo il PIL è, infatti, uno “spettacolo interattivo tendenzialmente comico”. Le master class di Torella assomigliano più a dei laboratori. Il pubblico dice la sua fin dalle prime battute. Lo stesso attore invita alla collaborazione muovendosi dalla platea al palco, inscenando un’ipotetica fiction dai risvolti assurdi, chiedendo continuamente ora all’uno ora all’altra di esprimere la propria opinione. In questo modo, ogni rappresentazione è un vero e proprio happening, non si sa quale direzione potrà prendere la serata, né chi si troverà di fronte, una docente di economia o un disoccupato. Torella misura la temperatura in corso d’opera e utilizza il pubblico come spalla per introdurre una serie di battute ironiche a corollario dei diversi blocchi che compongono il monologo, riuscendo a smontare dall’interno gli ingranaggi che rendono i discorsi economici comunemente barbosi. Gli argomenti sono presentati a valanga con un ritmo vivace: aneddoti personali, spiegazioni, dialoghi aperti si susseguono qualche volta senza troppa fluidità forse perché la figura del Professore non si distingue in modo netto da quella dell’attore. Ma Sandro Torella mostra un controllo notevole del palco e convince anche nei momenti in cui cede al registro drammatico.

Certo, non si esce dal teatro con una laurea tascabile in economia, ma almeno con le idee un poco più chiare sì e alcuni spunti sui quali riflettere, a cuor leggero, dopo una serata divertente.

Lo spettacolo continua:
Teatro Duse
via Crema, 8 – Roma
fino a domenica 17 marzo 2013
Spettacoli serali ore 21,00
(durata 60 minuti circa, senza intervallo)

Duse Teatro Produzioni presenta
Fanculo il PIL
Tutto quello che avreste voluto sapere ma non hanno mai osato dirvi
di e con Sandro Torella

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