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auditoriumCon il secondo concerto per pianoforte e orchestra del compositore Rachmaninoff si conferma la qualità eccelsa dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e della sapiente organizzazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Dopo la prima serata di martedì dedicata al maestro Rachmaninoff, con i concerti per pianoforte n.1 e n.2, l’Accademia di Santa Cecilia e la omonima Fondazione ripropongono al pubblico dell’Auditorium Parco della Musica anche i concerti per pianoforte n.3 e n.4 e la Rapsodia su tema di Paganini per completare l’integrale delle opere per pianoforte e orchestra del grande compositore russo.
Sergei Vasilyevich Rachmaninoff nasce il giorno 1 aprile 1873 da famiglia di musicisti, “l’ultimo dei romantici”, così viene definito il compositore russo creatore di atmosfere indimenticabili, di struggente e melanconica cantabilità. Musicista sensibile sopravvissuto agli sconvolgimenti armonici del primo Novecento fu artista rimasto legato, in un certo senso, al mondo del passato, riuscendo però a rinnovarlo e ad innervarlo di nuovi sapori come nessuno prima di lui.

In queste due serate, maestri del pianoforte si sono alternati sul palcoscenico dell’Auditorium accompagnati dalla magnifica orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta dal maestro Alexander Sladkovsky.

Giovedì 10 ottobre ore 20.30 lo spettacolo ha inizio, diviso in due parti. Durante la prima, al pianoforte Sean Botkin, newyorkese, allievo di Martin Canin interpreta magistralmente il Concerto n. 4 in Sol minore op. 40, completato nel 1926. Concerto questo, meno famoso dei primi, viene eseguito di rado non avendo riscosso in passato favori della critica e di riflesso quello del pubblico più esigente. Comunque resta un lavoro apprezzabile sia dal punto di vista tecnico che timbrico, ben costruito orchestralmente.
Botkin suona senza mai “indugiare”, con sicurezza e nessuna esitazione l’intero concerto, mentre risulta buona e accattivante la sintonia tra solista e, rispettivamente, l’orchestra nel suo insieme e con i i vari strumenti che emergono di tanto in tanto dal corpus orchestrale. Il pubblico viene coinvolto emotivamente per tutta la durata del brano e chiede il bis, che il pianista concede breve e veloce.

A seguire, è Mariangela Vacatello, giovane artista italiana classe 1982 che esegue Rapsodia su un tema di Pasolini op.43, composizione nata in Svizzera nel 1934.
La rapsodia viene elaborata sul tema del Capriccio n.24 di Niccolò Paganini, tema che aveva ispirato in precedenza altri noti compositori come Robert Schumann, Franz Liszt e Johannes Brahms. Strutturata in 24 variazioni, malgrado tutte le variazioni si susseguano senza soluzione di continuità, la composizione può essere divisa in tre macrosequenze che corrispondono ai tre movimenti di un concerto.
Il primo movimento comprende le variazioni 1-11, il secondo (più lento) va dalla 12 alla 18, mentre le rimanenti variazioni formano il finale. Il lento e melodico Andante cantabile (variazione 18) è di gran lunga la sezione più conosciuta dell’opera.
D’oro vestita, incerta sui tacchi si siede al piano la meravigliosa Mariangela, la quale, sin dalla prima nota mostra tutta la propria lucidità. Mai un tentennamento, le sue dita sembrano volare leggere come piume e si destreggiano sulla tastiera.
A conferma di tale maestria, l’estasi con cui il pubblico accoglie l’esecuzione eella variazione 18 che sta per suonare, non appena riconosciuto il tema. Mariangela è semplicemente eccezionale, brividi all’ascolto di quelle note, la giovane fa commuovere gli animi del pubblico, in virtù di una esecuzione tecnicamente impeccabile e romantica. Come un fiume in piena il brano giunge a conclusione. Tanti applausi per Mariangela che continua a regalare forti emozioni anche dopo, quando torna sul palco ad eseguire un brano per solo pianoforte come bis: «come Penelope che tesse la tela così Mariangela sapeva ben quel che faceva!».

L’intero secondo tempo è occupato dal Concerto per pianoforte N.3 in Re minore op.30, composto nel 1909, solista: il russo Nikolay Lugansky, pianista versatile e raffinato interprete.
Con il Concerto N.2, il N.3 è considerato dalla critica e dal pubblico il vero capolavoro di Rachmaninoff, nonché il più famoso concerto d’impostazione tardo-romantica, dalle affascinanti melodie, magniloquente nell’espressione e dalla grande difficoltà esecutiva: richiede al solista una solidissima tecnica virtuosistica e molta resistenza. Durata totale del brano quaranta minuti circa, diviso in tre movimenti (Allegro ma non tanto, Intermezzo: Adagio, Finale: Alla breve).
Quaranta minuti lunghissimi, alta la tensione e solo un pianista professionista come Nikolay poteva interpretare così fedelmente il Concerto N.3. Ineccepibile sotto l’aspetto tecnico, più che precisa nell’esecuzione, grazie anche alla grande intesa con il direttore d’orchestra, è un brano nei confronti del quale al pianista non è concesso il minimo errore, generando una tensione che si avverte tra il pubblico. L’attesa è tutta per il famosissimo finale che arriva dopo venti minuti di concerto. Nikolay mostra una lucidità incredibile e porta a compimento il brano in maniera eccelsa, ma l’interpretazione risulta essere un po troppo fredda, (da vero russ). Terminato il brano, il pubblico come se uscisse da una lunga apnea fa un profondo respiro, si alza in piedi e dedica cinque minuti di applauso al pianista e chiede il bis. Il pianista non si può sottrarre e d’accordo con il direttore d’orchestra ripropongono naturalmente il maestoso finale, suonato questa volta più morbido e soprattutto più rilassato, confermando la sensazione che ha accompagnato l’intera serata: un omaggio tanto doveroso a un vero maestro della musica al quale è stato un privilegio poter assistere e ascoltare.

Lo spettacolo continua:
Auditorium Parco della Musica
viale Pietro De Coubertin, 30 – Roma
Martedì 8 ottobre 2013, ore 20.30

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Alexander Sladkovsky direttore
Sean Botkin pianoforte
Mariangela Vacatello pianoforte
Nikolay Lugansky pianoforte

Rachmaninoff Concerto per pianoforte n. 4
Rachmaninoff Rapsodia su un tema di Paganini
Rachmaninoff Concerto per pianoforte n. 3

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