L’associazione culturale Teatri&culture presenta Gaslight di Patrick Hamilton, in scena, per la regia di Alessandro Leone, dal 9 al 19 dicembre al Teatro Trastevere di Roma.

Alessandro Leone riporta in scena Gaslight di Patrick Hamilton, affascinante intreccio che spazia dal giallo al thriller senza disdegnare qualche vena horror, dopo il grande successo cinematografico del film di George Cukor che diede l’oscar come migliore attrice a Ingrid Bergman. Un testo complesso e “poco teatrale” ma in grado di coinvolgere lo spettatore nelle atmosfere fumose della Londra ottocentesca, tanto care ad un altro genio del brivido quale Edgar Allan Poe. E in qualche modo, l’influenza di Poe, soprattutto per quanto riguarda il malessere psicologico indefinito e indefinibile di una giovane moglie, vittima della sua stessa malinconica bellezza e la definizione di un marito distratto e allo stesso tempo oppressivo, autoritario nell’imporre la propria condotta. In questo senso, nulla di strano; siamo nella Londra vittoriana schiava del formalismo e delle buone maniere, soprattutto tra le mura domestiche, che devo essere salvaguardate, a qualsiasi costo, dai pettegolezzi del vicinato. Ma dietro l’apparente normalità della vita di coppia, si cela la tragicità indicibile del delitto e dell’inganno occultato sotto strati di abitudine e riflessi condizionati di pia quotidianità, fatta di ruoli e funzioni ben precise. Inoltre, ciò che dà forza al racconto e alla sua puntuale messa in scena, risiede nel ritmo fluido senza sbavature, attraverso cui la trama prende vita, nella precisa capacità degli interpreti di rappresentare – senza cristallizzare – l’intricata e spesso contraddittoria psicologia dei loro personaggi, intessendo un quadro linguistico ed estetico coerente, in cui lo spettatore può, ad ogni istante, riconoscersi.

L’accurata scenografia, la cura dei costumi d’epoca, una sapiente operazione chiaroscurale in cui la luce che si fa buio gioca un ruolo fondamentale per dare visibilità (o invisibilità) alla soluzione dell’enigma, permettono di entrare a pieno nella dialettica tra una figura femminile suscettibile e precaria, legata al filo sottile delle sue ataviche paure e la machiavellica abilità del marito di forzare il suo stato d’animo già provato da mesi di incomprensibili sparizioni e vuoti di memoria. A bilanciare questa sfida tutta improntata al cedimento nervoso, al terrore di rivelare all’altro il proprio segreto, nascondersi nel momento in cui è, o meglio sarebbe, doveroso mostrare tutte le proprie carte, emerge la simbolica figura dell’ispettore di polizia, dell’ago della bilancia, della giustizia che rimette le cose a posto. Diretto rivale del cinico e “sadico” marito, il giovane ispettore rappresenta a tutti gli effetti l’emblema della razionalità che vince sulle tenebre della follia, sul caos psichico dettato dal disorientamento e dai deliri inconsci, che già nell’Ottocento segnavano le masse londinesi. Non è un caso che in quella nebbia, tra quei vicoli, in quei quartieri agisse indisturbato Jack lo squartatore, l’antesignano di tutti i serial killer.

L’ottima prova di tutti gli attori, una regia pronta a mettere in scena la complessità narrativa ed emotiva di una testo ostico e di non facile decifrazione teatrale, una ricca scenografia e un’atmosfera degna della migliore tradizione thriller, sono gli ingredienti giusti per tentare di riflettere su un’apparente normalità che tende sempre più a una schizofrenica e inquietante mostruosità.

Lo spettacolo continua:
Teatro Trastevere
Via Jacopa dè Settesoli, 3 – Roma
fino a domenica 19 dicembre
orari: tutti i giorni ore 21.00 – domenica ore 18.00

Gaslight
di Patrick Hamilton
regia Alessandro Leone
con (in ordine di apparizione): Francesco Nannarelli (Jack Manningham), Maura Bonelli (Paula Manningham), Elena Morara (Nancy), Franca Lumachi (Elisabeth) e Carmine Balducci (Ispettore Rough)
actor coach Ariele Vincenti
musiche originali Andrea Stopponi
disegno luci Germano Paraggio
costumi Roberta Morzetti
scenografie Mirco Murgia
video e grafica Barbara D’Ulisse

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