Terremotare la grammatica della danza

17eTerremotare la grammatica del flamenco con ironia e passione. È questo l’obiettivo che il genio della danza Israel Galván propone nel suo Fla.Co.Men, lavoro originale che inaugura la diciassettesima edizione della Biennale de la danse di Lione.

Vi era un’attesa palpabile per questa diciassettesima edizione della Biennale de la danse di Lione. Diciotto giorni dedicati alla danza e alle sue innumerevoli visioni che posizionano Lione come il centro europeo di questo straordinario linguaggio.

In seguito ai drammatici eventi che si sono susseguiti negli ultimi tempi sul territorio francese, il tradizionale défilé non avrà luogo nelle vie della città ma allo stadio di Gerland: un cambiamento radicale per questo evento importante che risponde a evidenti ragioni di sicurezza.

Tra gli eventi inauguranti questa nuova edizione, Fla.Co.Men di Israel Galván ha indubbiamente colpito l’attenzione degli spettatori. Il coreografo e ballerino spagnolo non necessita di presentazioni: la sua fama lo accoglie ovunque nel mondo e la sua lettura eterodossa del flamenco lo ha reso una star mondiale che travalica steccati stilistici e nazionali.

Iniziamo dal titolo: Fla.Co.Men. Fin da questo elemento si può notare una volontà destrutturante e originale verso questo genere di danza andaluso riconosciuto come “Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco” dal 2010. Galván riprende gli stilemi classici di questa danza analizzandoli e decostruendo il suo status. Spezzettando il movimento continuo del flamenco, il ballerino spagnolo ne rivela l’intrinseca ironia, relazioni inattese, il tutto su di un tappeto sonoro, il compás, che rappresenta una tela di Penelope, luogo della regola e della libertà che si crea e che si disfa in continuazione. È proprio questa dimensione che si installa la performance di quello che è stato definito da Georges Didi-Huberman “il danzatore delle solitudini”.

Lo spettacolo inizia con un improbabile e surreale studio di uno di Flamenco. Galván legge uno spartito (accompagnano da una stravagante traduzione in francese) ma la sua lettura è destabilizzante. Lasciate queste prove, il danzatore si lancia in tecnicismi al limite del barocco (spingendo lo stile fino al suo parossismo), attraversando tappe che inglobano tutto: la musica, l’arte, il denaro, la vita. Il flamenco destrutturato diviene quindi una cassa di risonanza della vita, ma presa con piglio giocoso, sorridente e mai identitario. Giocare con gli eccessi significa eccedere la materia e eccedere il corpo stesso. « Voilà exactement, me suis-je dit alors, ce que c’est que danser : faire de son corps une forme déduite, fût-elle immobile, de forces multiples » (Georges Didi-Huberman, Le danseur des solitudes, Minuit, 2006, quarta di copertina).

Definito come « uno spettacolo di rottura », Fla.Co.Men riesce nell’arduo compito di porsi al di fuori della tradizione inglobandola perfettamente. Una sorta di contraddizione ironica che mostra un lato intimo della ricerca di Galván.

Proposé dans la soirée d’ouverture de la 17éme Biennale de la danse de Lyon, Fla.Co.Men d’Israel Galván montre la maestria et l’ironie savante du chorégraphe espagnol. Un spectacle qui sait parler à tout le monde en renouvelant le langage du flamenco.

Lo spettacolo è andato in scena:
Maison de la danse
8 avenue Jean Mermoz – Lyon
dal 14 al 16 settembre 2016

La Biennale de la danse presenta
Fla.Co.Men
creazione 2014
interpretazione e coreografia Israel Galván
musicisti David Lagos, Tomás de Perrate, Eloisa Cantón, Caracafé, Proyecto Lorca (Juan Jiménez Alba, Antonio Moreno)
direzione artistica e coreografica Sevillanas Pedro G. Romer
regia e coreografie Alegrías Patricia Caballero
luci Rubén Camacho
suoni Pedro León
direzione tecnica Pablo Pujol
coordimento delle prove e regia Balbi Parra
costumi Concha Rodríguez
produzione A Negro Producciones
coproduzione Théâtre de la Ville Paris, Théâtre de Nîmes Scène conventionnée pour la danse contemporaine con il sostegno dell’Instituto Andaluz del Flamenco, Consejería de Educación, Cultura y Deporte de la Junta de Andalucía, Fonds européen de développement régional (FEDER)

www.biennaledeladanse.com
www.maisondeladanse.com

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