Essere Virginia Woolf

In scena al Teatro Filodrammatici: Marta Lucini, Silvia Giulia Mendola e Debora Zuin danno vita a un’intensa Virginia Woolf, raccontandone la vita, la sagace follia e la morte.

Rappresentare  l’esistenza, le passioni e le fragilità di un personaggio come Virginia Woolf non è sicuramente  cosa semplice: una donna considerata tra i maggiori letterati del XX secolo, scrittrice eccentrica e visionaria, attiva nella lotta politica  per la parità dei sessi, critico letterario, lacerata – durante tutta la sua esistenza – da forti sbalzi di umore, esaurimenti nervosi e crisi depressive. Tutto questo era Virginia Woolf, e così ci viene raccontata da Marta Lucini, Silvia Giulia Mendola, Debora Zuin e Riccardo Pradella nello spettacolo in scena al Teatro Filodrammatici, Frammenti di me. Virginia Woolf.

In un bosco invernale, tetro e dagli alberi spogli, che accoglie al suo interno una stanza-studio, si ricompongono, come pezzi di un puzzle, le diverse sfaccettature della vita e della personalità controversa dell’autrice. Sono schegge di memoria  in cui, dapprima, si delinea la sua immagine vista attraverso gli occhi della borghesia inglese benpensante che la giudica pazza, lesbica, frigida e, per giunta, sposata a un ebreo; e poi, se ne scopre la passione profonda: quello scrivere frenetico perché scrittura e vita si identificano (life-writing), almeno fino a quel fatidico 28 marzo 1941, quando Virginia si suicida. I venti giorni che intercorrono, dalla scomparsa al ritrovamento del corpo nel fiume Ouse, sono raccontati attraverso l’attesa del marito Leonard  (Riccardo Pradella), che immagina di vederla tornare a casa, si prefigura i suoi stati d’animo e  il loro incontro, dando al pubblico l’opportunità di conoscere tre diverse Virginia Woolf. Sul palco si alternano, quindi, una Virginia oscura, disturbata, che oscilla tra momenti di euforia e stati di profonda inquietudine. Una donna sensuale che, al tempo stesso, rifugge e nega quel sesso che la lega dolorosamente al ricordo degli abusi subiti dal fratellastro quand’era ancora una bambina. E, infine, una terza Virginia, dolce e poetica.

Spettacolo volutamente frammentario perché pensato per ricreare l’universo-mondo di una donna volubile – forte e fragile allo stesso tempo – che, grazie alla scrittura, è riuscita ad arginare la propria follia. Una figura che racchiudeva dentro sé un intenso immaginario e un’acuta preveggenza. Non a caso, i momenti tragici si alternano a situazioni gotiche, grottesche o atemporali – che trovano il loro apice nella coreografia ballata sulle note di Time Warp, che porta lo spettatore a rivivere in prima persona gli sbalzi d’umore della protagonista. Una rappresentazione che ha il merito di trattare con la giusta profondità e con un tocco originale la figura, tutt’oggi controversa, della grande autrice inglese.

Per una volta Virginia Woolf non resta intrappolata in una letteratura prettamente femminista perché due uomini, Ken Ponzi e Corrado Accordino, hanno il coraggio e la sensibilità di portare in scena la sua lucida follia.

Lo spettacolo continua:
Teatro Filodrammatici
via Filodrammatici, 1 – Milano
fino a domenica 20 novembre
orari: martedì ore 20.45 – mercoledì ore 19.30 – giovedì, venerdì, sabato ore 20.45 – domenica ore 16.00
 
Frammenti di me. Virginia Woolf
di Ken Ponzio
regia Corrado Accordino
con Marta Lucini, Silvia Giulia Mendola, Debora Zuin
e con Riccardo Pradella
co-produzione La Danza Immobile – eThica

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