Al Teatro i, interessante spettacolo in musica dal titolo significativo, Giochi Senza Frontiere, concerto-performance di Carlo Boccadoro.


Un pianoforte, una lavagna rivolta verso il pubblico, due tavoli ridondanti dei più strani aggeggi: bacinelle colorate, una spada, palline e quant’altro si possa immaginare in una ipotetica stanza da gioco di un ragazzo. Questo è quello a cui gli spettatori si trovano di fronte nella serata di chiusura della stagione dell’Ensamble di Sentieri Selvaggi, in uno spettacolo che mixa giochi e regole applicate alla musica.

L’inizio, Logica in fiamme di Silvia Colasanti, è una torrenziale cascata di note ingabbiate in precise logiche matematiche, eseguite in così rapida successione da rendere difficile persino l’operazione di girare la pagina dello spartito. Se l’intento è quello di attirare l’attenzione del pubblico, bisogna dire che è perfettamente riuscito in quanto il paragone fatto da Boccadoro tra le note e una colata lavica che riempie il teatro è quanto di più calzante si possa immaginare.

A seguire, Mastermind di Mauro Montalbetti, una composizione rarefatta che ricorda vagamente i suoni delle campane di un piccolo paese con i suoi silenzi tra un rintocco e l’altro e, in parte, rimanda alle sonorità di Airport di Brian Eno.

Mentre Timer, di Filippo Del Corno, è una successione infinita di variazioni di toni e velocità di derivazione minimalista, su un motivo che si ripeterebbe all’infinito se non fosse previsto l’intervento, programmato dall’esecutore, di un timer – ma essendo questa una serata dedicata al gioco, lo stesso, ovviamente, non suona.

Finalmente si svela il segreto della lavagna – la rappresentazione di un’opera di Cage, Water Music, che Boccadoro esegue simulando il planare di un’anatra in uno stagno, ossia le bacinelle colorate, delle quali travasa il contenuto dall’una all’altra per riprodurre fedelmente il rumore dell’acqua, come imponeva l’autore dell’opera. La casualità o anarchia dell’esecuzione si ritrova anche nel rumore di una radio sintonizzata su varie emittenti, nei tempi e frequenze predisposti dal compositore, con il risultato di avere un sottofondo legato alle stazioni radio del luogo dove si esegue la composizione e curiose associazioni con i suoni e le lunghe pause provenienti dal pianoforte che, a detta dell’esecutore, è lo strumento più semplice previsto in partitura.

A seguire, in questo tour de force creativo, un brano di Carlo Galante del 2002, Che cosa apparirà?, che nel titolo rimanda alla Settimana Enigmistica, e nelle tre composizioni in cui è suddiviso alle sonorità della musica contemporanea, mentre Modern Love Walts è un valzer moderno di Philip Glass che ci accompagna fino alla prima esecuzione con la partecipazione del pubblico.

L’esercizio musicale firmato da spettatori e interpreti si ispira nientemeno che a Mozart, il quale all’età di sette anni si è divertito a comporre Musikalisches Wùrfelspiel: tanti piccoli brani la cui esecuzione è determinata da numeri casuali che, durante lo spettacolo, sono il risultato del lancio di due dadi da parte del pubblico.

Sedici lanci e altrettanti brani, individuati attraverso una tabella matematica a corredo dello spartito, hanno determinato un’esecuzione che, come previsto dal compositore, ha avuto successo – nonostante la difficoltà di rintracciare sullo spartito i brani da eseguire in successione.

Per il successivo, Trois Bagatelles, di Gyòrgy Ligeti, si è resa invece necessaria la presenza del maestro Mancuso in qualità di “voltapagina“, in quanto la graffiante esecuzione, vagamente critica nei confronti di Cag,e consisteva nel produrre una nota con il pianoforte, fare tre giri di pagina – in un silenzio irreale – e infine emettere una liberatoria nota finale… i complimenti vanno naturalmente al voltapagina.

Il lavoro di Mancuso, I Draghi Lacopei, è un insieme di fogli con lettere e punteggiatura da una parte e piccoli brani musicali sul retro. L’invito al pubblico di scegliere il pezzo da eseguire è subito raccolto, e gli spettatori si inseriscono direttamente nell’esecuzione attraverso un gioco di carte.

Un breve ricordo della prematura scomparsa di Amanda che, come ricorda il maestro, avrebbe sicuramente apprezzato lo svolgimento gioioso di questa serata e, infine, la conclusione del concerto, con Boccadoro al pianoforte, che esegue una composizione tratta da un famosissimo cartone degli anni 80. Alcune piccole, ma significative parti della musica e delle parole di Goldrake sono riprodotte con un ritmo sempre più incalzante e coinvolgente. Non casualmente il titolo del pezzo è Variazioni Goldrake.

Alla fine della serata l’impressione che si ha è che la musica contemporanea, attraverso il coinvolgimento del pubblico e l’utilizzo di oggetti e idee di uso comune, riesca ad aprire nuove strade e alimentare esperienze inedite in campo musicale.

L’ensemble di Sentieri Selvaggi ha anche pubblicato il primo cd con le registrazioni live degli show messi in scena in tutto il mondo e, in primavera, tornerà sul palco nel nuovo teatro Elfo-Puccini.

Teatro I
Via Gaudenzio Ferrari, 11
Martedì 1 dicembre 2009 ore 21

Giochi Senza Frontiere
Programma
Silvia Colasanti Logica in fiamme
Mauro Montalbetti Mastermind
Filippo Del Corno Timer
John Cage Water Music
Carlo Galante Che cosa apparirà?
Philip Glass Modern Love Waltz
Wolfgang Amadeus Mozart Musikalisches Würfelspiel
György Ligeti Trois Bagatelles
Carlo Boccadoro Variazioni Goldrake
Giovanni Mancuso I Draghi Locopei
Carlo Boccadoro pianoforte
con la partecipazione di Giovanni Mancuso

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