Alla ricerca di un mondo migliore?

La programmazione al Teatro Planet per D.O.I.T. – Drammaturgie Oltre Il Teatro prosegue con la settimana delle compagnie del Lazio.

È lo spettacolo di Circomare Teatro, scritto e interpretato da Alessandra Cappuccini per la regia Mario Umberto Carosi, ad aprire al Teatro Planet la seconda settimana del D.O.I.T. – Drammaturgie Oltre Il Teatro. Attraversando le vicende che, da madre in figlia, giungono fino ai giorni nostri, Generazioni racconta con fanciullesca sincerità quel senso di orgogliosa appartenenza a una comunità familiare e storica di chi pensava che il conflitto (ideologico, ma anche musicale con l’eterna indecisione tra Guccini e Battisti) potesse rappresentare una possibile apertura a un mondo migliore.

L’intreccio di tre esistenze delicatamente tangenti abita una scenografia che, volutamente disordinata, dà supporto alla costruzione delle vicende, ma che, tuttavia, risulta stranamente complicata da un’oggettistica pure essenziale e, dunque, controversa e non sempre in grado di valorizzare l’esposizione fisica della Cappuccini, tanto bella nel gioco tra prosa e poesia cantata, quanto precaria nella resa vocale. Ed è proprio la relazione tra la minima complessità drammaturgica dell’allestimento (che, a tratti, pecca di didascalismo e figurazione macchiettistica) e il contenimento di un’interpretazione obbligata (d)alla gestione della densità scenica che inficia parte dell’efficacia di questo Generazioni, il quale, a sua volta – per la limpidezza e l’energia della narrazione – vede nell’incerta collocazione tra fiaba e favola, tra un finale necessariamente lieto e un insegnamento morale, più una potenzialità che un problema.

Il secondo spettacolo è una produzione de La casa della locusta, Citizen X, una rappresentazione selezionata per la sezione Scena Romana dell’ultimo Roma Fringe Festival dal Teatro Tordinona.

Senza negare la radicalità dell’argomento e l’urgenza dell’indagine artistica, la vita al tempo della perenne frustrazione di chi si vede imposta la propria inadeguatezza è una tematica che, nel 2016, non brilla certo di particolare originalità. Ancor meno, paradossalmente, se tale tematica viene affrontata nell’attualissima declinazione del femminile quale  vittima sacrificale di una società che invece di combattere per/dibatte sulla civiltà dei diritti universali, identificando con naturale ipocrisia lo scopo delle proprie battaglie nell’affermazione di parole (dalle quote rosa alle unioni civili) da sbandierare nei salotti buoni dei philosophes o negli imperanti talk show che, però, funzionano quali strumenti di formazione e omologazione del consenso e del dissenso istituzionalizzato.

Citizen X di Manuela Rossetti, di cui abbiamo già apprezzato il talento in occasione di Love discount. Cortocircuito n. 5 (nei confronti del quale i debiti culturali e tecnici sono evidenti), ben restituisce la durata esistenziale di una donna intrappolata nei meccanismi tayloristici di una vita triste e sterilizzata non solo negli esiti, quanto soprattutto nelle intenzioni e nei desideri.

Disinvolta e credibile nell’alternare una recitazione caricaturale a momenti di intima serietà, in grado di muoversi all’unisono con le suggestioni e gli stimoli video della sorprendente bidimensionalità disegnata da Simone Palma con l’unica luce in scena di un semplice proiettore fino a giungere alla visionaria composizione fumettistica del finale, l’esperta Antonella Civale dà ritmo, forma e spessore a un personaggio alle prese con situazioni tanto bizzarre, quanto comuni (dai tutorial ai provini); situazioni in cui, tuttavia, a prendere espressione sembra essere non tanto il cittadino qualunque del titolo, quanto la mediocrità pericolosamente acritica dello spirito dei nostri tempi.

Cittadino x e il suo spirito infelice assumono, allora, più che le sembianze di una violenza subita dall’esterno, quelle di un destino autoinflitto e percepito ineluttabile, di una sottomissione spontanea da esercitare quotidianamente attraverso la colpevole marginalizzazione delle opportunità messe a disposizione da un mondo globalizzato e privo di frontiere a un’occidentale di buona famiglia, ma non all’afghano perennemente in guerra o al nigga discriminato degli States, magari ucciso per non essersi fermato a uno stop da un poliziotto che, pur filmato in flagranza di reato, non sarà neanche incriminato (Los Angeles, 1992). Ricordandoci, probabilmente per inconsapevole contrarietà, come l’opulenza del nostro Belpaese possa far sfoggio di vittimismo e, delegando la ricerca delle soluzioni all’altrui esercizio di compassione, assumere una posizione (personalmente, of course) insostenibile e che mortifica le condizioni realmente drammatiche di chi la globalizzazione la subisce sulla propria pelle e proprio in nome del nostro benessere.

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno del D.O.I.T. – Drammaturgie Oltre Il Teatro
Teatro Planet
Via Crema, 14

15-16 marzo, ore 21
Generazioni
di e con Alessandra Cappuccini
regia Mario Umberto Carosi
Circomare Teatro – LAZIO

17-18 marzo, ore 21
Citizen X
di Manuela Rossetti
con Antonella Civale
digital performer Simone Palma
musiche originali Mauro D’Alessandro
Spettacolo ospite Roma Fringe Festival 2015 per la sezione Scena Romana
Ass. Cult. La casa della locusta – LAZIO

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