Quel bacio abbraccia il pubblico

Maximilian Nisi ha finalmente portato in scena a Roma, al Teatro Lo Spazio, il suo Giuda, firmato da Raffaella Bonsignori, e dal 6 al 9 maggio ogni replica ha registrato il sold out.

La grande macchina del Teatro si è rimessa in moto, dopo tantissimi mesi vissuti nell’ombra e finalmente, su alcuni palcoscenici italiani, si è riaccesa la luce. Una luce soprattutto di speranza per tutti i lavoratori dello spettacolo, innumerevoli, che hanno sofferto la pandemia ai massimi livelli. Rispettando tutte le regole con cui conviviamo da oltre un anno, la sala grande del Teatro Lo Spazio ha fatto il pieno di pubblico a ogni replica di Giuda, monologo intenso di Raffaella Bonsignori, a cui Maximilian Nisi ha dato voce, anima e corpo in modo impeccabile, nonostante l’aura negativa che avvolge da sempre questo controverso personaggio biblico. Per antonomasia colui che ha tradito Gesù con un bacio e per trenta denari, Giuda, appunto, entrando si siede di spalle al pubblico su un trono fatto di sbarre, come fosse una gabbia e grida la sua verità con rabbia, dichiarando di non essere venuto a portare la pace, ma la spada.

Il palcoscenico è poco illuminato e ricoperto da uno strato plastificato, come fosse ghiaccio, a voler dare la sensazione di freddo, di cui parlerà il protagonista; sul lato destro la seduta di ferro e dal lato opposto una corda, a voler ricordare il triste epilogo di Giuda, un teschio al centro della scena, ricorda l’Amleto shakespeariano: essere o non essere (colpevole) questo è il problema.
Prende il via così un’appassionante dialogo tra Giuda e il Padre eterno, colui che vive nella luce, a differenza di quell’uomo “colpevole due volte, tra i vivi e tra i morti”.

Un uomo dunque, Giuda “eternamente giovane ed eternamente colpevole”, scelto da Gesù come discepolo, tra altri undici e nominato per ultimo, che ora si accontenterebbe del vento e della pioggia, piuttosto che del freddo che sente addosso. Un uomo che cercava il vero Messia come tutti, che amava la sua terra piena di contraddizioni così come lo è stato lui, che amava sua madre, sua moglie e anche suo padre.
Un uomo sicuramente non morigerato, che comprava stoffe preziose, “un benefattore attratto dai peccati e dalle puttane”, ma che soprattutto aveva bisogno di un sentimento vero.

Maximilian Nisi, chiuso in un saio, con i cappelli lunghi, neri, e il volto, le mani e i piedi sudici di terra, rapisce lo spettatore con quella voce cavernosa, perfetta, calata appieno su quel personaggio, che è entrato nelle sue viscere. Un monologo, che è un racconto struggente di un uomo imprigionato dalle accuse, che tenta di riscattarsi, ma che non si perdona.

Le musiche di Stefano De Meo enfatizzano maggiormente la straziante confessione e le immagini dai contorni sfocati, proiettate sullo sfondo della scena da Marino Lagorio, permettono di calarsi maggiormente nel vivo di una storia che sembra avvenuta ieri, perché in fondo Giuda non è altro che un uomo moderno. Cambiano i fatti, le accuse, ma facilmente il contesto si può riportare ai nostri giorni. “Ognuno ha la propria verità”, dirà Giuda nel bel mezzo del suo colloquio aperto con Dio, e come negarlo?

Il bellissimo testo di Raffaella Bonsignori e curato dallo stesso Nisi è tanto struggente quanto poetico. Al suo interno ci sono tanti messaggi, tante verità, tanti dubbi. Quanti inseguono un idolo, per il fascino innato e sono disposti a credere ciò che gli si è fatto credere: ecco il tema della “suggestione collettiva”, che pure avanza, non così velato, lì dove si fa riferimento ai miracoli. Speranze e riflessioni si susseguono in poco più di un’ora. Un tempo che sembra infinito, vissuto e che dura il giusto per dimenticare altre realtà quotidiane. Ed ecco gli applausi scroscianti, che scuotono. L’emozione è negli occhi, fortunatamente visibili, dei partecipanti e dello stesso Nisi.

A lui stavolta possiamo addossare tutta la colpa, quella di aver ridato voce a quelle tavole, che trasudano voglia di ricominciare.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Lo Spazio
via Locri, 42 – Roma
dal 6 al 9 maggio
da giovedì a sabato ore 20.00, domenica ore 17.00 e 19.30

Giuda
di Raffaella Bonsignori
a cura di Maximilian Nisi
con Maximilian Nisi
musiche Stefano De Meo
video art Marino Lagorio
costumi Tiziana Gagliardi
elementi scenici Luigi Sironi
aiuto Paola Schiaffino
coordinamento Cristina Ferrazzi
foto di scena Luigi Cerati
produzione Centro Mediterraneo delle Arti

1 commento

  1. Grazie, Alessio Neroni, per questa splendida recensione piena di cuore e di passione per il teatro, e, soprattutto, attenta ai particolari di scena. E’ sempre un privilegio leggere articoli capaci di restituire al lettore impressioni critiche raccontate con l’anima, oltre che con la penna.
    Nisi si è, come sempre, librato ad altezze ragguardevoli, rendendo il mio testo migliore di quello che è; e così hanno fatto il Maestro De Meo con le sue musiche e Marino Lagorio con le sue immagini.
    Un caro saluto.

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