Omaggio all’Italia bella

Al Teatro della Cometa di Roma Tiziano Caputo e Agnese Fallongo, diretti da Raffaele Latagliata, sono i protagonisti di …Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale. L’incontro di un musicista istrionico e di una fanciulla piena di talento alla ricerca di fama e gloria. In scena fino al 15 dicembre.

«L’artista è colui che intraprende la sua scalata verso il successo». Questa è la definizione che Tonino dà a Maria, quando quest’ultimo resta colpito dalla straordinaria voce da usignolo che la dolce e pura ragazza possiede. Unendo il talento di questa creatura alla sua musica, Tonino pensa che potrebbe venir fuori un duo musicale incredibile, serve solo il coraggio di sfidare la sorte, perché «la felicità va conquistata».
A essere conquistato è senza dubbio il pubblico del Teatro della Cometa, estasiato di fronte alla bravura di Tiziano Caputo e Agnese Fallongo, Tonino e Maria appunto, che hanno confezionato uno spettacolo originale, costruendo una storia d’amore che percorre tutta l’Italia attraverso le espressioni dialettali e quei motivetti tanto orecchiabili, senza tempo, che rendono uniche le diverse regioni percorse dalla bravura dei due attori.

Chissà quanti italiani negli anni ’50 avrebbero voluto vivere un sogno come quello dei due protagonisti di …Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale e, soprattutto, chissà, invece, quante donne si sono ritrovate nelle parole, nei gesti e nelle emozioni di Maria che, in una notte, con diecimila lire in tasca sottratte al padre, ha provato l’ebrezza di «una fuitina artistica», lasciando la Sicilia per esplorare tutta la penisola!
Lei rappresenta per Tonino, ma non solo, «l’eroina di tutte le femmine musicali», che vuole trovare a ogni costo un impresario, magari in una città grande come Roma. Non sarà così facile, praticamente impossibile. Nella città eterna c’è però modo di presentarsi a un pubblico più vasto e di trovare un «linguaggio consono», che Tonino però legge come un insulto e i battibecchi non tardano ad arrivare. È qui che la Fallongo e Caputo, trovano il modo per rendere omaggio a due personaggi simbolo della romanità, come Claudio Villa e Gabriella Ferri e conquistano applausi intonando e recitando Stornelli romaneschi a dispetto.

Si sale lungo lo stivale e, tra un ballo popolare e l’altro, si alternano le canzoni simbolo delle città più importanti, lungo questo viaggio che coinvolge sempre più la platea, mentre si odono ritornelli che strappano un sorriso. Ecco dunque che La canzone delle sei sorelle, rincorre La porti un bacione a Firenze, per arrivare a Milano, nella speranza di trovare più impresari, invocando O mia bela Madunina, prima di un simpatico approccio con Heidy sui monti.

Con disinvoltura entrambi gli attori si muovono sul palco dando voce anche a altri personaggi incontrati lungo il cammino, con una trovata scenica resa perfetta dai costumi di Giorgia Marras. Quando la Fallongo simula, ad esempio, un ballo con lo spasimante Spartaco, infilando semplicemente un braccio in una manica di un cappotto, la resa scenica è fortissima e l’attrice si conferma assolutamente completa, viste anche le doti canore eccezionali che esibisce.

…Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale resterà in scena alla Cometa di Roma fino a domenica 15 dicembre, un modo singolare per compiere un viaggio culturale con tutte le sfumature dell’arte, che non è solo quella di arrangiarsi.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Cometa
via del Teatro Marcello, 4 – Roma
fino a domenica 15 dicembre
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e 21.00, domenica ore 21.00
(durata 1 h e 25 minuti senza intervallo)

Nove Teatro in collaborazione con Ars Creazione e Spettacolo presentano
…Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale
di Tiziano Caputo, Agnese Fallongo
regia Raffaele Latagliata
con Tiziano Caputo, Agnese Fallongo
arrangiamento e accompagnamento musicale dal vivo Tiziano Caputo
movimenti coreografici Annarita Gullaci
coordinamento creativo Adriano Evangelisti
elementi scenografici Andrea Coppi
costumi Giorgia Marras
ufficio stampa Maya Amenduni

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