Retroscena della vita del Messia, tra scherzi e dolore

Sbarca al Teatro Studio Uno l’ultimo di Giorgia Mazzucato, il racconto della vita di Gesù, una storia spesso sentita ma mai compresa fino in fondo.

Dopo una prima non messa in scena, perché censurata al Piccolo teatro Don Bosco a Padova, e il debutto in terra veneta, Giorgia Mazzucato approda a Roma con l’atteso Gesù aveva l’erre moscia. Uno spettacolo che promette di essere ironico e dissacrante, raccontando la storia del Messia da un punto di vista umano, in cui il figlio di Dio viene rappresentato come un giovane che studia, va in Erasmus e, in particolare, parla con l’erre moscia.

La Mazzucato ripropone un suo cavallo di battaglia, un monologo in cui si intersecano tra loro fugaci battute. Voce narrante, Maria Maddalena che, inizialmente, rispolvera le proprie memorie attraverso la scrittura di un diario in cui ricorda l’infanzia trascorsa con Gesù, per poi diventare lei stessa protagonista della narrazione.

L’attrice imprime il proprio mood iscenando simpatiche e leggere scenette comiche in cui Cristo vive la propria giovinezza, gioca a fare i miracoli con i bambini e si diverte a Risiko, senza mai far scadere il livello delle battute nello scontate o nel prevedibile.

Se da una parte il divertimento del pubblico è assicurato dalla figura di un Gesù che si mostra spesso buffo e giocoso, diverso da come la seriosa letteratura canonica è solita farlo conoscere, dall’altra non mancano rimandi a tradizioni culturali sia della religione cristiana, sia di quelle orientali. Il discorso si fa sempre più serio e drammatico fino ad arrivare all’imminente morte del Messia, dove appare la paura, la paura di morire prima di poter migliorare il mondo, la paura di abbandonare le persone care, mostrando così un’emozione che svela l’affinità del figlio di Dio con l’umanità.

Si assiste allora a un interessante racconto dietro le quinte della vita di Messia, ma l’attenzione è spostata non tanto su di lui quanto proprio sulla Maddalena. Frequentemente la scena è dominata da questa donna che narra la vicenda attraverso i proprio occhi, restituendone una versione molto personale e filtrata. Una scelta che, però, appare sminuire la centralità del Messia, privandolo del proprio protagonismo e mettendone in ombra proprio quelle inedite caratteristiche che la Mazzucato voleva enfatizzare.
Giorgia Mazzucato riesce comunque ad allestire una storia tanto spensierata quanto drammaticia, rivelandone i tratti crudi e bui, fatta di sorrisi caldi e scherzosi misti a lacrime tristi e disperate, senza trascurare lo spazio della critica alla decadenza morale dell’essere umana – rappresentata in particolare nel dialogo tra Gesù e Maria mentre guarda gli orrori e gli scempi che il telegiornale trasmette.

Un j’accuse contro la direzione che il mondo sta prendendo ma anche un appello per una possibilità di rinascita, di salvezza fornita dal Messia che esorta ad avere fede e speranza per un cambiamento futuro.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Studio Uno
via Carlo della Rocca, 6 Roma
dal 6 al 8 ottobre alle ore 21.00 e domenica 9 ottobre alle ore 18.00

Gesù aveva l’erre moscia
di e con Giorgia Mazzucato
musiche di Mario Di Marco
costumi di Irene Tortora

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