Mitologie americane e romanticismi europei

Una grande serata musica all’auditorium di Lione. Leonard Slatkin ha diretto magistralmente l’Orchestre National de Lyon per una serata dedicata a Copland, Gershwin e alla Symphonie fantastique di Berlioz. Una serata che ha visto, inoltre, la partecipazione della pianista georgiana Khatia Buniatishvili che ha incantato il numeroso pubblico

La serata si è aperta con la Suite del balletto di Billy the Kid di Aaron Copland, suite che riprende i due terzi della partitura originale e che contiene otto scene fortemente contrastate tra di loro. L’ouverture, inno al respiro e alla vastità delle praterie americane, appare come un’apertura perfetta e grandiosa, mentre, entrando in città, la linea melodica si fa maggiormente a singhiozzo, come a creare un sistema visivo e uditivo ad embricatura, geniale trasposizione della caos della vita cittadina. In questa suite assistiamo ad una farandola di sensazioni melodiche contrastanti. Durante la notturna partita di carte, che si svolge in una calma quasi romantica ed eminentemente cinematografica, la tromba tridimensionalizza la linea melodica dei violini delicati mentre ils successivo breve, ma spettacolare, scontro di fuoco tra Billy e lo sceriffo, si organizza intorno alla scarica di colpi sui timpani e sui tamburi, a cui segue la fiera celebrazione della cattura del fuorilegge. La morte di Billy diviene quasi cerimoniosa, retorica della giustizia che trionfa sulle passioni. Ed ecco che il maestro Slatkin si trova ad accarezzare la composizione con estrema eleganza, traghettandoci verso il ritorno nella prateria che diviene quasi un’apparizione che si solleva nella foschia mattitina.

Una breve pausa, necessaria per il cambio di scena, ed ecco che la pianista georgiana Khatia Buniatishvili appare sul palco, accolta come una vera e propria star. L’attacco del clarinetto, sognante, ci proietta in una scena americana elegante di inizio secolo. L’intervento della pianista georgiana avviene delicatamente, con un’apertura quasi impercettibile, per poi virare verso un’interpretazione vigorosa, con carattere. Rhapsody in Blue si sviluppa in tutti i suoi movimenti e il trattamento impresso dalla Buniatishvili alla parte per il piano sembra stillare in maniera estremamente naturale dalle sue dite, rendendo la composizione quasi un divertissement pianistico leggero, quasi impalpabile. Senza apporre alcuna violenza, Gershwin viene lavorato e stropicciato dalla pianista, mentre il maestro Slatkin conduce perfettamente la rivoluzionaria opera del compositore americano (come non citare i tre sassofoni che sottolineano l’importante influenza del jazz in quest’opera?). L’ovazione che il pubblico le riserva convince Khatia Buniatishvili a tornare sul palco per interpretare, questa volta in completa solitudine, il celebre movimento Clair de lune tratto dalla Suite bergamasque di Debussy. Pochi minuti che interrogano il pianoforte, facendolo vivere, respirare, con una delicatezza rara. Lasciando il pubblico senza fiato, proprio prima dell’entracte. Il contributo della pianista georgiana termina qui: qualche minuto di bellezza è sufficiente per riempiere tutta la serata.

La seconda parte della serata è stata consacrata alla Symphonie fantastique di Hector Berlioz, lavoro estremamente complesso e profondamente letterario. Opera drammatica e intrisa di umori romantici, la sinfonia appare come un lavoro cromaticamente molto ricco. La prima parte è riservata alle “rêverie” e alle “passioni”, e l’esecuzione mostra caratteri profondamente antinomici, sintomi di una composizione strutturata sui moti ondivaghi. Berlioz compose la sinfonia nel 1830  come atto di amore e restituzione di un lavorio di lutto per quel sentimento non corrisposto. Il sottotitolo (“Episodio della vita di un artista”) dichiara l’afflato personale e romantico dell’opera, che talvolta è accompagnato da oscillazioni danzanti (il secondo movimento, “Un bal”), rintocchi provenienti da lontani souvenir (il terzo movimento “Scène aux champs” aperto e chiuso da clarinetti che entrano in un dialogo di affascinanti risonanze). Il sogno diviene tragico con il quarto movimento 5”Marche au supplice”) dove l’artista sogna si aver ucciso l’amata e di essere condotto al supplizio. I fiati e gli ottoni disegnano il tono marziale, medievale del corteo mortale. Ma l’amata non smette di assumere forme diverse, trasportando l’artista romantico in altre dimensioni. L’ultimo lungo movimento vede il dipanarsi di una scena di sabba diabolico e orgiastico, con interventi parodistici (la caricatura del dies irae con l’intervento delle campanelle), danzanti (“ronde su Sabbat”) per terminare con un energico finale che vede la sovrapposizione della ronda e del dies irae per un trionfale finale. Tragico, vigoroso, terribile. Il sogno si spezza solamente con l’intervento del pubblico che rompe le catene di questo sogno terribile per farci precipitare di nuovo nell’auditorium di Lione. Il maestro Sltkin ha concepito nuovamente un programma eccezionale per una grande serata di musica.

spettacolo visto sabato 11 febbraio 2017

Le directeur Leonard Slatkin avec son orchestre et la pianiste Khatia Buniatishvili ont régalé le nombreux public de l’Auditorium de Lyon en deux soirées consacrées à la musique américaine et à la Symphonie fantastique de Berlioz

Lo spettacolo è andato in scena:
Auditorium
149 rue Garibaldi – Lione
sabato 11 febbraio 2017 ore 18.00, domenica 12 febbraio ore 16.00

L’Auditorium de Lyon con il patrocinio di Télérama e di Mezzo, ha presentato
Gershwin/Copland/Berlioz
Orchestre National de Lyon
Leonard Slatkin, direttore
Khatia Buniatishvili, piano

programma completo
Aaron Copland – Suite de Billy de Kid
George Gershwin – Rhapsody in Blue, per piano e orchestra
Hector Berlioz – Symphonie fantastique op. 14
durata 2 ore
www.auditorium-lyon.com

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