Per un Teatro Civile

La terza edizione del festAmbiente di Galbiate (LC), organizzata dal giovane Circolo di Lecco, anticipa le sue date (dal 21 al 24 luglio) e ravviva l’impegno civile nei mesi più caldi, quando dimenticarsi dei problemi è facile. All’Eremo di Monte Barro si incontreranno allora «buon musica, ottimo cibo a km0, momenti di riflessione e di dibattito, oltre che teatro, trekking e altro ancora». Ospiti d’onore? Andrea Cosentino e Roberto Castello, con il loro Trattato di economia. Perché il teatro è anche responsabilità civica.

Incastonato tra tre laghi e a pochi passi dalla città, il Parco regionale del Monte Barro si reinventa per ospitare una quattro giorni di dialoghi e scambi in nome dell’etica ecologica e della sostenibilità ambientale grazie alla dedizione e all’impegno della giovane divisione lecchese di Legambiente. «Il festival si svolge a Galbiate (LC) nell’Eremo del Monte Barro, dove da tre anni gestiamo come Legambiente un eco-ostello immerso nella natura, con sale attrezzate e con spazi per attività di gruppi, associazione e aziende, oltre che per il turismo e per le famiglie. Questa struttura ha sicuramente il desiderio di raccontare come il riuso (dell’edificio stesso, che ha mutato destinazione nei secoli, come dei materiali che compongono l’arredamento) debba essere una componente centrale del nostro modo di relazionarci con il mondo. La complessità sta nel mostrare che questo atteggiamento oltre a essere virtuoso è anche sostenibile economicamente, ma direi che i risultati raggiunti finora ci danno ragione», dice Alessio Dossi, Presidente Legambiente Lecco.

Per l’edizione 2016, forti di ormai due anni di festAmbiente, l’organizzazione ha deciso di ampliare il ventaglio della propria offerta festivaliera per «raccontare un mondo diverso e possibile, nella misura in cui si riesca a comprendere il valore centrale dell’ambiente nello scacchiere del mondo economico e delle relazioni interpersonali». A partire dall’incontro Italo Calvino Ambientalista, primo appuntamento in programma, ci si muoverà tra tavole rotonde e presentazioni che graviteranno tutte attorno al tema centrale di quest’anno: l’economia civile. «La crisi ci ha mostrato che serve fare rete per andare avanti e la rete non è altro che il risultato di una serie di relazioni umane che preferiscono muoversi mano nella mano invece che una contro l’altra. La competizione è inevitabile, sicuramente, ma l’economia deve divenire civile per poter superare quel paradigma economico che ora è in crisi. Con uno slogan: l’economia, oltre al valore, deve anche produrre valori».

E proprio parlando di intessere relazioni tra le persone, a Monte Barro verranno anche presentati i risultati dei laboratori e delle azioni attive sul territorio svolte dalle varie associazioni di volontariato locali più o meno strutturate, il cui impegno indefesso, sempre affiancato dalle amministrazioni – con il loro carico di doveri inderogabili – ha contribuito a rendere questo ramo del lago che volge a mezzogiorno un luogo di comunione e di decrescita potenzialmente felice (come direbbero Fitoussi, Latouche e Pallante). «Noi crediamo che sia giusto che i cittadini si prendano a cuore in prima persona del proprio territorio. Sicuramente le amministrazioni comunali hanno dei doveri, ma la delega completa ad altri crediamo sia deleteria in termini di responsabilità civile. Che ognuno di noi dedichi un po’ del proprio tempo in maniera diretta per la propria comunità attraverso il volontariato, è qualcosa che sicuramente non può che essere positivo. Il progetto dei Creativi della Spazzatura (nato per riqualificare tramite l’arte le zone degradate), che concluderemo con una cena a base di “scarti” preparata dagli chef dell’Istituto Aldo Moro di Valmadrera Venerdì 22/7, voleva mostrare proprio come dalla cittadinanza attiva può nascere rispetto, pulizia, arte e consapevolezza dell’importanza dell’ambiente».

All’interno del palinsesto, più precisamente il 23 luglio alle ore 21.00, andrà in scena il momento forse più atteso del festival lecchese, rivelando da parte dei giovani organizzatori l’interesse vivo per un teatro contemporaneo attivo anche a livello ambientale. «La scelta di proporre a festAmbiente Trattato di economia di Andrea Cosentino e Roberto Castello, è stata al tempo stesso una scelta di contenuto e di forma: eravamo alla ricerca di uno spettacolo di qualità e rilevanza nazionale e che possibilmente richiamasse il tema centrale dell’edizione 2016, ovvero la possibilità di costruire un’economia civile. Trattato di economia – coreocabaret confusionale sulla dimensione economica dell’esistenza è lo spettacolo più calzante che avremmo mai potuto trovare: in un mix di arti performative che coinvolgono il teatro di parola, la danza e la visual art Cosentino e Castello concentrano una riflessione spiritosa e provocatoria sul denaro e sul sistema di valori che intorno ad esso si è costruito». Lo spettacolo, che ha debuttato nel 2015 al Festival Teatri di Vetro di Roma, fungerà quindi da momento centrale per incanalare tutte le buone pratiche di vita attiva sviluppate sino ad oggi e per aggiungere una riflessione sferzante e irriverente sullo stato attuale delle cose – la famosa crisi dei valori. «Proveniamo da una storia economica e culturale di individualismo che non tramonterà, sicuramente nemmeno nonostante la forza (per certi versi salutare in termini morali) del messaggio che ci giunge dalla crisi economica. Tale crisi ci ha mostrato tutti i limiti di un approccio egoista al mondo, oltre alla nostra completa dipendenza dalla salute dall’ambiente, dipendenza ammessa e ratificata da tutti i Paesi del mondo nella COP21 di Parigi. Non ci aspettiamo che il mondo cambi dall’oggi al domani, ma sicuramente è giunto il momento per cominciare a non ritenere il PIL come l’unico parametro da tenere in considerazione per valutare lo sviluppo di un Paese. Il PIL non restituisce per intero la solidità e la felicità di una comunità. Ci sono altri valori da tenere in considerazione per vivere in un Paese sano e sono quelli che fanno di un’economia un’economia civile».

Mettersi in prima fila per fomentare un cambiamento richiede però studio e ricerca costanti. Consapevoli di ciò, i ragazzi del Circolo di Lecco affiancheranno al momento «ludico» del festival anche altri progetti di formazione e sensibilizzazione sui temi ambientali, sempre all’interno del circuito di Legambiente. «In agosto ospiteremo presso il nostro Ostello un seminario di formazione in cui 24 giovani provenienti da tutta Europa si confronteranno sulla sfida dell’imprenditoria giovanile in chiave sostenibile». Ma non è tutto, perché «il percorso è senza sosta e come ogni anno sarà una punzecchiatura dopo l’altra. Non ci fermiamo perché è solo con l’impegno e il lavoro quotidiano che si può ottenere il lento cambiamento. Siamo nelle scuole, siamo nei Parchi, lavoriamo su progetti relativi alla riduzione dello spreco di cibo e organizziamo campi internazionali di volontariato. Monitoriamo la scena politica del territorio per fare sì che le principali scelte guardino verso un futuro civile, appunto. Le cose da seguire sono molte e sarà dura come sempre, ma staremo lì».

«Riteniamo che ogni cosa richieda del tempo per cambiare, ma sicuramente, anche se lento, ogni piccolo passo è sempre un passo. E festAmbiente lo è».

Per il programma completo, cliccare qui.

Lo spettacolo andrà in scena all’interno di festAmbiente Monte Barro:
Parco Regionale del Monte Barro

località Eremo di Monte Barro – Galbiate (LC)
sabato 23 luglio
ore 21.00

Trattato di economia
Corecabaret confusionale sulla dimensione economica dell’esistenza
progetto, drammaturgia, regia Roberto Castello e Andrea Cosentino
assistente Alessandra Moretti
direzione tecnica Luca Telleschi
realizzazione oggetti di scena Paolo Morelli
produzione ALDES/Sardegna Teatro
con il sostegno di MIBACT, Direzione Generale Spettacolo dal vivo/Regione Toscana, Sistema Regionale dello Spettacolo
un ringraziamento a Giorgio Angelo Lazzarini

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