C’è il jazz. E poi ci sono i Funk Off.

La band “funk from Vicchio” capeggiata dal maestro Dario Cecchini regala al pubblico del Parco della Musica una serata memorabile.

Se non avete mai assistito a un live dei Funk Off (o Funkoff e in attività dal lontano 1998), permettetemi di asserire che vi si siete persi qualcosa di veramente unico; di certo non mi rivolgo ai cultori del jazz e agli assidui frequentatori dell’Umbria Jazz dove i Funk Off, da molti anni a questa parte, sono praticamente di casa. La meraviglia della proposta del collettivo toscano si presenta da subito nella difficoltà di definizione: riduttivo definirla una semplice band, al contempo anche la definizione di orchestra non regge, forse la definizione migliore è quella di marching band, concetto tipico dell’immaginario americano e in particolar modo dei college statunitensi. Si tratta di quegli ensemble molto vistosi che investono gran parte delle loro energie nel lato coreografico oltre che in quello musicale, e che solitamente si compongono di un’articolatissima squadra di fiati e di una sessione ritmica.

Abbiamo parlato di coreografia, e non c’è modo migliore per approcciarsi alla recensione del concerto andato in scena ieri sera presso l’Auditorium Parco della Musica (nello specifico, presso la sala del Teatro Studio). I Funk Off invadono il palco e lo dominano in maniera istrionica e trascinante, come un’orda di folletti impazziti posseduti dalla musica. Un gruppo di tarantolati, eredi degnissimi della più nobile tradizione Rhythm and blues e Funk: nella loro musica, scritta e restituita durante l’esibizione con indiscutibile perfezione tecnica, torna a vibrare lo spirito di James Brown, l’atmosfera delle band di strada di New Orleans e della stagione Motown. Certo, poi c’è il jazz, quel jazz particolare che affonda le radici nello swing e nelle orchestre stile Glen Miller. I quindici componenti dei Funk Off sono capitanati e diretti da Dario Cecchini, ideatore e fondatore del progetto, anima essenziale dell’attuale scena jazz e funk italiana; al suo seguito un piccolo esercito di professionisti, musicisti straordinari che riescono a non sbagliare una nota mentre saltano da una parte all’altra, mentre accennano passi di danza sincopati alla Blues Brothers, dimostrando di divertirsi loro stessi per primi.

Nel corso dell’ora e mezzo di concerto, il gruppo di Vicchio ha eseguito una selezione di brani tratti dai loro quattro album già usciti, e hanno anche avuto modo di eseguire per la prima volta alcune canzoni dell’album in preparazione; in questa splendida serata, dove a un certo punto i musicisti stessi hanno deciso di scendere dal palco per confondersi in mezzo al pubblico, la conclusione era come scritta. Infatti all’invito di alzarsi in piedi e ballare nessuno ha resistito: la musica dei Funk Off è puro magnetismo, e non sorprende che la dimensione più adeguata della loro musica sia la “strada”, dove viene sospesa e abbattuta ogni possibilità distanza tra che suona e chi ascolta. Insomma, non solo jazz, ma un mondo che conviene scoprire e che sarebbe difficile non amare.

Lo spettacolo è andato in scena
Auditorium Parco della Musica
viale Pietro De Coubertin, 30 – Roma
venerdì 9 maggio, ore 21.00

Funk Off

Dario Cecchini direzione musicale

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