Il Teatro Guanella si fa cinico interprete della società che ci circonda.

Cosa succede se su un palco si incontrano due vagabondi, un conduttore senza scrupoli e due gemelli con ambizioni televisive? Aggiungendo due bravissimi attori, una scenografia essenziale – ma efficace – e un titolo accattivante, ecco lo spettacolo della CompagniaMusellaMazzarelli, nata nel 2009, e che si compone dei due attori Lino Musella e Paolo Mazzarelli – ai quali era capitato di lavorare insieme anche in precedenza. Il loro primo spettacolo come compagnia è Due cani, andato in scena nel 2009 sempre al Teatro Guanella di Milano.

Per il loro secondo lavoro, scritto a quattro mani, i due interpreti partono dal nostro presente e dalla realtà concreta che ci circonda – qui, nell’Italia del 2010 – per creare due agghiaccianti spaccati di vita. Il teatro diventa così una provocazione, uno specchio impietoso in cui riflettersi e grazie al quale riflettere per cercare di dare un senso al nostro modo di vivere.

Forse può essere un cliché la scelta dell’argomento televisivo, ma non è sicuramente un cliché l’abilità con la quale i due attori trattano questo mezzo. I personaggi sono delineati con grande precisione e bravura: riconosciamo nel conduttore il linguaggio che esce dalla nostra scatola magica tutti i giorni: il turpiloquio, le espressioni e le frasi fatte quali: «Faremo un bel percorso insieme», «Valore aggiunto», «La vita è tendenzialmente un po’ una puttana» mentre, dall’altra parte, vediamo due ragazzi che non sanno fare altro che annuire e annullarsi di fronte alle richieste televisive. Su un altro piano due vagabondi che ricordano Didi e Gogo di Beckett aspettano, in questa nostra realtà, non più Godot bensì l’autobus – che ugualmente non arriva mai.

Durante lo spettacolo, dopo aver quasi dato per scontato che un gemello teledipendente eliminerà fisicamente l’altro pur di apparire in tv, lo spettatore non può far altro che identificarsi con i due vagabondi perché, anche se la vita è difficile – o addirittura impossibile – è così per tutti gli altri. «Per noi è diverso», recitano infatti i due personaggi: «Perché io ho te e tu hai me».

Forse sono e siamo tutti figli di un brutto Dio, ma c’è chi ha perso la propria dignità di uomo e c’è chi può ancora recuperarla in un rapporto di affetto profondo con l’altro.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Guanella
via Duprè 19 – Milano
fino a sabato 27 marzo

Figlidiunbruttodio
di e con Paolo Mazzarelli e Lino Musella
organizzazione Patrizia Gandini
scatti Matteo Delbò

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