Loro, lei e l’altro lontano

Venerdì 24 luglio è stata inaugurata la diciassettesima edizione del Festival Collinarea, a Lari. Il terzo giorno di spettacoli, domenica 26 luglio, abbiamo visto molto teatro ragazzi, in una giornata che non ha mancato di sollevare qualche interrogativo.

Alle ore 19.00 si inizia con la compagnia TPO e il suo Farfalle, uno spettacolo basato sulla fruizione e l’esplorazione di uno spazio immersivo da parte dei piccoli spettatori. Grazie alla computer-grafica e alle proiezioni si è ricreato un ambiente interattivo in cui i bambini si sono tuffati e con il quale hanno giocato, partecipando attivamente. Abbiamo visto (e soprattutto i bambini hanno visto e vissuto) le meravigliose possibilità del mezzo tecnologico (attorniati da molti adulti altrettanto affascinati dal turbinio di farfalle apparse nel finale). Ma, ci siamo chiesti al termine dell’esibizione, dov’è il teatro?

A seguire, alle 20.00, al Castello va in scena Lui, realizzato dalla Piccola Compagnia Laboratorio SF, e frutto di un percorso laboratoriale per ragazzi. Divertente e interessante soprattutto in quanto tappa fondamentale per quella costruzione degli spettatori a venire nonché di comunità che partecipino alla vita teatrale – di cui c’è davvero bisogno.

Di seguito, in piazza Vittorio Emanuele, ci attende Lolita, di e con Silvia Battaglio e la Compagnia CIE. Zerogrammi, mentre alle 22.00, nuovamente al Castello, è la volta di Fosco (Storia de nu mattu) di Magnifico Visbaal Teatro. Soffermiamoci su quest’ultimo. Cunto musicale, unisce narrazione e suoni. Semplice, rigoroso, supportato dalla bella sintonia fra i due interpreti (l’attore Peppe Fonzo e il musicista Flavio Feleppa). Storia della nascita del cosiddetto “scemo del villaggio”, un grullo nato quadrato che diventa tonno (tondo) a seguito di un evento epifanico. Fosco, un giorno, alza lo sguardo al cielo, ritrova i propri ricordi, si scopre, e raggiunge in qualche modo coscienza di sé, in unione con il cielo. E da allora niente più conta. In questo modo diventa pazzo agli occhi dei compaesani, mentre decide di giocare fino in fondo il proprio ruolo davanti al mondo – facendo divertire gli altri ma senza mai ridere lui stesso. “Si rallegrino se non sanno fare altro: questo è il mio compito”, sembra pensare tra sé il matto. Fosco resta solo con la luna, le stelle e gli animali, di fronte all’immaginazione limitata del mondo – che vede nel suo amico ciuco solo l’ambiguo compagno di altrettanto ambigue avventure – semplicemente perché non può immaginare altro.

Tornando a Lolita, in scena alle 21.00, notiamo che anche in questo spettacolo si fa riferimento alla scarsa immaginazione degli adulti, o meglio alla limitata disponibilità a immaginare degli adulti – il che è obiettivamente diverso. Nello spettacolo di Silvia Battaglio si rende evidente la differenza e lo scontro fra due universi e atrettanti modi di vivere l’avventura del sesso. La curiosità e il desiderio, il solletico che da dentro scompiglia corpo e mente, in Lolita, e lo squallore violento di un desiderio marcio e abbruttito, nel vecchio Humbert. L’essere ancora bambina è elemento forte della protagonista, unitamente ad alcune caratteristiche che contraddistinguono l’infanzia: l’essere diretti e il dire la verità. Nel complesso, però, si tratta di uno spettacolo che, agito in scena dalla sola Battaglio, si sfalda talvolta in troppi piani, con talmente tanti narratori e personaggi da risultare difficile seguirne il filo conduttore. Ci si perde un po’, troppo impegnati a capire chi stia parlando e in quale livello di coscienza di Lolita ci si dibatta.

Gli spettacoli sono andati in scena durante Collinarea Festival 2015:
varie location
Lari (Pisa)

ore 19.00
Teatro Comunale
Compagnia TPO presenta:
Farfalle

ore 20.00
Castello
Piccola Compagnia Laboratorio SF presenta:
Lui

ore 21.00
Piazza Vittorio Emanuele
Silvia Battaglio e CIE. Zerogrammi
Lolita

ore 22.00
Castello
Magnifico Visbaal Teatro
Fosco (Storia de nu mattu)

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