Le donne degli astronauti non si alzano in volo

Lo spettacolo di Andrea Brunello, in anteprima al Pacta – Salone di Milano, affronta il tema “allunaggio” da un insolito punto di vista. Originale, ma non del tutto risolto.

Nell’anno in cui tutti celebrano il cinquantesimo dell’allunaggio, si può dire qualcosa di diverso? Già essersi posti il problema, da parte della Compagnia Arditodesìo, è un merito.

Andrea Brunello, che ne è l’ispiratore, ha scelto di parlare di un astronauta che sulla Luna non riesce ad andare e di sua moglie. In effetti, il tema è interessante perché il modo in cui furono trattate le donne in quell’epopea, con le ricercatrici della Nasa cancellate e messe ai margini e le mogli degli astronauti esaltate nei loro ruoli tradizionali come spose passive dei nuovi eroi, è lo specchio fedele della società statunitense di quegli anni.

Prima che le rivolte giovanili portassero alla ribalta anche la questione femminile, gli Stati Uniti avevano celebrato un lunghissimo “ritorno a casa e all’ordine”, nel Secondo Dopoguerra. I sovietici invece avevano fatto scelte ben diverse, portando già nel 1963 una donna, Valentina Tereshkova, in orbita. In realtà era stata una rivoluzione tale che perfino i comunisti italiani, quando la Tereshkova era venuta in visita nel nostro Paese, si erano affrettati a dire che era prima di tutto una buona madre e moglie e che non aveva grilli per la testa (un’astronauta?!).

Lo spettacolo di Brunello è stato in scena in anteprima al Pacta Salone di Milano, nell’ambito del bel festival ScienzaInScena Atto √2, festival di Teatro e Scienza che si è svolto dal 5 al 17 febbraio (quest’anno era dedicato a Leonardo da Vinci). Il festival riprende in autunno, mentre lo spettacolo inizia in estate la sua tournée.

Semplice ma efficace la scena. Bravo il protagonista maschile, Ettore Distasio. Non esattamente centrata nella parte la vera protagonista, Laura Anzani, che a parte un modo poco elegante di muoversi, non ricorda affatto una tipica americana degli anni Sessanta né il modo in cui si sarebbe potuta esprimere. È troppo attuale, anche se è costretta a recitare l’insopportabile lagna di una moglie che prima sposa un astronauta e poi si lamenta di continuo che non c’è mai. Il testo in compenso è chiaro, senza voli pindarici, ma aiuta a comprendere anche tutta una serie di questioni tecniche sui voli spaziali.

Lo spettacolo è stato in scena
Pacta Salone

Via Ulisse Dini 7 – Milano
dall’8 al 10 febbraio 2019
visto il 10 febbraio alle 17,30

Fly me to the Moon
testo Andrea Brunello
Con Laura Anzani ed Ettore Distasio
Regia Fabrizio Visconti
Disegno luci Fabrizio Visconti
Scenografie Marco Muzzolon
Costumi Mirella Salvischiani
Consulenza scientifica e storica Stefano Oss
Consulenza filosofica Enrico Piergiacomi
Produzione Arditodesìo | Progetto Jet Propulsion Theatre
In collaborazione con il Laboratorio per la Comunicazione delle Scienze Fisiche del
Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trento
(durata: un’ora e 15 minuti)

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