Made in US

Dal 2 al 4 dicembre, sul palcoscenico del Teatro i – in una trilogia firmata da Antonio Latella – torna a rivivere il personaggio di Rossella O’Hara, rivisitato e corretto in chiave pop, per raccontarci la storia, i vizi e le virtù dell’America di ieri e di oggi.

Lo spettacolo a cui si sta per assistere questa sera al Teatro i si preannuncia carico di sorprese. Infatti, ad accogliere la platea, su di un palco sgombro da ogni oggetto e orpello scenografico (se non per una piccola gabbia a forma di casa adagiata in un angolino), sono i gemelli Tarleton mascherati da Bart Simpson. Si muovono in sincronia e si aprono, quasi fossero un sipario, per dare inizio alla rappresentazione e farci scorgere, seduta su una sedia al centro del palco, Rossella. Proprio lei, l’eroina del romanzo di Margaret Mitchell – che, nel 1939, prenderà le sembianze di Vivien Leigh nella pellicola cinematografica di Victor Fleming – apprende dalle due maschere dell’imminente matrimonio tra Melania e il suo grande amore, Ashley. Ma Rossella è forte, volitiva, ambiziosa, tenace e non rinuncerebbe per nulla al mondo al conseguimento del suo scopo ultimo: conquistare il suo Ashley, amato, bramato, desiderato, che diventerà il tormentone di tutta la pièce.

Attraverso Rossella O’Hara, o meglio, attraverso i suoi sogni (o incubi), si racconta la storia di una nazione, la sua cultura e le sue radici: frammenti di passato e futuro si mescolano per produrre un severo e crudele affresco dell’America di ieri e di oggi. Si alternano così, sul palcoscenico, i personaggi simbolo della cultura made in Usa, partendo da King Kong, simbolo della diversità che spaventa e inorridisce, “La Bellezza che sconfigge la Bestia”. Un Presidente mascherato da Joker, novello Zio Sam, che al grido di «I Want You» cerca di reclutare – anche tra il pubblico – nuovi soldati per il suo esercito, perché si sa, ogni guerra ha bisogno del sacrificio umano, e il sogno americano si nutre anche di questo, dell’amore e della devozione verso il proprio Paese. Neil Armstrong, primo uomo sulla luna, che dopo avere piantato saldamente la bandiera americana sul suolo lunare, la dissemina per tutto il palcoscenico: è l’America che tutto conquista e tutti supera per evoluzione e tecnologia. Fino ad arrivare a una tra le figure più amate e mitizzate: Marilyn Monroe, lei che era riuscita a viverlo quel sogno americano, e che improvvisamente, un giorno, decide di tagliarsi fuori, uscire da quel gioco e da quel sogno diventato ormai un incubo.

Ma osservando attentamente la protagonista, una Rossella – col suo vestitino blu a pois bianchi, i guanti e le scarpe rosse – che non solo interagisce con questi personaggi, ma li crea e li fa rivivere attraverso la sua immaginazione, ci accorgiamo che siamo di fronte alla personificazione stessa degli Stati Uniti. Una nazione ambiziosa e senza scrupoli, devastata dal desiderio di conquista e incapace di riconoscere la sconfitta anche quando è evidente, proprio come Miss Rossella che, caparbia e testarda, è amata e odiata per il suo caratteraccio e i suoi capricci. Rossella è l’America: con le sue convinzioni, i suoi pregi e i suoi difetti.

Francamente me ne infischio – 1. Twins è uno spettacolo piacevole, nuovo, divertente e ricco di spunti di riflessione in cui tre brave attrici, Caterina Carpio, Candida Nieri e Valentina Vacca, riescono ad alternare momenti ludici e scherzosi ad altri meditativi. Una rappresentazione che, seppur frammentata dalle continue incursioni di vari personaggi, soggetti del folle sogno-storia della protagonista, riesce a divertire e, nello stesso tempo, ben rappresenta il complesso quadro storico e culturale della nazione americana.

Lo spettacolo continua:
Teatro i
via Gaudenzio Ferrari, 11 – Milano
da venerdì 2 a domenica 4 dicembre
orari: da lunedì a sabato (riposo martedì) ore 21.00; domenica ore 17.00
 
venerdì 2 è andato in scena:
Francamente me ne infischio – 1. Twins
drammaturgia di Linda Dalisi, Federico Bellini, Antonio Latella
con Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Vacca
regia Antonio Latella
realizzazione scene e costumi Marco Di Napoli e Graziella Pepe
produzione Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella
in collaborazione con ERT/Vie Scene Contemporanea

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