I fantasmi non esistono

teatrobrancaccio-romaIn scena al Teatro Brancaccio il musical ispirato al film cult Ghost: il fantasma più amato e compianto della storia del cinema trova sul palco un contrappunto ambizioso ma imperfetto, e tra un problema tecnico e l’altro si ride e si piange solo ripensando alle scene originali, con gli indimenticati Demi Moore, Patrick Swayze e Whoopi Goldberg.

Il musical che a Londra e a Broadway ha sbancato lascia perplessi a Roma. D’altra parte, le migliori intenzioni ci sono tutte e si vedono: scenografia composta di pannelli a led che consentono effetti speciali e location fisse e in movimento, fedeltà maniacale al modello di partenza, somiglianze (nei limiti del possibile, ovviamente) tra il cast italiano e quello hollywoodiano. Ma ci sono pure le relative controindicazioni: dalle prime file della platea i led sono veri e propri spacca-retina e lo spettatore non gode di nulla, né delle immagini che da così vicino percepisce sgranate e poco definite, né degli attori in scena, i cui profili sono scomposti e segmentati da tanto alogeno trionfo. Dunque chi meglio alloggia (e più paga) peggio vede? La fedelissima riproduzione dell’opera, inoltre, è una tagliola dai denti affilatissimi: inevitabilmente l’amante del film andrà a cercare l’errore (o la modifica volontaria che però comunque interpreterà come errore) e si cimenterà in una sorta di “trova le differenze” enigmistico, con il risultato che il più macroscopico di tutti è proprio quello che più facilmente poteva essere evitato: Molly con i capelli lunghi?
Tant’è, i produttori del fantasmagorico Priscilla non tirano fuori dal cilindro un altro coniglio grasso, anzi. Ghost è un musical sottotono, con performance canore insipide, testi di una banalità prossima alla mediocrità e poca emozione. La più forte? Il meccanismo che sta portando in scena lo scranno vuoto sul quale sederà poco dopo Oda Mae si incastra: scende il sipario, si accendono le luci in sala, si sente anche una voce maschile concitata che bestemmia. Per fortuna ci pensa Loretta Grace a riportare il buon umore quando lo spettacolo riprende: è la sua versione di Whoopi Goldberg, con tutte le riserve e i limiti del caso, la parte meglio riuscita, anche se la sola vera cantante che si distingue sul grande palcoscenico del Brancaccio è una delle sue vallette Louise (Francesca Gemma), ugola d’oro e simpatia da vendere, che dà vita a un personaggio esilarante.
Nonostante le migliori intenzioni, dunque, non si è andati lontano. Forse lo si poteva prevedere: l’alternativa tra seguire fedelmente il modello cinematografico sapendo di non potervi mai competere, o stravolgere l’impianto per adattarlo al teatro sapendo che lo spettatore nostalgico non lo avrebbe accettato era una scelta tragica, tra un male e un altro male. E per quanto si siano spinti oltre, con la realizzazione di effetti speciali che lasciano piacevolmente sorpresi, i produttori e tutto lo staff sono rimasti impantanati nei limiti che il progetto – appunto tragicamente – aveva insiti in sé.
Così il monito «Preparatevi a credere» ha sortito l’effetto opposto: il pubblico è accorso perché voleva credere che fosse possibile far rivivere la meraviglia del film a teatro, voleva credere che a distanza di 23 anni Molly, Sam e Oda Mae potessero fare nuova irruzione del suo immaginario, e invece è uscito con la sola conferma che i fantasmi non esistono, e crederci non serve a niente.

Lo spettacolo continua: 
Teatro Brancaccio
via Merulana, 244 – Roma
fino a domenica 9 febbraio 2014
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, sabato ore 16.00 e ore 21.00, domenica ore 16.00 (lunedì riposo)

MAS (Music, Arts & Show) e Poltronissima spa, su licenza esclusiva di Colin Ingram Productions and Hello Entertainment/David Garfinkle presentano
GHOST – IL MUSICAL
tratto dall’omonimo film della Paramount Pictures Ghost
scritto da Bruce Joel Rubin
libretto e liriche Bruce Joel Rubin
regia Stefano Genovese
con Salvatore Palombi, Ilaria De Angelis, Loretta Grace, Cristian Ruiz
musiche e liriche originali Dave Stewart, Glenn Ballard
arrangiamenti e orchestrazione Christopher Nightingale

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