Re-inventare la cronaca e farne tragedia

Allontanarsi e allontanare. Pulire e sporcare. Cinzia Villari e Lorenzo Profita partono da ciò che è stato e separano ciò che sembra da ciò che è.

Il teatro non si ferma, anzi, si Re-inventa. Questa la premessa della decima edizione di Inventaria, il festival del teatro off (da off-Broadway, fuori Broadway, termine storico che indicava gli spettacoli che si proponevano come alternative, dal punto di vista finanziario nonché culturale, rispetto alle grandi produzioni della via newyorkese, prevalentemente orientate in senso commerciale) organizzato dalla compagnia teatrale romana DoveComeQuando.

Il festival promuove un teatro che può essere declinato secondo ogni sfumatura della drammaturgia contemporanea e fa della sua autonomia finanziaria e della libertà tematica punti di forza imprescindibili.

Proprio perché la scelta delle tematiche da rappresentare è libera, tra gli 8 spettacoli del festival (rappresentati tra il Teatro Trastevere e Carrozzerie n.o.t.) troviamo i generi più disparati: la complessa analisi storica di Ostinata Passione, dell’Associazione Malalingua, rappresentata il 13 ottobre; il delirio tragicomico di Giulia Cerruti in Monologo di donna con salsiccia, la sera successiva; Come Sto, del gruppo Batisfera di Cagliari, il 16 ottobre.

L’ultimo spettacolo in concorso è stato rappresentato il sabato 17 ottobre, Filo d’erba di e con Cinzia Villari e Lorenzo Profita, ed è ispirato alla strage del comune lombardo del 2006. Senza scadere in banali considerazioni moralistiche, gli attori restituiscono la tragedia della realtà, ricostruendo una doppia narrazione con l’ausilio del cambio del timbro di voce e delle luci. La dicotomia, suggestiva e inquietante, sottolinea l’impossibilità di conoscere l’altro – per quanto vicino – al di sotto delle apparenze, ciò che si nasconde dietro quello che vuole essere mostrato. Rappresentare il reale è sempre stato un punto fermo di ogni manifestazione artistica, rispettandone le regole o reinventandole, stravolgendole. Ma i confini tra buono e cattivo, pulito e sporco non possono essere tracciati se non a matita, quando la coincidenza tra quello che viene mostrato e quello che è diventa impossibile.
«Il nostro lavoro nasce dall’esigenza e dall’urgenza di portare in scena le ferite del tempo presente. […] Raccontiamo il presente nelle sue manifestazioni tragiche. Ed è proprio nel recupero della tragicità e nella comicità grottesca che ritroviamo lo spazio teatrale più fertile artisticamente e più utile socialmente. Come affacciati “da fuori” prima assistiamo, poi entriamo nelle vite e raccontiamo.»

Una scena minimalista, cruda, a tratti inquietante, l’intermittenza delle luci colorate dell’albero di Natale sembra suggerire l’incoerenza tra ciò che sembra e ciò che è. E così come l’esplosione di anormalità e follia è nascosta dietro una parvenza di tranquillità curata in modo maniacale, è da dietro l’albero di plastica, colorato e luminoso, che vengono tirate fuori le armi del delitto.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno di Inventaria
Teatro Trastevere
via Jacopa dè Settesoli 1-9, Roma
17 ottobre ore 21.00

Filo d’Erba
regia Cinzia Villari, Lorenzo Profita
con Cinzia Villari, Lorenzo Profita
sonorizzazione Cristiano D’Alieso
luci Valeriano Sofiti

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