Dallo Scacciapensieri al Padrino

Florence Dance FestivalDagli stereotipi di genere e culturali alla rivendicazione di un’altra Sicilia possibile, Instrument Jam conquista soprattutto per le sue musiche

Donne velate di nero, a metà strada tra Dolce e Gabbana e la tradizione meridionale, interpretate dalla Compagnia – tutta al maschile – del coreografo Roberto Zappalà. Donne che ritmano la loro vita sulla tradizione dello scacciapensieri che, seppur muto nella prima scena, fa da sottotraccia nella ripetizione dell’onomatopea che traduce in parole il suo suono caratteristico. Donne che si liberano da questo giogo non attraverso una consapevolezza diversa ma propria, bensì grazie alle mossettine pop di Michael Jackson. E qui, in questa scelta coreografica come nel successivo nudo ammiccante (che ormai imperversa in ogni coreografia e che risulta avulso dal contesto “al femminile”), si perde la consequenzialità sia di forma che di messaggio del bell’incipit.

Il prosieguo dello spettacolo, sul palco del Florence Dance & Performing Arts Festival (manifestazione di danza estiva di altissimo livello), accende i riflettori sul dialogo perfettamente riuscito tra il gesto del danzatore – in un assolo molto incisivo e il migliore dell’intera performance – e i marranzani di Puccio Castrogiovanni che, pian piano, avvalendosi anche dei tamburi di Arnaldo Vacca e dell’hang di Salvo Farruggio, costruisce un piano sonoro sempre più ricco e articolato, espressivo e coinvolgente che, nel finale, conquista l’intera scena rendendo quasi superflua e fastidiosa la presenza stessa dei danzatori. Questo perché è la musica – anche se i musicisti sono seminascosti dietro a un telo che funge da fondale – la vera protagonista della serata. Una musica in grado di coniugare passato (marranzani e tamburi siciliani) e innovazione (l’hang), traducendo così, poeticamente e simbolicamente, quel bisogno di affrancarsi da una tradizione ormai opprimente in quanto non più sentita – come nel quadro coreografico iniziale su descritto – costruendo però nuovi percorsi di senso, e non adagiandosi su modelli importati, altrettanto estranei.

Interessante il testo di Nello Calabrò nel j’accuse contro la Sicilia di Cosa Nostra, con la presa di coscienza di essere parte di quello stesso tessuto sociale che ha generato e protetto i Riina e i Badalamenti, ma che commette un errore semantico, a nostro avviso, quando contrappone – ancora una volta – non un altro mondo possibile ma una sfilza di icone pop. Se si è siciliani non ha senso rivendicare Marilyn Monroe o Madre Teresa di Calcutta, quanto Peppino Impastato, Renato Guttuso, Luigi Pirandello, Genoveffa Bisso, Giovanni Verga, Leonardo Sciascia, Franca Viola, e così via.

Nel suo complesso, le coreografie di Zappalà ci paiono squilibrate: in ogni quadro ravvisiamo, dopo incipit interessanti e coinvolgenti, divagazioni che non riescono a costruire alternative possibili e autoctone e, come il testo, ricalcano modelli che appartengono a tutti e a nessuno. Peccato perché, al contrario, il tappeto sonoro dimostra come pur mantenendo la tradizione si possa inglobare in modo intelligente ma non pedissequo il nuovo, e come questa sia la strada per una fusion artistica e simbolica di grande pregnanza.

Lo spettacolo ha avuto luogo nell’ambito del Florence Dance & Performing Arts Festival 2019:
direzione artistica Marga Nativo e Keith Ferrone
Chiostro Grande di Santa Maria Novella
entrata da piazza Santa Maria Novella, 18 – Firenze
da domenica 30 giugno a sabato 3 agosto 2019

martedì 30 luglio, ore 21.30
Instrument Jam
coreografie e regia Roberto Zappalà
musica originale dal vivo Puccio Castrogiovanni
danzatori Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Gaetano Montecasino, Roberto Provenzano, Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer e Salvatore Romania
ai marranzani (scacciapensieri) Puccio Castrogiovanni
tamburi Arnaldo Vacca
hang Salvo Farruggio
testi Nello Calabrò
luci, scene e costumi Roberto Zappalà
una produzione Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza – Centro di Produzione Nazionale della Danza

www.florencedancefestival.org

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