Spettacolo fantasma

Al Teatro Sistina di Roma Mirko Ranù e Giulia Sol sono i protagonisti di Ghost il Musical, una storia che ha commosso generazioni di spettatori, che indaga il senso dell’amore che vive oltre il tempo, adattata per il teatro dallo sceneggiatore originale Bruce Joel Rubin, con la regia di Federico Bellone.

Cinema e teatro sono due mondi paralleli, ma spesso s’incontrano, soprattutto quando sul palcoscenico si fanno rivivere storie come quella di Ghost, un vero cult movie della Paramount Pictures, che nel 1990 ha sbancato al botteghino. I paragoni possono sembrare inopportuni, però, indubbiamente, emergono quando ci si imbatte in una pellicola senza tempo che ha fatto piangere, sognare e sperare in quell’aldilà dove l’amore è per sempre.

Adattato per il teatro dallo sceneggiatore originale Bruce Joel Rubin, Ghost Il Musical, si materializza in queste settimane contemporaneamente in Spagna e Italia, dove attualmente è in scena, fino a domenica 9 febbraio, al Sistina, con la regia di Federico Bellone, che in questa stagione ha diretto anche il musical Mary Poppins.

La storia è la trasposizione fedele del film vincitore di un Golden Globe per la miglior attrice non protagonista (Whoopy Goldberg) e per la miglior sceneggiatura e vede al centro della scena Sam (Mirko Ranù), banchiere di New York, e Molly (Giulia Sol), che da poco si sono trasferiti in un moderno loft, dove il loro amore scorre tra un “ti amo” della giovane artista e un “Idem”, come risposta fissa del ragazzo. Un giorno Sam analizzando alcuni conti correnti si accorge che qualcosa non torna: la somma di denaro, indubbiamente sporco, è elevata e decide di bloccare con una password il conto, informando della cosa il suo miglior amico e collega Carl (Thomas Santu). Una sera, tornando a casa con Molly, il giovane viene derubato e ucciso da un malvivente, che dopo lo sparo fugge via. Mentre la donna disperata chiama i soccorsi, Sam le resta comunque accanto, sotto forma di fantasma. Per manifestarsi e proteggere la sua amata, l’uomo si rivolge a una sensitiva truffaldina Oda Mae (Gloria Enchill), che faticherà un bel po’ prima di comprendere quello che sta accadendo e successivamente attraverso i suggerimenti di Sam, convince Molly, inizialmente scettica, che il suo uomo le resterà accanto fin quando il suo assassino non avrà un volto.

Un thriller romantico, ricco di suspense, che in questa trasposizione teatrale non emoziona come sul grande schermo, nonostante ad adattarlo sia stato lo stesso sceneggiatore del film e pur avendo i due bravissimi interpreti ricreato sul palcoscenico la fantastica atmosfera della pellicola. Perfetti nelle fattezze dell’indimenticabile Patrick Swayze e di Demy Moore, tanto che anche il look dell’attrice è stato ripreso alla perfezione, il fisico statuario di Mirko Ranù e la graziosa voce di Giulia Sol non restituiscono la magia e il brivido di una storia senza tempo, che ha fatto consumare videocassette e fazzolettini. Le canzoni all’interno dello spettacolo, più che dare un valore aggiunto, impediscono il normale fluire della narrazione, essendo le esecuzioni per lo più urlate, soprattutto da parte della Sol, creando un effetto chiassoso, senza incidere sull’evoluzione della storia, poco chiara in certe parti, se non si conoscesse già tutta la trama. Fatica ad emergere anche la guest star internazionale Ronnie Jones, compositore e cantante tra i più originali della scena mondiale, nel ruolo del fantasma dell’ospedale, che col suo italiano non perfetto regala al pubblico solo simpatia.

La stessa scena cult del film, quella in cui Molly modella un vaso di creta con Sam che l’abbraccia e bacia contemporaneamente, non ha la centralità e lo spessore emotivo che ci si aspetta, nonostante il riecheggiare delle note della canzone Unchained Melody dei Righteous Brothers, che ha vissuto una seconda giovinezza dopo l’uscita del film.
Interessanti e sorprendenti, invece, gli effetti speciali a cui ha lavorato Paolo Carta, mago dell’illusionismo, che con i suoi trucchi, da straordinario artigiano dell’inganno, fa entrare e uscire corpi da altri personaggi e strappa applausi quando si materializzano i fantasmi sulla scena. Eccellente la scena della metropolitana, in cui oltre alla magia di Carta si unisce il disegno luci di Valerio Tiberi, che ha lavorato nelle più note produzioni internazionali di musical e di opera lirica.

Di spessore anche il corpo di ballo, che funziona appunto come insieme del tutto e in cui spiccano i magnifici salti di Manuel Mercuri, che interagisce molto con la bravissima Gloria Enchill, quasi l’alter ego di Whoopy Goldberg, dalla meravigliosa voce, artefice delle scene più divertenti e colorate del musical.

Ghost Il Musical, una produzione internazionale Show Bees in collaborazione con Colin Ingram e Hello Entertainment, sarà in tournée nelle principali piazze italiane fino a maggio e dopo Roma farà tappa al Teatro degli Arcimboldi di Milano dall’11 febbraio al 1 marzo. Spetta al pubblico ritrovare in questo musical sensoriale e fantasy quel mistero apparentemente inspiegabile, che rende unico un amore e soprattutto un indimenticabile film.

Lo spettacolo continua:
Teatro Sistina

via Sistina, 125 – Roma
fino a domenica 9 febbraio
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 2 ore circa intervallo escluso)

Show Bees in collaborazione con Colin Ingram e Hello Entertainment presenta
Ghost – Il Musical
di David Stewart, Glen Ballard and Bruce Joel Rubin
libretto e testi Bruce Joel Rubin
regia Federico Bellone
con Mirko Ranù, Giulia Sol, Gloria Enchill, Thomas Santu, Ronnie Jones, Luca Gaudiano, Salvatore Maio, Cristina Benedetti, Mitsio Silvia Paladino Florio, Andrea Di Bella, Clara Maselli, Manuel Mercuri, Carolina Sisto, Alex Botta
musica Dave Stewart and Glen Ballard
regia associata e coreografie Chiara Vecchi
scenografie Federico Bellone
effetti speciali Paolo Carta
disegno luci Valerio Tiberi

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