Visioni acustiche

teatro-del-giglio-luccaNell’ambito del Photolux Festival, al Giglio di Lucca, va in scena un concerto jazz firmato Fresu & Rubino – quale contrappunto emozionale ai fotoreportage di Pino Ninfa.

Al Teatro del Giglio musica e fotografia propongono un connubio tra le arti, dove le immagini di Pino Ninfa si sposano al filicorno e alla tromba di Paolo Fresu e al pianoforte di Dino Rubino.
Improvvisazioni e temi noti si alternano nel tentativo di integrare, attraverso il suono, ciò che gli occhi stanno osservando. In alcuni momenti, però, non si resiste al bisogno di estraniarsi dal mondo delle immagini per seguire la trama musicale. Perché, è bene dirlo, spesso le note hanno una qualità evocativa tale da suscitare mondi personali, che non è detto coincidano con quelli degli altri ascoltatori (così come ammette lo stesso Fresu al termine del concerto, prima dei bis).
Immagini dall’Africa si alternano con le foto dell’ex manicomio di Volterra (tra le più suggestive), luogo abbandonato così come, nella maggior parte dei casi, anche le persone che vi trascorsero le loro disperate esistenze. Una tromba lancinante e introspettiva sottolinea e quasi evoca quei momenti di solitudine assoluta, di distruzione sia umana che materiale. In quelle stanze, ritratte in bianco e nero, ormai spoglie e vuote, aleggiano ancora le grida soffocate, il pianto e il dolore di essere esclusi e reclusi, a causa di un mondo incomprensibile e indecifrabile, che allontana da sé tutto ciò che non accetta.

Il tema dei luoghi non più tali ritorna con le foto di Roghudi, paese della Calabria grecofona ormai abbandonato. Il vuoto sottolineato dalla luce naturale che, dalle finestre, illumina antri segnati dal passare del tempo, si frammenta in sedie ammuffite, scarpe abbandonate, muri che si sgretolano.
La musica incalza quasi a incitare il susseguirsi delle immagini, oppure lascia il posto a momenti di riflessioni in cui il filicorno e il piano si fondono per accompagnare attimi di calma interiore o di gioiosa partecipazione collettiva.
La convivialità del cibo, con scatti da luoghi lontani e remoti, si alterna con rituali religiosi esotici eppure immanenti. Una profusione di colori rimanda a tavole imbandite di spezie e polveri usate per decorare il volto e i corpi dei credenti: dal giallo zafferano al rosso papavero, dall’azzurro dell’azulejo al verde della grassa foglia di banano.

Una musica dolce e che sembra infinita sottolinea le immagini di uomini e donne, stagliati come esili figure sulle sabbie del deserto.

I pendant pucciniani finali, il primo solo musicale e, il secondo, accompagnato dalle immagini dei consumatori yemeniti di qāt, concludono la serata. La musica accarezza le foto notturne di uomini seduti in tenda, a masticare quest’erba. Le foto, che ritraggono le ore di quiete, non impediscono di pensare a quali distruzioni siano in atto in questo momento, dopo l’intervento dell’Arabia Saudita in favore del re yemenita, in quegli stessi luoghi.
I due jazzisti concludono con un incalzante pezzo con Fresu al filicorno. Gli artisti si alternano nel dispiegare trame ritmiche che vengono poi fuse, momentaneamente, in un’unica soluzione sonora.
Un esperimento, quello della serata, che ha riservato momenti di grande partecipazione emotiva.

(consulenza fotografica Simona M. Frigerio)

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro del Giglio

lunedì 7 dicembre, ore 21.00

Fra Spirito e Materia
Paolo Fresu (tromba e filicorno)
Dino Rubino (pianoforte)
Pino Ninfa (fotografo)
una coproduzione di Photolux Festival e Teatro del Giglio

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