Un uomo, una donna

Al Teatro Ghione di Roma, Pietro Longhi e Paola Tiziana Cruciani, impersonano un intellettuale e una prostituta nella commedia Gente di facili costumi, di Nino Manfredi e Nino Marino con la regia Silvio Giordani. In scena fino a domenica 28 ottobre.

Essere disturbati dalla musica di uno stereo, che giace sul pavimento a tutto volume e dall’acqua, che scorre via nelle tubature roboante, dopo aver fatto il bagno in una vasca, non è rispettoso, soprattutto se tutto ciò avviene matematicamente sempre in piena notte. Se a ciò si aggiunge anche una chiassosa telefonata, i presupposti per litigare ci sono tutti. Nasce per questi ed altri comportamenti poco rispettosi il diverbio tra Anna, una donna che per campare esercita il mestiere più antico del mondo e Armando, un intellettuale che sembra aver ingerito un dizionario, intenzionato a scrivere una sceneggiatura, a suo dire originale, per il cinema.
Lo scontro è però soprattutto l’incontro tra due anime perse. Due cuori solitari che sopravvivono a giornate interminabili, che culminano nel cuore di quell’appartamento ricavato da una vecchia fontana, dove lo stesso scrittore ha trovato rifugio. Anna, che all’inizio mente sulla sua professione, pian pianino si apre a quell’uomo apparentemente scorbutico, rivelandogli la sua vera identità e il suo sogno: comprare una giostra.

Paola Tiziana Cruciani e Pietro Longhi fanno rivivere con intensità e bravura quei due personaggi solitari nati dalla penna di Nino Manfredi e Nino Marino, evidenziandone pregi e difetti con arguta comicità e con quel pizzico di malinconia che pervade tutta la storia, ambientata negli anni ’80, ma che benissimo si adatta ai nostri giorni. Non si utilizzerà più uno stereo che va avanti a suon di calci e non serviranno delle pagine gialle per “giurare” e cercare dei numeri telefonici, ma le situazioni appartengono a questa società in cui muta progressivamente la tecnologia, ma continuano, inalterate, a vivere determinate situazioni accompagnate dai soliti pregiudizi.

La scenografia di LolloZolloArt porta lo spettatore all’interno di quell’appartamento situato all’ultimo piano di un vecchio palazzo, dove si apre una grande porta finestra in cui si affacciano, per lo più, le stelle nel buio della notte. Un semplice divano, un tavolo e una cucina riempiono la scena in cui agiscono i due protagonisti, i cui costumi, curati da Luisa Nisco, permettono di dare fin da subito una chiara identità dei personaggi, così come del periodo storico, che è scandito da canzoni come Gloria, Comprami e Pensami, sottofondo di momenti ben precisi, utili sulla scena per movimentarne i tempi.

Gente di facili costumi allieterà il pubblico del Ghione fino al 28 ottobre, regalando momenti di pura ironia, col pregio di far riflettere quanti troveranno assonanze con quei due mondi, che mai sono stati così vicino al nostro. La difficoltà di sbarcare il lunario coincide con quella di trovare un posto nel cuore di chi si sente senza peccato e soprattutto di trovare un posto nel mondo, in cui esprimersi naturalmente senza sovrastrutture.

Lo spettacolo continua:
Teatro Ghione

via delle Fornaci, 37 – Roma
fino a domenica 28 ottobre
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 1 h e 30 minuti circa intervallo escluso)

Gente di facili costumi
di Nino Manfredi, Nino Marino
regia Silvio Giordani
con Pietro Longhi, Paola Tiziana Cruciani
scenografia LolloZolloArt
luci Carlo Di Fabio
sarta Luisa Nisco
aiuto regia Maria Cristina Gionta
macchinista Ruslan Bardetskyi

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