Invenzioni semiserie in perfetto stile Gnocchi

zelig-milano-80x80Il comico emiliano torna allo Zelig con un monologo in bilico tra surreale e attualità.

Di nuovo allo Zelig. Dopo una trentina d’anni dal suo esordio Gene Gnocchi torna a calcare il palco dello storico locale milanese dedicato al cabaret. Lo fa in maniera molto semplice e naturale, sedendosi su una sedia al centro del palco dal quale si alza molto raramente, portando con sé una risma di fogli di appunti stampati a computer e vestendo con jeans e camicia.
L’atmosfera che si crea è quella di un ritrovo tra amici in cui quello più intraprendente, più estroverso e più eloquente si impossessa della scena e comincia a raccontare a ruota libera i fatti che gli sono capitati e le sue impressioni. E che si arrabbia se gli altri non lo ascoltano con attenzione e serietà!
Gene – l’amico estroverso del caso – esordisce informando della sua ricerca di un lavoro in questi tempi di crisi – tra annunci web e serate allo Zelig – e prosegue, poi, con una lunghissima serie di racconti illogici, aneddoti assurdi, notizie surreali, arricchiti da battute taglienti e formidabili. Diventano, così, irresistibili i discorsi relativi a una nuova tariffa promozionale Ryanair, la storia del pesciolino rosso che risparmia il cibo, gli appuntamenti della sua tournée, la curiosa riflessione sul fuso orario.
Ma attenzione a non lasciarsi andare troppo alle grasse risate perché Gene è pronto a fulminare con lo sguardo gli spettatori che in platea si abbandonano all’ilarità e ad ammonirli con un sonoro «è vero, è vero!».
Perché questo è l’umorismo di Gene Gnocchi, capace di affermare negli anni il suo stile comico assolutamente originale e certamente unico nel panorama italiano. Così le invenzioni più assurde e illogiche vengono presentate come vicende reali e credibili, con tono e mimica facciale decisamente serie e un volto quasi imbronciato – per quanto qualche piccolo sorriso è incontrollabile persino per l’attore. Storie fantasiose, dunque, che tuttavia tengono sempre sullo sfondo la realtà e l’attualità.
Così non mancano i riferimenti alla crisi (con la ricerca di un lavoro), all’invadenza delle banche nel mondo odierno (con l’accenno a Mario Draghi e le frasi che utilizzano un incomprensibile gergo bancario e burocratico), ovviamente alla politica interna (con l’ironia sulla corruzione per l’EXPO, su Brunetta, sui nipoti di Mubarak, su Renzi e sugli ottanta euro in busta paga, su Grillo e i suoi celebri vaffa) e alla politica estera (la visita a casa del Presidente iraniano Ahmadinejad).
Il risultato è uno spettacolo spassoso, divertente, leggero, spensierato, vicino all’assurdo ma ancorato alla realtà. In perfetto stile semiserio targato Gene Gnocchi.

Lo spettacolo è andato in scena
Zelig Cabaret
Viale Monza 140 – Milano
Lunedì 9 aprile, ore 21.30

GENE GNOCCHI

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