Comunicato stampa

Dal 14 al 21 luglio 2018 ritorna il Festival delle Valli del Natisone in Friuli Venezia Giulia. Nove i comuni coinvolti che si passeranno il testimone nell’ospitare spettacoli internazionali.

Oltre i confini di un Festival. Ogni giorno una meravigliosa atmosfera guiderà al Festival delle Valli attraverso antichi borghi e suggestivi paesaggi.

Otto giorni di rappresentazioni, di camminate teatrali nel verde, di danza e musica, di burattini e marionette che vedono protagonisti artisti e compagnie provenienti da Slovenia, Spagna, Francia, Senegal, Repubblica Ceca, Argentina e Italia.

Il teatro è un’arte sociale: può emozionare, divertire, trasmettere bellezza, ma soprattutto rappresenta un modo per comunicare e ascoltare, capire e crescere insieme. Un’occasione d’incontro e uno strumento di relazioni che riesce a esaltare l’autenticità di un territorio unico come quello delle Valli del Natisone. Ne sono convinti Fernando Marchiori e Roberto Piaggio, direttori artistici a quattro mani del Festival che, giunto quest’anno alla sua XXIV edizione, si presenta con una vocazione sempre più itinerante, transfrontaliera e multiculturale: marionette e burattini pur restando il cuore della manifestazione sono sempre più in dialogo con gli altri linguaggi della scena, in un orizzonte artistico che abbraccia anche il teatro d’attore e di narrazione, il teatro musicale, la danza e il nouveau cirque.
Otto giornate in cui saranno presentati 18 spettacoli sparpagliati in piazzette, fienili, sagrati, boschi o suggestive corti. In calendario anche alcuni appuntamenti più strutturati, come il pubblico stesso ormai richiede e come ci si attende da una iniziativa che intende valorizzare paesi e comunità richiamando un turismo di qualità, ospiti grandi e piccini, contenti di inerpicarsi per le stradine solitarie, i sentieri nei boschi, lungo il fiume, attraversando nel verde minuscoli e silenziosi borghi, fermi in un tempo che il teatro ha saputo riconoscere e rispettare.

Un legame che si è rinforzato, edizione dopo edizione, quello con le Valli del Natisone e il loro verde paesaggio, le loro acque e le loro genti che hanno saputo e sanno aprire i cortili e le case a chi arriva. Un posto magico e antico dove l’aria è frizzante e il sole si conquista le ombre dei campanili dei piccoli paesi dai nomi che sfidano le lingue e impegnano i navigatori satellitari: Masarolis, San Giovanni d’Antro, Špietar (San Pietro al Natisone), Bordon, Cepletischis, Iesizza, Cicigolis, Tercimonte, Kobarid, Clastra, Tribil, Clodig, Prepotto, Togliano, Sorzernto, Oculis, Peternel…

Il Festival oggi è molto più di una rassegna di burattini e marionette. È un lavoro in divenire dai tanti linguaggi ed espressioni, un mosaico di esperienze che compongono un progetto di cittadinanza culturale orientato anche alla produzione, con la partecipazione attiva delle comunità locali insieme agli organizzatori e agli artisti. Esprime il genius loci delle Valli. L’anima di quei luoghi che durante gli otto giorni di rappresentazioni diventano essi stessi teatro.

Palcoscenici unici, dove quest’anno il senegalese Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye presenterà un inedito Cappuccetto Rosso, dove Marco Paolini incontrerà gli spettatori in un Tecno filò, dove lo spettacolo A spasso con Olivia andrà in scena “a specchio”, in Italia e in Slovenia, con un’attrice italiana e una slovena e in entrambe le lingue. Un altro modo per superare i confini e per aprire nuovi dialoghi e confronti com’è nella natura transfrontaliera del Festival, nella sua tradizione lunga ormai un quarto di secolo.

La partecipazione a tutti gli eventi è libera.
Il programma completo su www.festivaldellevallidelnatisonoe.net.

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