Multi… è bello

12347652 1653446938245116 9510966387288776 NAnnet Henneman, fondatrice della Compagnia omonima, ospita con La passerella a Volterra,uno spaccato di Medioriente,  con le sue migliaia di vittime e miliardi di lacrime di guerra versate

Un matrimonio con musiche e balli mediorientali, anche solo per finzione, a Volterra, sulle scale del rinascimentale – e affascinante – Palazzo dei Priori, sicuramente non si era mai visto. Gli attori della Compagnia Teatro di Nascosto arrivati nella cittadina dell’entroterra pisano da mezza Europa e da molti paesi mediorientali, per i tre giorni del Festival, celebrano il ventennale dell’attività indossando abiti tradizionali e trasformando, momentaneamente, il borgo etrusco in un centro vitale insieme più universale e variopinto.
La manifestazione inizia infatti con il debutto internazionale – come lo definisce la stessa regista – de La passerella, un’esibizione corale, multietnica e multilinguistica, con oltre una ventina di attori arrivati in Italia grazie al ricavato di una cena sociale e di un fundrising tra gli affezionati del Teatro di Nascosto. Una autentica festa, all’interno del Festival, anche per il solo fatto che alcuni performer provengano da Afghanistan, Palestina, Siria e Kurdistan turco e iracheno. Non è affatto scontato, in effetti, che si riesca, non tanto a trovare fondi per acquistare i biglietti aerei, quanto a ottenere il visto per uscire dai questi Paesi. Quindi, un grande evento ricco di emozioni sotto diversi aspetti.
Il corteo nuziale si muove lungo un percorso che invade il centro storico con, al seguito, tutti gli spettatori che, da lì a breve, occuperanno i posti, posizionati a ferro di cavallo, al secondo livello sotterraneo del parcheggio di piazza Martiri della Libertà – e chissà se l’associazione del toponimo al messaggio e alle tematiche che il Teatro di Nascosto porta avanti sia voluta o casuale. In effetti, la Compagnia si adopera da anni per far conoscere le reali situazioni di alcune aree mediorientali, osservate sia per quanto riguarda la violazione dei diritti basilari della persona, sia i persistenti stati di conflitto che causano la perdita di vita umane, fame, malattie e difficili condizioni socio-economiche – che, spesso, si perpetuano nell’indifferenza generale. Non a caso, quindi, il nome Teatro di Nascosto: questo è davvero un teatro segreto, che si manifesta in maniera coraggiosa e improvvisa in location estemporanee, per gli innumerevoli divieti che vigono nelle aree interessate da eventi bellici – come, ad esempio, nelle terre conquistate dal Califfato islamico, in Siria o in Palestina. A Volterra, al contrario, anche se i bigliettini porti ad alcuni spettatori dai performer – e scritti in arabo, curdo, inglese e altri idiomi – chiedono di distruggere il messaggio appena letto e informano che ci incammineremo verso un luogo segreto, la performance è libera da divieti e dal timore dell’arresto o di violenza – una differenza che andrebbe sempre tenuta presente.
Il sotterraneo del parcheggio nel quale si terrà lo spettacolo – completamente vuoto – ricorda un bunker, un luogo riparato dai bombardamenti quotidiani siriani o della Striscia di Gaza, grigio, in cemento armato, freddo come la morte che, forse, può raggiungere anche qui, senza preavviso. Un lungo rettangolo è segnato con nastro adesivo bianco, che risalta sul pavimento scuro del garage: una passerella simile a quella delle sfilate di moda, dove sfilano immagini di violenza, che gli attori mostrano agli spettatori mentre, in fila uno dietro l’altro, camminano su questo palco immaginario. Iraq: si vede scritto su una foto, sotto campeggia la bandiera tricolore del Paese, e dietro al simbolo per eccellenza di ogni Paese, alcuni bambini che giocano con la carcassa di un’auto – utilizzata, forse, per un attentato. Un colpo di tamburo e gli attori si fermano improvvisamente, per poi dirigersi da uno spettatore qualsiasi a raccontargli in una lingua sconosciuta ai più – arabo, curdo o chissà quale altro dialetto – una storia, forse la propria storia, ricca di parole, timori, desideri e vissuti personali. Sicuramente si racconta la guerra e i soprusi che la caratterizzano. I gesti e le espressioni sono sufficienti a trasmettere la sofferenza vissuta, subìta e probabilmente mai dimenticata.
Alla fine, però, ci si rende conto di partecipare davvero a una festa: una danza su un ritmo arabo – o genericamente mediorientale – che profuma di epoche passate e luoghi lontani, mescola performer e spettatori in un rito di convivialità e liberazione, come in un vero matrimonio. I selfie, mania universale, illuminano con il flash dei telefonini – come fuochi d’artificio – il grigiore della scenografia. Siriani si mescolano a olandesi, palestinesi a italiani, i gruppi sono misti e tutti sorridenti – a dispetto delle guerre che imperversano pochi paralleli più a sud – mentre ci si stringe per le foto-ricordo da portare a casa.
La Passerella, debutto internazionale di uno spettacolo già messo in prova in un centro commerciale di Bassora, in Iraq, mesi orsono – con il rischio dell’arresto immediato – è riuscita a far incontrare un alto numero di teatranti segreti – accolti in un luogo civile e protettivo come Volterra – a un pubblico variegato per età e provenienza geografica e sociale, che li ha guardati con occhi più benevoli del solito, scoprendo, nel contempo, la realtà della sofferenza. Per tutte queste persone – attori e pubblico – la percezione del mondo, una volta tornati alla vita quotidiana, sarà senz’altro diversa, più consapevole, più vicina – almeno – ai performer presenti. Esempi di coraggio nel combattere la propria lotta quotidiana per ottenere diritti civili e umani basilari in Paesi che non li riconoscono e dove vivono in prima persona.

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito del Festival Teatro di Nascosto – The Hidden Theatre:
Parcheggio sotterraneo della Dogana
piazza Martiri della Libertà – Volterra (PI)
sabato 24 novembre, ore 17.00

Teatro di Nascosto presenta:
La passerella
di Annet Henneman
con 23 attori del gruppo internazionale proveniente da Siria, Iraq, Palestina, Kurdistan e Afghanistan

www.teatrodinascosto.com

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